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Roma nel Medioevo

Epoca:

Roma nel Medioevo perse il ruolo di capitale di un impero ma ne conquistò un altro: quello di centro della cristianità occidentale. Dopo la fine dell’Impero romano d’Occidente la città si spopolò e si trasformò profondamente, ma restò la sede del papa, una meta di pellegrinaggio e un simbolo politico conteso tra imperatori, nobili romani e cittadini.

Roma nel Medioevo: riassunto

Già nel IV secolo la capitale politica dell’impero si era spostata lontano da Roma, prima a Milano e poi a Ravenna, mentre in Oriente cresceva Costantinopoli. Nel 410 la città fu saccheggiata dai Visigoti di Alarico, un evento che colpì profondamente i contemporanei, e nel 455 dai Vandali. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476, Roma fece parte del regno ostrogoto e poi, dopo le guerre gotiche, dell’Impero bizantino.

In questo lungo periodo il vescovo di Roma, il papa, divenne la figura più autorevole della città. Il suo prestigio religioso si fondava sulla tradizione degli apostoli Pietro e Paolo, sepolti a Roma, e crebbe anche grazie al ruolo che i papi assunsero nell’assistenza alla popolazione, nella difesa e nell’amministrazione.

Da città imperiale a città dei papi

Con la crisi delle istituzioni antiche, molti edifici pubblici furono abbandonati o riutilizzati. Gli acquedotti, danneggiati durante le guerre del VI secolo, non furono più mantenuti come prima, e la popolazione si concentrò nelle zone basse vicino al Tevere. Allo stesso tempo sorgevano o si arricchivano grandi basiliche cristiane, come San Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore.

Papa Gregorio Magno (590-604) è un esempio del nuovo ruolo dei pontefici: in un periodo di guerre con i Longobardi, epidemie e carestie, organizzò il rifornimento di grano, trattò con i nemici e curò i rapporti con le Chiese d’Occidente.

Roma, i Franchi e l’impero

Nell’VIII secolo i papi cercarono la protezione dei re franchi contro i Longobardi. Da questa alleanza nacque il nucleo del potere temporale dei papi, cioè il loro governo su territori dell’Italia centrale. La notte di Natale dell’anno 800, nella basilica di San Pietro, papa Leone III incoronò imperatore Carlo Magno: Roma tornava così a essere il luogo simbolico in cui si conferiva la dignità imperiale.

Nell’846 i Saraceni saccheggiarono le basiliche fuori dalle mura; in risposta papa Leone IV fece fortificare l’area intorno a San Pietro, la cosiddetta “città leonina”. Nei secoli successivi molti imperatori tedeschi scesero a Roma per farsi incoronare, e i rapporti tra papato e impero furono spesso conflittuali, come mostra la lotta per le investiture.

Le famiglie nobili e il Comune

Nella Roma medievale avevano grande potere le famiglie aristocratiche, che controllavano quartieri, torri e fortezze, spesso ricavate da monumenti antichi. Nel X secolo dominarono i Teofilatti e poi i Crescenzi; più tardi emersero i Colonna, gli Orsini e altre casate.

Nel 1143-1144, come in molte altre città italiane (vedi la nascita dei Comuni), i cittadini diedero vita a un Comune e restaurarono il Senato. Il predicatore Arnaldo da Brescia, critico verso la ricchezza del clero, sostenne questo movimento, ma fu giustiziato nel 1155. Il Comune romano sopravvisse comunque per secoli, in un difficile equilibrio con il potere papale.

Giubileo, Avignone e ritorno dei papi

Nel 1300 papa Bonifacio VIII proclamò il primo Giubileo, che attirò a Roma moltissimi pellegrini, tra i quali, secondo la tradizione, anche Dante Alighieri. Pochi anni dopo, però, il papato si trasferì ad Avignone, in Francia, dove restò dal 1309 al 1377. Senza la corte papale Roma attraversò una fase di crisi. In questo contesto, nel 1347, Cola di Rienzo cercò di restaurare un governo popolare ispirato alla grandezza della Roma antica, ma il suo tentativo fallì.

Il ritorno dei papi non chiuse subito la crisi: seguì il Grande scisma d’Occidente, con più papi rivali. Solo con l’elezione di Martino V, al concilio di Costanza, e il suo ingresso a Roma nel 1420, la città tornò stabilmente sede del papato e si avviò verso la rinascita del Quattrocento.

Protagonisti

  • Gregorio Magno, papa e organizzatore della vita cittadina alla fine del VI secolo.
  • Leone III, che incoronò Carlo Magno nell’800.
  • Arnaldo da Brescia, sostenitore del Comune romano.
  • Bonifacio VIII, papa del primo Giubileo.
  • Cola di Rienzo, protagonista del tentativo di governo popolare del 1347.

Date principali

  • 410: sacco di Roma dei Visigoti.
  • 476: fine dell’Impero romano d’Occidente.
  • 590-604: pontificato di Gregorio Magno.
  • 800: incoronazione di Carlo Magno in San Pietro.
  • 1143-1144: nascita del Comune di Roma.
  • 1300: primo Giubileo.
  • 1309-1377: il papato ad Avignone.
  • 1420: Martino V torna a Roma.

Perché è importante

Roma nel Medioevo mostra come una città possa sopravvivere alla fine del proprio impero trasformando la propria identità. Le rovine antiche, riutilizzate come cave di materiali o come fortezze, convivevano con le basiliche e con i luoghi di pellegrinaggio. Studiare la Roma medievale aiuta a capire la nascita del potere temporale dei papi, i rapporti tra Chiesa e impero e le radici della città rinascimentale e moderna, all’interno della storia generale del Medioevo.

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