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Cleopatra VII

Epoca:

Cleopatra VII (69-30 a.C.) fu l’ultima regina dell’Egitto tolemaico, la dinastia di origine macedone che governava il Paese dai tempi di Alessandro Magno. Salì al trono a diciotto anni, si alleò prima con Giulio Cesare e poi con Marco Antonio, e cercò di salvare l’indipendenza del suo regno in un Mediterraneo ormai dominato da Roma. Dopo la sconfitta di Azio si diede la morte, e l’Egitto diventò una provincia romana. Della sua storia ci restano soprattutto i racconti dei vincitori, ed è da qui che conviene partire.

Una regina greca sul trono dei faraoni

Quando Alessandro Magno morì, nel 323 a.C., uno dei suoi generali, Tolomeo, prese l’Egitto e fondò una dinastia. Per quasi tre secoli i Tolomei governarono da Alessandria, una città greca affacciata sul mare, con il Faro e la grande Biblioteca. Parlavano greco, ma si facevano rappresentare nei templi come faraoni. Il quadro generale è nella scheda sul periodo ellenistico in Egitto.

Cleopatra era figlia di Tolomeo XII. Plutarco, che scrisse più di un secolo dopo, racconta che parlava molte lingue e che fu la prima della sua famiglia a imparare l’egiziano. È un dettaglio che dice molto: governare un Paese significava anche farsi capire dai sudditi.

Cleopatra e Giulio Cesare

Nel 51 a.C., alla morte del padre, Cleopatra divenne regina insieme al fratello Tolomeo XIII, ancora ragazzo. I consiglieri del fratello riuscirono presto a cacciarla. Nel 48 a.C. arrivò ad Alessandria Giulio Cesare, che inseguiva Pompeo dopo la battaglia di Farsalo e trovò il rivale già ucciso dagli Egiziani.

Cleopatra voleva incontrarlo senza farsi catturare. Secondo Plutarco entrò nel palazzo di nascosto, avvolta in un sacco da letto portato in spalla da un servitore. La versione del tappeto è un’invenzione moderna, ma il senso è lo stesso: un colpo di teatro. Cesare la appoggiò, combatté una breve e dura guerra nella città e il fratello morì annegato nel Nilo. Nel 47 a.C. nacque un figlio, Tolomeo Cesare, che gli Alessandrini chiamarono Cesarione.

Cleopatra raggiunse poi Cesare a Roma e vi si trovava ancora quando il dittatore fu ucciso, alle Idi di marzo del 44 a.C. Dopo l’assassinio di Cesare tornò in Egitto.

Marco Antonio e la nave d’oro di Tarso

Nella lotta per l’eredità di Cesare, l’Oriente toccò a Marco Antonio. Nel 41 a.C. Antonio convocò la regina a Tarso, in Asia Minore, per chiederle conto della sua politica. Lei arrivò risalendo il fiume su una nave con la poppa d’oro e le vele di porpora, vestita come la dea Afrodite. La scena, descritta da Plutarco, è stata ripresa quasi parola per parola da Shakespeare.

Nacque un’alleanza politica e un legame personale. Da Antonio Cleopatra ebbe tre figli. Nel 34 a.C., con una cerimonia ad Alessandria, Antonio assegnò a lei e ai figli vasti territori dell’Oriente. A Roma la cosa fu presentata come un tradimento: un magistrato romano che regalava province a una regina straniera.

La guerra con Ottaviano e la battaglia di Azio

Ottaviano, il futuro Augusto, seppe sfruttare questo malcontento. Nel 32 a.C. Roma dichiarò guerra non ad Antonio, ma a Cleopatra: in questo modo lo scontro non appariva come l’ennesima guerra civile, ma come una difesa contro un nemico esterno.

La flotta di Antonio e Cleopatra fu bloccata nel golfo di Ambracia, sulla costa occidentale della Grecia. Il 2 settembre del 31 a.C., nella battaglia di Azio, le navi di Agrippa, l’ammiraglio di Ottaviano, ebbero la meglio. Cleopatra ruppe lo schieramento con le sue navi e fece vela verso l’Egitto, e Antonio la seguì. Gli autori romani ne fecero una fuga vergognosa; alcuni studiosi moderni pensano invece a un tentativo di salvare almeno parte della flotta.

Come morì Cleopatra

Nell’estate del 30 a.C. Ottaviano entrò ad Alessandria. Antonio, credendo la regina già morta, si trafisse con la spada. Cleopatra, ormai prigioniera, capì che sarebbe stata portata a Roma e fatta sfilare nel trionfo del vincitore. Si tolse la vita nell’agosto del 30 a.C.

La tradizione vuole che si fosse fatta mordere da un aspide, un serpente velenoso nascosto in un cesto di fichi. Plutarco però avverte che nessuno conosceva con certezza la verità. Poco dopo Cesarione fu ucciso per ordine di Ottaviano. Con lui finiva la dinastia, e l’Egitto passava sotto il controllo diretto di Roma.

Era davvero bellissima?

Gli studenti lo chiedono sempre. Le monete con il suo ritratto mostrano un naso pronunciato e un volto deciso, lontano dall’immagine dei film. Plutarco scrive che la sua bellezza non era tale da lasciare senza fiato, ma che il fascino della conversazione e l’intelligenza la rendevano irresistibile. Il mito della seduttrice fatale nasce soprattutto dalla propaganda di Ottaviano: il poeta Orazio, celebrando la vittoria, la chiamò fatale monstrum.

Cleopatra tra storia e mito

Oggi gli storici la guardano soprattutto come una sovrana. Amministrò un regno ricco e complesso, comandò una flotta, trattò alla pari con i Romani più potenti del suo tempo. Perse, ed è per questo che la sua immagine l’hanno scritta altri. Dalla tragedia di Shakespeare al film del 1963 con Elizabeth Taylor, Cleopatra è diventata un personaggio prima ancora che una persona. Per seguire la fine della repubblica dal lato romano c’è la scheda sulle guerre civili romane.

Fonti e bibliografia per approfondire

  • Plutarco, Vita di Antonio e Vita di Cesare
  • Enciclopedia Treccani online, voce “Cleopatra”
  • Encyclopaedia Britannica, voce “Cleopatra”
  • Duane W. Roller, Cleopatra: A Biography, Oxford University Press, 2010

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