Siviglia delle esplorazioni fu, nel Cinquecento e nel Seicento, la porta d’ingresso dell’Europa verso le Americhe. Dopo i viaggi di Cristoforo Colombo, la corona di Castiglia concentrò in questa città dell’Andalusia il controllo del commercio con il Nuovo Mondo: da qui partivano le flotte dirette oltreoceano e qui tornavano le navi cariche di argento, oro e merci coloniali.
Siviglia delle esplorazioni: riassunto
Siviglia era stata per secoli una grande città musulmana di al-Andalus ed era stata conquistata da Ferdinando III di Castiglia nel 1248, durante la Reconquista. Alla fine del Quattrocento era una delle città più importanti della Castiglia, con un porto sul fiume Guadalquivir, protetto dagli attacchi dal mare ma collegato all’Atlantico.
Dopo la scoperta dell’America nel 1492, la monarchia volle controllare strettamente i traffici con le nuove terre. Nel 1503, per volontà dei Re Cattolici, fu creata a Siviglia la Casa de Contratación, l’istituzione che organizzava e sorvegliava viaggi, merci e passeggeri. La città ottenne così il monopolio legale del commercio con le Indie, come allora venivano chiamate le Americhe, e visse un lungo periodo di crescita.
La Casa de Contratación
La Casa de Contratación aveva compiti molto ampi. Registrava le navi, i carichi e le persone che partivano e arrivavano, riscuoteva le imposte per la corona e giudicava le controversie commerciali. Era anche un centro di sapere tecnico: vi si formavano e si esaminavano i piloti, cioè i navigatori, e si aggiornava una carta nautica ufficiale, chiamata padrón real, con le nuove informazioni portate dai viaggi. Nel 1508 il fiorentino Amerigo Vespucci fu nominato primo piloto mayor, il responsabile della formazione dei piloti.
La partenza di Magellano
Da Siviglia partì nell’agosto 1519 la spedizione guidata da Ferdinando Magellano, al servizio della corona spagnola, con l’obiettivo di raggiungere le isole delle spezie navigando verso occidente. Magellano morì nelle Filippine nel 1521, ma una delle navi, la Victoria, comandata da Juan Sebastián Elcano, tornò a Siviglia nel settembre 1522 con pochi superstiti: era il primo viaggio intorno al mondo. Il resoconto di Antonio Pigafetta, un vicentino che partecipò alla spedizione, è una fonte fondamentale per conoscerne le vicende.
L’argento e le flotte
Dalla metà del Cinquecento, con lo sfruttamento delle miniere di Potosí, nell’attuale Bolivia, e di quelle del Messico, grandi quantità di argento arrivarono in Europa attraverso Siviglia. Per proteggere le navi dai pirati e dai nemici della Spagna, la corona organizzò un sistema di flotte che viaggiavano insieme, scortate da navi da guerra, con partenze regolari.
L’argento americano finanziava le guerre e la politica degli Asburgo, a partire da Carlo V, ma passava rapidamente anche nelle mani di banchieri e mercanti stranieri, genovesi, tedeschi e fiamminghi, che prestavano denaro alla corona. Molti storici collegano l’afflusso di metalli preziosi all’aumento dei prezzi in Europa nel corso del Cinquecento, anche se il peso di questo fattore è discusso.
Chi partiva per le Americhe
Per imbarcarsi verso il Nuovo Mondo serviva un’autorizzazione, e la Casa de Contratación registrava i nomi dei passeggeri. La corona voleva infatti controllare chi si trasferiva nelle colonie, escludendo per esempio, in linea di principio, gli stranieri e le persone sospettate di eresia. Partivano funzionari, soldati, religiosi, artigiani e famiglie in cerca di fortuna, in gran parte provenienti dall’Andalusia e dalle altre regioni della Castiglia. I viaggi erano lunghi e pericolosi: tempeste, malattie e attacchi nemici potevano trasformare la traversata in un disastro. Le registrazioni conservate negli archivi sono oggi una fonte preziosa per studiare l’emigrazione spagnola del Cinquecento.
Una città cosmopolita
Nel Cinquecento Siviglia divenne una delle città più grandi della penisola iberica. Vi vivevano mercanti di molte nazioni, marinai, artigiani, funzionari e anche persone ridotte in schiavitù, africane e moresche. La ricchezza si vedeva nei palazzi, nelle chiese e nella cattedrale gotica, una delle più grandi del mondo cristiano, costruita sul luogo dell’antica moschea, di cui resta il minareto trasformato in campanile, la Giralda. Siviglia fu anche un centro di cultura: vi lavorarono pittori come Velázquez, nato in città, e Murillo.
Il declino
Nel corso del Seicento il Guadalquivir divenne sempre più difficile da risalire per le navi più grandi, a causa dei fondali bassi. Nel 1649 una terribile epidemia di peste colpì la città, uccidendo una parte molto ampia della popolazione. Nel 1717 la Casa de Contratación fu trasferita a Cadice, che ereditò il ruolo di porto principale del commercio con le Americhe.
Date principali
- 1248: conquista castigliana di Siviglia.
- 1492: primo viaggio di Cristoforo Colombo.
- 1503: fondazione della Casa de Contratación.
- 1519-1522: spedizione di Magellano ed Elcano.
- Metà del Cinquecento: grande afflusso di argento americano.
- 1649: epidemia di peste.
- 1717: la Casa de Contratación passa a Cadice.
Perché è importante
Siviglia delle esplorazioni mostra come la scoperta e la conquista delle Americhe abbiano trasformato l’economia europea, creando nuove istituzioni, nuove ricchezze e nuove forme di sfruttamento. Oggi l’Archivio generale delle Indie, che ha sede a Siviglia, conserva una grandissima quantità di documenti sulla storia dell’impero spagnolo. Per un confronto con un altro grande porto dell’età moderna si può leggere la pagina su Amsterdam moderna.