Ferdinando Magellano (circa 1480-1521) fu un navigatore portoghese che, al servizio della Spagna, guidò la spedizione che compì il primo giro del mondo (1519-1522). Partito con cinque navi alla ricerca di una rotta occidentale verso le isole delle spezie, scoprì lo stretto che porta il suo nome e attraversò per primo l’oceano Pacifico. Morì nelle Filippine nel 1521: il viaggio fu completato da Juan Sebastián Elcano, che tornò in Spagna con una sola nave e diciotto uomini.
Ferdinando Magellano: riassunto della vita
Magellano, in portoghese Fernão de Magalhães, nacque intorno al 1480 nel nord del Portogallo da una famiglia della piccola nobiltà; il luogo esatto di nascita è incerto. Da giovane servì alla corte di Lisbona, poi dal 1505 partecipò alle spedizioni portoghesi in India e nel Sud-est asiatico, prendendo parte nel 1511 alla conquista di Malacca. Ferito in Marocco nel 1513, entrò in contrasto con il re Manuele I, che respinse le sue richieste. Nel 1517 si trasferì in Spagna e nel 1518 ottenne dal giovane re Carlo I, il futuro Carlo V, il comando di una spedizione verso le Molucche. Partì nel 1519 e morì in combattimento sull’isola di Mactan il 27 aprile 1521.
Perché Magellano cercava una rotta verso occidente
All’inizio del Cinquecento Spagna e Portogallo si contendevano le rotte oceaniche. Con il trattato di Tordesillas del 1494 si erano divisi il mondo extraeuropeo lungo una linea immaginaria: le terre a ovest spettavano alla Spagna, quelle a est al Portogallo. I portoghesi, dopo il viaggio di Vasco da Gama, controllavano la rotta del capo di Buona Speranza verso l’India. Magellano propose agli spagnoli di raggiungere le Molucche, le isole delle spezie come chiodi di garofano e noce moscata, navigando verso ovest, come aveva tentato Cristoforo Colombo. Era convinto che le Molucche si trovassero nella metà del mondo assegnata alla Spagna e che a sud del continente americano esistesse un passaggio verso l’altro oceano.
La partenza e l’ammutinamento di San Julián
La flotta, composta da cinque navi (Trinidad, San Antonio, Concepción, Victoria e Santiago) e da circa 240 uomini, lasciò Sanlúcar de Barrameda, porto di Siviglia, il 20 settembre 1519. Attraversato l’Atlantico, toccò la costa del Brasile e scese verso sud lungo l’America meridionale, esplorando l’estuario del Río de la Plata. Per l’inverno australe si fermò nella baia di San Julián, in Patagonia. Qui, nell’aprile 1520, alcuni capitani spagnoli, ostili al comandante portoghese, si ammutinarono: Magellano riprese il controllo e punì duramente i ribelli. Poco dopo la Santiago fece naufragio durante una ricognizione.
Lo stretto di Magellano e la traversata del Pacifico
Nell’ottobre 1520 la flotta entrò in un lungo canale tra il continente e la Terra del Fuoco: era lo stretto di Magellano. La navigazione tra fiordi e correnti durò più di un mese, e durante questa fase la San Antonio disertò e tornò in Spagna. Alla fine di novembre le tre navi rimaste sbucarono in un oceano che Magellano chiamò Pacifico, perché lo trovò calmo. La traversata fu però terribile: per oltre tre mesi i marinai non incontrarono terre abitate, finirono le scorte e furono costretti a mangiare biscotti marci, segatura e il cuoio che rivestiva i pennoni. Molti morirono di scorbuto. Nel marzo 1521 la flotta raggiunse l’isola di Guam e poi l’arcipelago delle Filippine.
La morte di Magellano a Mactan
Nelle Filippine Magellano strinse alleanza con Humabon, signore di Cebu, che accettò il battesimo insieme a molti sudditi. Per sostenerlo, Magellano attaccò Lapu-Lapu, capo dell’isola vicina di Mactan, che rifiutava di sottomettersi. Il 27 aprile 1521, sbarcato con pochi uomini, fu circondato e ucciso. Lapu-Lapu è oggi ricordato nelle Filippine come un eroe della resistenza agli europei. Dopo la morte del comandante gli spagnoli bruciarono la Concepción, ormai priva di equipaggio sufficiente, e proseguirono con due navi.
Il ritorno di Elcano e il primo giro del mondo
Nel novembre 1521 le navi raggiunsero finalmente le Molucche e caricarono spezie a Tidore. La Trinidad, che cercò di tornare attraversando il Pacifico, fu catturata dai portoghesi. La Victoria, comandata dal basco Juan Sebastián Elcano, attraversò invece l’oceano Indiano, doppiò il capo di Buona Speranza e rientrò a Sanlúcar il 6 settembre 1522 con diciotto sopravvissuti. Era la prima nave ad aver compiuto la circumnavigazione del globo. Il carico di spezie bastò a coprire le spese, ma il prezzo umano fu altissimo.
Antonio Pigafetta, il cronista della spedizione
Tra i superstiti c’era il vicentino Antonio Pigafetta, che tenne un diario del viaggio e lo rielaborò nella Relazione del primo viaggio intorno al mondo. È la fonte principale sull’impresa: descrive le popolazioni incontrate, le piante, gli animali e le sofferenze dell’equipaggio. Pigafetta notò anche che, al ritorno, il calendario di bordo era indietro di un giorno rispetto a quello di terra, una conseguenza della navigazione verso ovest attorno alla Terra.
Perché Magellano è importante
Il viaggio di Magellano ed Elcano dimostrò concretamente che la Terra poteva essere circumnavigata e rivelò l’enorme estensione dell’oceano Pacifico, molto più grande di quanto si pensasse. Pur non essendo arrivato alla fine, Magellano ne fu l’ideatore e il comandante. L’impresa segnò una tappa fondamentale delle scoperte geografiche e aprì la strada alla presenza spagnola nelle Filippine, che presero il nome dal futuro re Filippo II.
Fonti e bibliografia per approfondire
- Antonio Pigafetta, Relazione del primo viaggio intorno al mondo
- Treccani, Enciclopedia online, voce “Magellano, Ferdinando”
- Encyclopaedia Britannica, voce “Ferdinand Magellan”
- Laurence Bergreen, Over the Edge of the World: Magellan’s Terrifying Circumnavigation of the Globe, William Morrow, 2003