La nascita dell’Impero romano si fa tradizionalmente risalire al 27 a.C., quando il Senato conferì a Ottaviano, vincitore delle guerre civili, il titolo di Augustus. Da quel momento Roma, pur conservando le istituzioni repubblicane, fu governata di fatto da un solo uomo, il princeps, cioè il “primo cittadino”. Il nuovo regime, chiamato principato, mise fine a un secolo di guerre civili e diede inizio a una lunga fase di stabilità, la pax Augusta.
Nascita dell’Impero romano: riassunto
Dopo l’assassinio di Giulio Cesare nel 44 a.C., il suo erede Ottaviano si alleò con Marco Antonio e Lepido nel secondo triumvirato. Eliminati i cesaricidi, i triumviri si divisero il potere; Lepido fu presto messo da parte e la rivalità tra Ottaviano, padrone dell’Occidente, e Antonio, legato in Oriente alla regina d’Egitto Cleopatra, sfociò in una nuova guerra. Nella battaglia di Azio, nel 31 a.C., la flotta di Ottaviano sconfisse quella di Antonio e Cleopatra, che l’anno seguente si tolsero la vita ad Alessandria. L’Egitto divenne una provincia romana e Ottaviano rimase l’unico padrone dello Stato.
Il 27 a.C. e il titolo di Augusto
Nel gennaio del 27 a.C., in una seduta del Senato, Ottaviano dichiarò di restituire il potere al Senato e al popolo romano, presentandosi come restauratore della Repubblica. Il Senato gli conferì il titolo di Augustus, che significa “degno di venerazione”, e gli affidò per dieci anni il governo delle province più importanti dal punto di vista militare, dove erano stanziate le legioni. Le altre province restarono affidate a governatori scelti dal Senato.
I poteri di Augusto
Augusto evitò con cura i titoli di re e di dittatore, che avevano reso odioso Cesare. Il suo potere si basava su un insieme di cariche e prerogative repubblicane accumulate nelle sue mani:
- l’imperium proconsolare, cioè il comando degli eserciti e il controllo delle province militari;
- la *tribunicia potestas* (dal 23 a.C.), che gli dava il diritto di veto e l’inviolabilità personale;
- la carica di pontefice massimo (dal 12 a.C.), che ne faceva il capo della religione romana;
- l’*auctoritas*, il prestigio personale che gli permetteva di guidare le decisioni del Senato;
- il titolo di “padre della patria”, conferitogli nel 2 a.C.
Le riforme di Augusto
Augusto riorganizzò lo Stato in profondità. Creò un esercito permanente di professionisti, pagato con una cassa apposita, e la guardia pretoriana per la sua protezione. Affidò compiti amministrativi a funzionari scelti tra i cavalieri, come i prefetti incaricati dell’Egitto e dell’approvvigionamento di grano per Roma. Riformò il sistema fiscale e fece svolgere censimenti. Promosse il ritorno ai valori tradizionali con leggi sul matrimonio e sulla famiglia e abbellì Roma con nuovi edifici: si vantava di aver trovato una città di mattoni e di averla lasciata di marmo. Intorno a lui e al suo collaboratore Mecenate si raccolsero poeti come Virgilio e Orazio, e lo storico Livio scrisse la sua grande storia di Roma.
La politica estera
Augusto completò la conquista della Spagna e portò i confini sul Danubio. Il tentativo di estendere il dominio romano fino all’Elba fallì nel 9 d.C., quando tre legioni guidate da Publio Quintilio Varo furono distrutte dai Germani nella foresta di Teutoburgo. Da allora il Reno rimase il confine dell’Impero in quella regione. Augusto consigliò ai successori di non estendere ulteriormente i confini.
Il problema della successione
Il principato non era formalmente una monarchia ereditaria, e Augusto dovette preparare con cura la successione. Dopo la morte di diversi eredi designati, tra cui il nipote Marcello e i nipoti Gaio e Lucio Cesare, adottò nel 4 d.C. il figliastro Tiberio. Quando Augusto morì, nel 14 d.C., Tiberio gli succedette: iniziò così la dinastia giulio-claudia, di cui fece parte anche Nerone.
Perché la nascita dell’Impero è importante
Con Augusto nacque un sistema politico che governò il Mediterraneo per secoli. La sua capacità di presentare un potere personale come continuità con la tradizione repubblicana è uno dei temi più studiati della storia di Roma antica, anche grazie alle Res gestae, il testo in cui lo stesso Augusto raccontò le proprie imprese.
Fonti e bibliografia per approfondire
- Treccani, voci storiche e biografiche di riferimento.
- Encyclopaedia Britannica, sintesi e cronologie di confronto.
- Cambridge Ancient History e studi monografici aggiornati sul tema.
- Fonti antiche, iscrizioni, documenti amministrativi e dati archeologici da leggere criticamente.