Roma del Risorgimento fu al centro di uno dei problemi più difficili dell’unificazione italiana: come trasformare la città dei papi, capitale dello Stato pontificio, nella capitale del nuovo Regno d’Italia. Tra il 1849, anno della Repubblica romana, e il 20 settembre 1870, giorno della breccia di Porta Pia, la questione di Roma coinvolse patrioti, governi, il papato e le grandi potenze europee.
Roma del Risorgimento: riassunto
Dopo il Congresso di Vienna Roma era di nuovo la capitale dello Stato della Chiesa, governato dal papa come sovrano temporale. Per i patrioti del Risorgimento, invece, Roma era il simbolo dell’Italia, l’unica capitale possibile di una nazione unita, per il suo passato antico e per il suo valore ideale.
Nel 1849 la città visse l’esperienza della Repubblica romana, abbattuta dall’intervento francese. Dopo la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861, la “questione romana” rimase aperta per quasi dieci anni, finché, approfittando della caduta di Napoleone III, le truppe italiane entrarono in città nel 1870.
Pio IX e la Repubblica romana del 1849
Nel 1846 fu eletto papa Pio IX, che nei primi anni concesse alcune riforme e suscitò grandi speranze tra i liberali. Durante le rivoluzioni del 1848, però, il papa rifiutò di partecipare alla guerra contro l’Austria cattolica. Nel novembre 1848 fu assassinato il ministro Pellegrino Rossi e Pio IX lasciò Roma, rifugiandosi a Gaeta, nel Regno delle Due Sicilie.
Il 9 febbraio 1849 un’assemblea eletta a suffragio universale maschile proclamò la Repubblica romana. Il governo fu affidato a un triumvirato formato da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini. La Repubblica abolì il potere temporale dei papi, garantì la libertà di culto e preparò una Costituzione considerata tra le più avanzate del tempo.
Su richiesta del papa intervennero diverse potenze cattoliche, e in particolare la Francia. La difesa della città, guidata tra gli altri da Giuseppe Garibaldi, resistette per settimane, soprattutto sul Gianicolo. Tra i caduti ci fu il giovane Goffredo Mameli, autore del testo dell’inno nazionale. All’inizio di luglio 1849 le truppe francesi entrarono a Roma e il papa tornò al potere, protetto da una guarnigione francese.
La questione romana
Nel 1860, dopo la spedizione dei Mille, gran parte dello Stato pontificio fu annessa al Regno di Sardegna, ma Roma e il Lazio restarono al papa, difesi dai francesi. Nel marzo 1861 il Parlamento italiano, su impulso di Camillo Benso conte di Cavour, dichiarò che Roma doveva diventare la capitale d’Italia, cercando un accordo con la Chiesa secondo la formula “libera Chiesa in libero Stato”.
Garibaldi tentò due volte di prendere Roma con i volontari: nel 1862 fu fermato in Aspromonte dall’esercito italiano, che non voleva una crisi con la Francia; nel 1867 fu sconfitto a Mentana da truppe pontificie e francesi. Nel 1864, con la Convenzione di settembre, l’Italia si impegnò a rispettare lo Stato pontificio in cambio del ritiro francese, e la capitale fu trasferita da Torino a Firenze.
La breccia di Porta Pia
Nell’estate del 1870 la Francia ritirò le sue truppe da Roma per affrontare la guerra contro la Prussia. Dopo la sconfitta francese nella battaglia di Sedan e la caduta di Napoleone III, il governo italiano decise di agire. Il 20 settembre 1870 l’esercito aprì una breccia nelle mura vicino a Porta Pia ed entrò in città dopo un breve combattimento; Pio IX aveva ordinato una resistenza solo simbolica.
Il 2 ottobre un plebiscito approvò l’annessione al Regno d’Italia, guidato da Vittorio Emanuele II. Nel 1871 Roma divenne ufficialmente la capitale.
Una capitale e il papa “prigioniero”
Con la legge delle guarentigie del 1871 lo Stato italiano garantì al papa l’inviolabilità personale, il libero esercizio delle funzioni religiose e una rendita annua. Pio IX rifiutò la legge e si considerò “prigioniero” in Vaticano; la Santa Sede invitò inoltre i cattolici a non partecipare alle elezioni politiche. La questione romana fu risolta solo con i Patti lateranensi del 1929.
Per diventare capitale, Roma dovette trasformarsi: furono costruiti ministeri, nuovi quartieri, ponti e argini sul Tevere, e la popolazione crebbe rapidamente.
Protagonisti
- Pio IX, papa dal 1846 al 1878 e ultimo sovrano dello Stato pontificio.
- Giuseppe Mazzini, triumviro della Repubblica romana.
- Giuseppe Garibaldi, difensore di Roma nel 1849 e protagonista dei tentativi del 1862 e del 1867.
- Cavour, che pose la questione di Roma capitale nel 1861.
Date principali
- 1846: elezione di Pio IX.
- Novembre 1848: fuga del papa a Gaeta.
- 9 febbraio 1849: proclamazione della Repubblica romana.
- Luglio 1849: le truppe francesi entrano a Roma.
- 1861: il Parlamento proclama Roma futura capitale.
- 1862 e 1867: Aspromonte e Mentana.
- 20 settembre 1870: breccia di Porta Pia.
- 1871: Roma capitale e legge delle guarentigie.
Perché è importante
Roma del Risorgimento mostra il conflitto tra il nuovo Stato nazionale e il potere temporale della Chiesa, uno dei temi centrali della storia dell’Unità d’Italia. La conquista della città completò l’unificazione territoriale, ma aprì una frattura tra Stato e Chiesa che segnò la vita politica italiana per decenni.