Costantino il Grande (Naisso, oggi Niš in Serbia, 280 circa – Nicomedia 337) fu imperatore romano dal 306 al 337. Il suo nome è legato soprattutto all’editto di Milano del 313, con cui i cristiani ottennero la libertà di culto dopo l’ultima grande persecuzione. Ma Costantino fu anche il generale che riunificò l’impero sotto un solo sovrano e il fondatore di Costantinopoli, la città che sarebbe stata la capitale dell’Oriente per più di mille anni.
Costantino: riassunto della vita
Era figlio di Costanzo Cloro, uno dei quattro imperatori della tetrarchia creata da Diocleziano, e di Elena, una donna di umili origini. Da ragazzo visse alla corte di Diocleziano a Nicomedia, quasi come un ostaggio di garanzia. Nel 306 raggiunse il padre in Britannia; quando Costanzo morì a York, le truppe acclamarono Costantino imperatore, scavalcando le regole della successione tetrarchica.
Seguirono anni di guerre tra pretendenti. Costantino eliminò prima Massenzio, che controllava Roma e l’Italia (312), poi si spartì l’impero con Licinio, che governava l’Oriente. L’accordo durò poco: dopo una lunga rivalità Costantino lo sconfisse nel 324 ad Adrianopoli e Crisopoli e rimase unico imperatore. Morì nel 337 vicino a Nicomedia, dopo aver ricevuto il battesimo solo sul letto di morte, come accadeva spesso allora.
La battaglia di Ponte Milvio (312)
Il 28 ottobre 312 Costantino affrontò Massenzio alle porte di Roma, presso il ponte Milvio sul Tevere. Massenzio fu sconfitto e annegò nel fiume durante la fuga. La vittoria si portò dietro una leggenda destinata a durare. Secondo lo scrittore cristiano Lattanzio, la notte prima della battaglia Costantino fu avvertito in sogno di far dipingere sugli scudi dei soldati un segno di Cristo. Eusebio di Cesarea, anni dopo, racconta invece di una croce luminosa apparsa nel cielo con la scritta “In questo segno vincerai”.
Le due versioni non coincidono, e gli storici discutono ancora su che cosa accadde davvero. Un dettaglio aiuta a capire: sull’arco di Costantino, inaugurato a Roma nel 315 per celebrare la vittoria, non c’è nessun simbolo cristiano esplicito. L’iscrizione parla solo di una vittoria ottenuta “per ispirazione della divinità”, una formula che andava bene a pagani e cristiani.
Che cos’è l’editto di Milano del 313
Nel febbraio del 313 Costantino e Licinio si incontrarono a Milano, dove Licinio sposò la sorella di Costantino. In quell’occasione concordarono una politica religiosa comune:
- libertà di culto per i cristiani e, in generale, per tutti;
- restituzione alle comunità cristiane dei luoghi di riunione e dei beni confiscati;
- fine di ogni restrizione legata alla fede.
Un’avvertenza che fa bella figura all’interrogazione: quello che chiamiamo “editto di Milano” non è propriamente un editto. Il testo che ci è arrivato, attraverso Lattanzio ed Eusebio, è una lettera che Licinio inviò al governatore della Bitinia, in Oriente. Inoltre una prima tolleranza era già stata concessa da Galerio nel 311. La novità del 313 è altro: per la prima volta due imperatori dicevano che lo Stato non doveva imporre a nessuno una religione e che i beni tolti ai cristiani andavano restituiti.
Costantino e il cristianesimo
Dopo il 313 Costantino andò ben oltre la semplice tolleranza. Fece costruire grandi chiese, come la basilica del Laterano e la prima basilica di San Pietro a Roma; concesse ai vescovi privilegi e la possibilità di giudicare alcune cause; rese la domenica un giorno di riposo. La madre Elena viaggiò in Terrasanta e fece edificare chiese nei luoghi della vita di Gesù.
Si interessò anche alle divisioni interne della Chiesa, perché le considerava un pericolo per l’unità dell’impero. Nel 325 convocò il concilio di Nicea, il primo concilio ecumenico, per risolvere la disputa sull’arianesimo, la dottrina del prete Ario secondo cui il Figlio non era uguale al Padre. Il concilio condannò Ario e fissò il Credo niceno.
Era davvero cristiano? La domanda divide gli storici da secoli. Costantino conservò il titolo pagano di pontefice massimo e sulle sue monete comparve a lungo il Sole invitto. Probabilmente la sua adesione fu sincera ma graduale, e per lui la fede e la politica non erano due mondi separati.
La fondazione di Costantinopoli
Nel 324 Costantino scelse l’antica colonia greca di Bisanzio, sullo stretto del Bosforo, per costruire una nuova capitale, che fu inaugurata nel 330. Il posto era strategico: a metà strada tra il Danubio e il fronte persiano, controllava il passaggio tra Europa e Asia e tra il Mar Nero e il Mediterraneo. La città prese il suo nome, Costantinopoli, e fu dotata di un senato, di un ippodromo e di distribuzioni di grano come Roma. Fu l’inizio di una storia che continua con l’impero bizantino e la Costantinopoli medievale.
Le riforme e il governo
Costantino proseguì molte riforme di Diocleziano. Rafforzò l’esercito mobile, separò in modo stabile carriere civili e militari e introdusse il solido, una moneta d’oro così stabile che rimase in uso per secoli nel mondo bizantino. Ebbe anche un lato spietato: nel 326 fece uccidere il figlio Crispo e poco dopo la moglie Fausta, per ragioni mai chiarite del tutto.
Date principali
- 306: acclamato imperatore dalle truppe in Britannia.
- 312: vittoria su Massenzio a Ponte Milvio.
- 313: accordi di Milano con Licinio.
- 324: vittoria su Licinio, Costantino unico imperatore.
- 325: concilio di Nicea.
- 330: inaugurazione di Costantinopoli.
- 337: morte vicino a Nicomedia.
Perché è importante
Con Costantino il cristianesimo passa da religione perseguitata a religione favorita dall’imperatore: la cristianizzazione dell’impero, raccontata nella scheda sulla diffusione del cristianesimo, accelera in modo deciso. Nel programma lo trovi subito dopo Diocleziano, nell’indice di storia per la seconda superiore. Non confonderlo con Costantino XI Paleologo, l’ultimo imperatore bizantino, morto nel 1453.