Le guerre civili romane sono i conflitti armati tra cittadini romani che, nel I secolo a.C., distrussero la Repubblica e portarono al potere di un solo uomo. Cominciarono con la marcia di Silla su Roma nell’88 a.C. e finirono con la battaglia di Azio nel 31 a.C. In mezzo ci sono gli scontri più famosi della storia di Roma: Mario contro Silla, Cesare contro Pompeo, Ottaviano contro Antonio. Alla fine, la Repubblica non esisteva più.
Le cause: una repubblica troppo grande
Dopo le guerre puniche e le conquiste nel Mediterraneo, Roma era diventata la potenza dominante. Ma le sue istituzioni erano state pensate per una città-Stato. Le ricchezze delle province finivano nelle mani di poche famiglie di senatori, mentre molti piccoli contadini, rovinati da anni di servizio militare, perdevano le loro terre.
I tribuni Tiberio e Gaio Gracco tentarono, tra il 133 e il 121 a.C., una riforma agraria. Furono uccisi entrambi, con centinaia di loro sostenitori. Per la prima volta la violenza era entrata nella politica romana.
Un altro cambiamento fu decisivo. Alla fine del II secolo a.C. Gaio Mario cominciò ad arruolare anche i cittadini più poveri, che ricevevano armi e paga dallo Stato. Questi soldati di professione si aspettavano dal loro comandante, più che dal Senato, terre e ricompense alla fine del servizio. Gli eserciti diventarono sempre più fedeli al generale.
La guerra sociale e Mario contro Silla
Nel 91 a.C. gli alleati italici, che combattevano per Roma senza avere la cittadinanza, si ribellarono. Fu la guerra sociale, dal latino socii, alleati. Roma vinse sul campo, ma dovette concedere la cittadinanza a quasi tutti gli Italici.
Subito dopo scoppiò lo scontro tra Mario e Lucio Cornelio Silla per il comando della guerra in Oriente. Nell’88 a.C. Silla fece una cosa mai vista: marciò su Roma con le sue legioni. Partito Silla per l’Oriente, i sostenitori di Mario ripresero la città e uccisero molti avversari. Al suo ritorno, nell’82 a.C., Silla vinse la battaglia di Porta Collina, si fece nominare dittatore e pubblicò le liste di proscrizione: chiunque vi fosse iscritto poteva essere ucciso, e i suoi beni venivano confiscati.
Cesare contro Pompeo
Negli anni seguenti emersero nuovi uomini forti. Gneo Pompeo, Marco Licinio Crasso e Giulio Cesare strinsero nel 60 a.C. un accordo privato, il cosiddetto primo triumvirato. Cesare ottenne il comando in Gallia, e in otto anni di guerra conquistò una regione enorme, un esercito fedelissimo e una fortuna.
Morto Crasso in Oriente, Pompeo si avvicinò al Senato. Nel gennaio 49 a.C. il Senato ordinò a Cesare di sciogliere l’esercito. Cesare attraversò il Rubicone, il fiumiciattolo che segnava il confine della sua provincia, e la guerra civile cominciò. Secondo Svetonio disse: “Il dado è tratto”.
Pompeo e molti senatori fuggirono in Grecia. Nel 48 a.C. Cesare li sconfisse a Farsalo. Pompeo cercò rifugio in Egitto, dove fu ucciso appena sbarcato. Cesare combatté ancora in Egitto, dove si legò a Cleopatra, poi in Africa e in Spagna, fino alla battaglia di Munda, nel 45 a.C. Divenne dittatore a vita. Alle Idi di marzo del 44 a.C. fu pugnalato in Senato da un gruppo di congiurati guidati da Bruto e Cassio, come si racconta nella voce sull’assassinio di Giulio Cesare.
Il secondo triumvirato e Filippi
La morte di Cesare non salvò la Repubblica. Il suo luogotenente Marco Antonio e il giovanissimo erede adottivo, Ottaviano, prima si scontrarono, poi si accordarono. Nel 43 a.C., con Lepido, formarono il secondo triumvirato, stavolta con poteri riconosciuti per legge. Seguirono nuove proscrizioni. Tra le vittime ci fu Cicerone, il più grande oratore di Roma: la sua testa e le sue mani furono esposte nel Foro.
Nel 42 a.C., a Filippi, in Macedonia, i triumviri sconfissero Bruto e Cassio, che si tolsero la vita. Poi si divisero il mondo romano: Ottaviano l’Occidente, Antonio l’Oriente.
Antonio, Cleopatra e la battaglia di Azio
In Oriente Antonio si legò a Cleopatra, regina d’Egitto. Ottaviano usò abilmente quel legame nella propaganda: Antonio veniva presentato come un romano che aveva tradito la patria per una regina straniera. Nel 32 a.C. il Senato dichiarò guerra a Cleopatra.
Il 2 settembre del 31 a.C. la flotta di Ottaviano, guidata da Agrippa, sconfisse quella di Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio, al largo della Grecia. L’anno dopo, ad Alessandria, i due amanti si suicidarono.
La fine della Repubblica
Ottaviano era ormai il padrone assoluto. Nel 27 a.C. ricevette dal Senato il nome di Augusto. Diceva di aver restaurato la Repubblica, ma in realtà nasceva un nuovo sistema, il principato: è la nascita dell’Impero romano. Dopo un secolo di sangue molti romani accettarono di buon grado la pace di Augusto, anche al prezzo della libertà politica.
Le guerre civili non sparirono del tutto. Nel 69 d.C. ci fu “l’anno dei quattro imperatori”, e nel III secolo i generali si contesero il trono di continuo. Ma la Repubblica, quella delle assemblee e dei consoli eletti, non tornò più.
Fonti e bibliografia per approfondire
- Appiano, Le guerre civili
- Giulio Cesare, La guerra civile
- Plutarco, Vite parallele (Mario, Silla, Pompeo, Cesare, Antonio)
- Ronald Syme, La rivoluzione romana, Einaudi, 1962