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Cordova medievale

Epoca:

Cordova medievale (in spagnolo Córdoba) fu la capitale di al-Andalus, la Spagna musulmana, e nel X secolo una delle città più grandi e raffinate d’Europa. Sede prima di un emirato e poi di un califfato guidato dalla dinastia omayyade, fu un centro politico, religioso e culturale in cui vivevano musulmani, cristiani ed ebrei. Il suo monumento più famoso è la Grande Moschea, oggi cattedrale.

Cordova medievale: riassunto

In età romana Corduba era già una città importante della Spagna meridionale, patria del filosofo Seneca. Dopo il dominio dei Visigoti, nel 711 la penisola iberica fu in gran parte conquistata da eserciti arabo-berberi, nel quadro dell’espansione islamica. Cordova divenne presto il centro del governo musulmano nella penisola.

Nel 756 Abd al-Rahman I, un principe omayyade sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia in Oriente da parte degli Abbasidi, prese il potere a Cordova e fondò un emirato indipendente. Nel 929 il suo discendente Abd al-Rahman III si proclamò califfo, rivendicando un’autorità pari a quella dei califfi di Baghdad. Il califfato di Cordova crollò all’inizio dell’XI secolo, e nel 1236 la città fu conquistata dal re di Castiglia Ferdinando III.

La Grande Moschea

La costruzione della moschea iniziò negli anni Ottanta dell’VIII secolo, per volontà di Abd al-Rahman I, sul luogo di una precedente chiesa. Nel corso di due secoli fu ampliata più volte, fino a diventare una delle moschee più grandi del mondo islamico. Il suo interno è caratterizzato da una “foresta” di colonne collegate da archi a doppio ordine, con conci alternati rossi e bianchi. Sotto al-Hakam II fu arricchita da un mihrab, la nicchia che indica la direzione della preghiera, decorato con splendidi mosaici.

Dopo la conquista cristiana la moschea fu consacrata come cattedrale. Nel Cinquecento al suo interno fu costruita una navata in stile rinascimentale e gotico, che ancora oggi convive con le strutture islamiche.

La capitale del califfato

Nel X secolo Cordova era una città molto popolosa, con mercati, bagni pubblici, biblioteche e quartieri estesi lungo il fiume Guadalquivir. Le fonti arabe la descrivono come una metropoli, ma le stime sul numero degli abitanti restano incerte. Abd al-Rahman III fece costruire alle porte della città Madinat al-Zahra, una città-palazzo destinata alla corte e all’amministrazione, oggi sito archeologico.

Il califfato fu un grande centro di produzione artigianale, con tessuti di seta, oggetti in avorio e in metallo, e di attività intellettuale. Al califfo al-Hakam II, che regnò tra il 961 e il 976, è attribuita una biblioteca molto ricca. Medicina, astronomia, matematica, poesia e diritto religioso erano coltivati da studiosi che avevano rapporti con il resto del mondo islamico.

Musulmani, cristiani ed ebrei

A Cordova, come in tutta al-Andalus, la maggioranza della popolazione divenne nel tempo musulmana, ma restarono comunità cristiane, chiamate mozarabiche, ed ebraiche. Come nel resto del mondo islamico, i non musulmani potevano praticare la propria religione pagando una tassa specifica, ma erano in una condizione di inferiorità giuridica. Gli storici discutono quanto questa convivenza sia stata pacifica: ci furono periodi di collaborazione culturale, ma anche tensioni e momenti di conflitto.

Dal crollo del califfato alla conquista castigliana

Alla fine del X secolo il potere reale passò al ministro e condottiero al-Mansur (Almanzor), famoso per le sue spedizioni contro i regni cristiani del Nord. Dopo la sua morte, dal 1009 al-Andalus precipitò in una guerra civile; nel 1031 il califfato fu abolito e il territorio si divise in molti piccoli regni, detti taifas. Cordova perse il suo primato.

La città restò comunque un centro culturale. Qui nacquero, nel XII secolo, il filosofo e giurista musulmano Ibn Rushd, noto in Occidente come Averroè, celebre per i suoi commenti ad Aristotele, e il pensatore ebreo Mosè Maimonide, che però dovette lasciare la città da giovane. Nel 1236 Ferdinando III di Castiglia conquistò Cordova, in una delle tappe decisive della Reconquista.

Una città di sapere e di traduzioni

Dopo la conquista castigliana molti testi scientifici e filosofici scritti o conservati in al-Andalus furono tradotti in latino, soprattutto a Toledo, che era stata conquistata già nel 1085. In questo modo opere di medicina, astronomia e filosofia, compresi i commenti di Averroè, entrarono nelle università dell’Europa cristiana e influenzarono la cultura scolastica del Duecento.

Date principali

  • 711: inizio della conquista musulmana della penisola iberica.
  • 756: Abd al-Rahman I fonda l’emirato di Cordova.
  • 785 circa: inizia la costruzione della Grande Moschea.
  • 929: proclamazione del califfato.
  • 936 circa: inizio della costruzione di Madinat al-Zahra.
  • 1031: fine del califfato e nascita delle taifas.
  • 1236: conquista castigliana.

Protagonisti

  • Abd al-Rahman I, fondatore dell’emirato omayyade.
  • Abd al-Rahman III, primo califfo di Cordova.
  • Al-Hakam II, califfo e protettore degli studi.
  • Al-Mansur, condottiero e ministro.
  • Averroè e Maimonide, grandi filosofi nati in città.

Perché è importante

Cordova medievale è un luogo chiave per capire il ruolo degli Arabi nel Medioevo e la trasmissione delle conoscenze tra mondo islamico ed Europa latina. Le opere dei suoi filosofi furono tradotte in latino e studiate nelle università europee. Il centro storico, con la moschea-cattedrale, è patrimonio mondiale UNESCO.

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