In sintesi
Isabella di Castiglia (1451-1504) e Ferdinando d’Aragona (1452-1516), sposati nel 1469, sono passati alla storia come i Re Cattolici, titolo che ricevettero da papa Alessandro VI nel 1496. Regnando insieme unirono le corone di Castiglia e d’Aragona, conclusero la conquista di Granada, finanziarono il viaggio di Cristoforo Colombo, crearono l’Inquisizione spagnola ed espulsero gli ebrei dai loro regni. Il nipote, Carlo V, ereditò da loro il nucleo di un impero mondiale.
Un matrimonio quasi clandestino
Isabella nacque a Madrigal de las Altas Torres, in Castiglia, il 22 aprile 1451; Ferdinando a Sos, in Aragona, il 10 marzo 1452. Nessuno dei due sembrava destinato a regnare con sicurezza. Isabella era sorellastra del re di Castiglia Enrico IV, che voleva darla in sposa al re del Portogallo. Lei scelse da sola il cugino Ferdinando, erede d’Aragona. Il matrimonio fu celebrato a Valladolid il 19 ottobre 1469, quasi di nascosto: Ferdinando arrivò travestito da mulattiere, e la dispensa papale necessaria per sposare un cugino, secondo gli storici, era falsa. Fu regolarizzata solo più tardi.
Alla morte di Enrico IV, nel dicembre 1474, Isabella si fece proclamare regina a Segovia. Dovette però combattere per cinque anni contro i sostenitori di Giovanna, figlia del re defunto, appoggiata dal Portogallo. La guerra finì nel 1479, lo stesso anno in cui Ferdinando divenne re d’Aragona.
Due regni, una coppia
L’unione era personale, non una fusione. Castiglia e Aragona conservarono leggi, monete, tasse, parlamenti (le Cortes) e frontiere doganali diverse. La Castiglia era molto più grande e popolosa, l’Aragona aveva una tradizione mediterranea, con Sicilia e Sardegna. Il motto della coppia, “Tanto monta”, indicava che i due sovrani avevano lo stesso peso: documenti e monete portavano entrambi i nomi, e sullo stemma comparivano il giogo e le frecce, iniziali dei loro nomi in spagnolo antico.
Dentro i regni rafforzarono il potere della monarchia. Nel 1476 crearono la Santa Hermandad, una milizia per riportare l’ordine nelle campagne infestate dai briganti; ridussero l’autonomia della grande nobiltà; si servirono di funzionari di formazione giuridica, i letrados. Molti storici vedono in queste scelte l’inizio dello stato moderno spagnolo.
Il 1492, l’anno decisivo
Il 2 gennaio 1492 l’ultimo emiro di Granada, Boabdil, consegnò ai Re Cattolici le chiavi della città dopo dieci anni di guerra: era la fine della Reconquista, il lungo processo di conquista cristiana della penisola iberica (vedi anche la conquista di Granada). I patti di resa garantivano ai musulmani la libertà di culto; dieci anni dopo, nel 1502, in Castiglia furono costretti a scegliere fra battesimo ed esilio.
Il 31 marzo 1492, con il decreto dell’Alhambra, i sovrani ordinarono agli ebrei dei loro regni di convertirsi o di partire entro quattro mesi. Le stime sul numero di chi lasciò la Spagna variano molto fra gli studiosi, da alcune decine di migliaia a oltre centomila persone. Molti si rifugiarono in Portogallo, nell’Impero ottomano, in Italia, nel Nord Africa. Già dal 1478, con il permesso di papa Sisto IV, funzionava l’Inquisizione spagnola, controllata dalla corona e incaricata di sorvegliare soprattutto gli ebrei convertiti, sospettati di continuare a praticare in segreto.
Nello stesso anno, dal campo di Santa Fe davanti a Granada, i sovrani firmarono con Cristoforo Colombo le Capitolazioni del 17 aprile, che gli promettevano titoli e guadagni se avesse trovato una via occidentale per l’Asia. Fu Isabella, più che Ferdinando, a sostenere il progetto. Ne nacque la scoperta dell’America e, nei decenni successivi, l’impero coloniale spagnolo, che ebbe il suo porto principale a Siviglia.
L’Italia e la politica europea
Ferdinando fu soprattutto un politico abilissimo. Machiavelli, nel Principe, lo indica come esempio di sovrano che, partito da un regno debole, era diventato “il primo re de’ Cristiani” per fama e gloria, servendosi della religione per le sue imprese. Con le campagne del “Gran Capitano” Gonzalo Fernández de Córdoba, vinte contro i francesi a Cerignola e sul Garigliano nel 1503, conquistò il Regno di Napoli, che restò alla Spagna per due secoli. Nel 1512 occupò anche gran parte della Navarra.
La coppia usò i figli come pedine diplomatiche. Giovanna sposò Filippo d’Asburgo, figlio dell’imperatore Massimiliano: da loro nacque Carlo V. Caterina sposò in seconde nozze Enrico VIII d’Inghilterra, e il loro divorzio sarebbe stato all’origine dello scisma anglicano.
La fine e il giudizio degli storici
Isabella morì a Medina del Campo il 26 novembre 1504. Nel testamento raccomandò che gli indigeni delle Americhe fossero trattati con giustizia. Ferdinando governò ancora la Castiglia come reggente per la figlia Giovanna, ritenuta incapace, e morì il 23 gennaio 1516. Sono sepolti insieme nella Cappella Reale di Granada, la città che avevano conquistato.
Il giudizio resta diviso. Per una lunga tradizione nazionale spagnola i Re Cattolici sono i fondatori della Spagna unita e della sua grandezza. Altri storici mettono l’accento sul prezzo di quella unità: l’espulsione degli ebrei, le conversioni forzate dei musulmani, l’Inquisizione, l’inizio della conquista americana. Le due letture non si escludono, e conviene tenerle insieme.
Domande frequenti
Perché si chiamano Re Cattolici? Il titolo fu concesso da papa Alessandro VI nel 1496, come riconoscimento della conquista di Granada e del sostegno alla Chiesa.
Isabella e Ferdinando unificarono la Spagna? Unirono le due corone sotto la stessa coppia, ma Castiglia e Aragona rimasero regni distinti, con leggi e istituzioni proprie.
Fonti per approfondire
Voce Isabella di Castiglia nell’Enciclopedia dei ragazzi Treccani; Niccolò Machiavelli, Il Principe, capitolo XXI.