Asse nella Seconda guerra mondiale: paesi, patti e obiettivi

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Novecento · Seconda guerra mondiale

Con il termine “Asse” si indica la coalizione guidata da Germania nazista, Italia fascista e Giappone imperiale. La denominazione può suggerire un blocco compatto, ma i tre paesi avevano obiettivi territoriali, risorse e strategie diverse. L’alleanza fu decisiva nell’estendere la guerra su scala mondiale, senza però eliminare rivalità, impreparazioni e profonde asimmetrie di potenza.

Quali erano i paesi dell’Asse

La risposta breve è: Germania, Italia e Giappone. Ma attorno a questi tre si mossero altri Stati, con legami molto diversi tra loro. Conviene dividerli così.

  • I tre membri principali, firmatari del Patto tripartito del 27 settembre 1940: Germania (Hitler), Italia (Mussolini, fino all’armistizio dell’8 settembre 1943; poi la Repubblica sociale italiana, dipendente dai tedeschi) e Giappone (governo imperiale di Hirohito).
  • Gli Stati che aderirono al Patto: Ungheria (20 novembre 1940), Romania (23 novembre 1940), Slovacchia (24 novembre 1940), Bulgaria (1° marzo 1941) e lo Stato indipendente di Croazia degli ustascia (15 giugno 1941).
  • Un caso a parte, la Jugoslavia: firmò il 25 marzo 1941, ma due giorni dopo un colpo di Stato rovesciò il governo; il 6 aprile fu invasa e smembrata, quindi non fece mai davvero parte dell’Asse.
  • I cobelligeranti senza firma: la Finlandia combatté contro l’Unione Sovietica a fianco dei tedeschi dal giugno 1941 al settembre 1944, ma non aderì mai al Patto; la Thailandia si alleò con il Giappone nel dicembre 1941.
  • Governi collaborazionisti e Stati fantoccio, che non erano membri a pieno titolo: la Francia di Vichy, il Manciukuò creato dal Giappone in Manciuria, il governo filogiapponese di Wang Jingwei a Nanchino.

Un errore frequente nelle verifiche è mettere la Spagna di Franco tra i paesi dell’Asse: il regime era vicino a Germania e Italia, che lo avevano aiutato nella guerra civile, e mandò sul fronte russo i volontari della Divisione Azzurra, ma restò fuori dal conflitto. Allo stesso modo l’Asse non va confuso con gli Alleati, la coalizione opposta guidata da Regno Unito, Stati Uniti e Unione Sovietica.

L’alleanza si sfaldò nell’ordine opposto a quello in cui si era formata: l’Italia uscì nel settembre 1943, la Romania cambiò fronte il 23 agosto 1944, la Bulgaria si arrese l’8 settembre 1944 e la Finlandia firmò l’armistizio con i sovietici il 19 settembre; l’Ungheria, occupata dai tedeschi nel marzo 1944 proprio per impedirle di uscire, restò legata alla Germania fino alla primavera del 1945. La Germania capitolò l’8 maggio 1945, il Giappone il 2 settembre.

Dall’Asse Roma-Berlino al Patto tripartito

Nel 1936 Germania e Italia annunciarono l’Asse Roma-Berlino, in un contesto segnato dalla guerra d’Etiopia, dalla guerra civile spagnola e dall’isolamento diplomatico italiano. Nello stesso anno Germania e Giappone firmarono il Patto anticomintern, rivolto contro l’Unione Sovietica e il comunismo internazionale; l’Italia vi aderì nel 1937.

Il Patto tripartito del settembre 1940 formalizzò la cooperazione tra Germania, Italia e Giappone. Esso riconosceva sfere d’influenza in Europa e Asia e cercava di dissuadere gli Stati Uniti dall’intervenire. Non era però un comando militare unico: ogni potenza manteneva strategie e priorità proprie.

Obiettivi diversi

La Germania nazista puntava alla revisione dell’ordine europeo, all’espansione verso est e a una guerra razziale contro l’Unione Sovietica. L’Italia fascista cercava prestigio mediterraneo e africano, ma disponeva di capacità industriali e militari inferiori alle ambizioni proclamate. Il Giappone mirava a dominare l’Asia orientale e il Pacifico, assicurandosi risorse e territori dopo anni di guerra in Cina.

Queste finalità non coincidevano sempre. La distanza geografica e le priorità differenti limitarono il coordinamento; la Germania divenne progressivamente il partner dominante in Europa, mentre il Giappone condusse una guerra largamente autonoma nel Pacifico.

Espansione e guerra globale

Tra il 1939 e il 1941 le vittorie tedesche in Europa e l’avanzata giapponese in Asia fecero apparire l’Asse molto potente. L’Italia entrò in guerra nel giugno 1940 e partecipò a campagne in Francia, Africa, Grecia e Balcani. Le difficoltà italiane in Grecia e Nord Africa richiesero tuttavia interventi tedeschi, evidenziando la fragilità dell’alleanza.

L’attacco giapponese a Pearl Harbor nel dicembre 1941 e la successiva dichiarazione di guerra tedesca e italiana agli Stati Uniti trasformarono definitivamente il conflitto in una guerra mondiale. L’Asse dovette allora affrontare potenze con enormi risorse industriali, demografiche e territoriali.

Declino e dissoluzione

Le sconfitte di El Alamein, Stalingrado, Kursk e nel Pacifico mutarono l’equilibrio della guerra. Nel 1943 l’Italia fascista crollò e, dopo l’armistizio, la Germania occupò il centro-nord della penisola. La resa tedesca del maggio 1945 pose fine all’Asse europeo; la resa giapponese del settembre successivo chiuse il conflitto.

Altri Stati aderirono o collaborarono con l’Asse in forme diverse, ma non vanno confusi con i tre principali membri della coalizione. Ogni caso richiede di distinguere alleanza, occupazione, collaborazionismo e scelta politica.

Una chiave di lettura

Studiare l’Asse permette di vedere la guerra come conflitto tra coalizioni, non soltanto tra singoli Stati. L’alleanza rese possibili aggressioni coordinate e ampliò i teatri di guerra, ma le divergenze strategiche e le disuguaglianze di risorse ne limitarono l’efficacia.

Le alleanze non sono soltanto accordi diplomatici: legano decisioni politiche, economie, eserciti e popolazioni. Nel caso dell’Asse, esse collegarono regimi autoritari e progetti espansionistici che produssero occupazioni, persecuzioni e violenza su scala continentale e globale.

Fonti e approfondimenti

  1. Encyclopaedia Britannica, “World War II”.
  2. United States Holocaust Memorial Museum, “World War II: Key Dates”.
  3. United States Holocaust Memorial Museum, “Axis Powers in World War II” (date di adesione e di uscita dei singoli paesi).

Una sezione è l’inizio di un percorso.

Rientra nell’archivio principale o consulta strumenti, cronologie e mappe per ampliare la ricerca.

Esplora le epocheConsulta le risorse