Ghana, Mali e Songhai furono tre grandi regni che, uno dopo l’altro, dominarono il Sahel occidentale, la fascia di savana a sud del Sahara, dall’VIII-IX secolo fino alla fine del Cinquecento. La loro forza veniva da un commercio preciso: l’oro dell’Africa occidentale scambiato con il sale del deserto e con le merci del Mediterraneo. Con l’oro viaggiarono anche l’islam, i libri e gli studiosi. In questa scheda della sezione storia globale dell’Africa li seguiamo in ordine, cercando di distinguere quello che sappiamo da quello che raccontano le tradizioni.
Il commercio attraverso il Sahara
Per capire questi imperi bisogna partire dal deserto. Dopo la diffusione del dromedario, le carovane potevano attraversare il Sahara in qualche settimana. Dal nord scendevano sale, tessuti, rame, cavalli e libri; dal sud salivano oro, avorio e schiavi. Il sale era prezioso perché nel Sahel scarseggiava: veniva estratto in miniere nel cuore del deserto, come Taghaza, e tagliato in grandi lastre.
L’oro arrivava da zone come il Bambuk e il Bure, lungo i fiumi Senegal e Niger. Chi controllava le vie fra le miniere e i mercati del Sahel poteva tassare il passaggio e diventare molto ricco. Dopo le conquiste islamiche del Nord Africa, i mercanti delle carovane erano spesso musulmani, e proprio per questo le fonti scritte più antiche su questi regni sono in arabo.
L’impero del Ghana
Il primo grande regno fu il Ghana, o Wagadu, creato dai Soninke in una regione fra gli attuali Mauritania e Mali. Non ha nulla a che fare, geograficamente, con lo Stato moderno del Ghana, che nel 1957, all’indipendenza, prese questo nome in ricordo dell’antico impero.
Il geografo andaluso al-Bakri, nel 1068, descrisse la capitale come due città vicine: una dei mercanti musulmani, con molte moschee, e una del re, che seguiva la religione tradizionale ma aveva ministri musulmani. Gli archeologi identificano spesso questa capitale con il sito di Koumbi Saleh, anche se non tutti sono d’accordo. Dalla fine dell’XI secolo il Ghana si indebolì, anche per la pressione degli Almoravidi, un movimento musulmano nato nel Sahara occidentale; il ruolo esatto di questi ultimi è ancora discusso.
Il Mali di Sundiata e Mansa Musa
Il Mali nacque nel Duecento fra i Mandinka. Secondo la tradizione orale, tramandata dai griot, i cantori di corte, il fondatore fu Sundiata Keita, che intorno al 1235 sconfisse il re dei Sosso. L’epopea di Sundiata è ancora oggi raccontata in tutta l’Africa occidentale: è una fonte preziosa, ma va letta come un racconto, non come una cronaca.
Il sovrano più famoso fu Mansa Musa. Nel 1324 partì in pellegrinaggio verso la Mecca con un seguito enorme e tanto oro da far scendere, secondo gli scrittori arabi, il valore dell’oro al Cairo per anni. Da allora il Mali entrò nell’immaginario mediterraneo: nell’Atlante catalano del 1375 Mansa Musa è disegnato sul trono con una pepita d’oro in mano. Al ritorno favorì la costruzione di moschee, tra cui quella di Djinguereber a Timbuctù. Nel 1352-1353 il viaggiatore Ibn Battuta visitò il Mali e lasciò una descrizione piena di ammirazione per la sicurezza delle strade, ma anche di critiche ai costumi di corte.
Songhai e Timbuctù
Nel Quattrocento il Mali perse terreno e crebbe il regno Songhai, con capitale Gao sul fiume Niger. Sonni Ali, sovrano dal 1464 al 1492, conquistò Timbuctù nel 1468 e poi Djenné. Il suo successore Askia Muhammad organizzò l’amministrazione, fece anche lui il pellegrinaggio alla Mecca e sostenne gli studiosi musulmani.
In quei decenni Timbuctù fu un grande centro di studio, con le scuole legate alle moschee di Sankore e di Djinguereber e biblioteche private piene di manoscritti di diritto, teologia, astronomia e medicina. Molti di quei manoscritti si sono conservati fino a oggi. Timbuctù è patrimonio UNESCO dal 1988; nel 2012 alcuni mausolei furono distrutti da gruppi jihadisti, e per quei fatti nel 2016 la Corte penale internazionale condannò uno dei responsabili.
La fine: la battaglia di Tondibi
Il Songhai crollò nel 1591, quando un esercito inviato dal sultano del Marocco attraversò il deserto e lo sconfisse a Tondibi. I marocchini avevano armi da fuoco, i songhai no. Il Marocco sperava di prendere il controllo dell’oro, ma non ci riuscì davvero: l’area si frammentò, e intanto i portoghesi avevano aperto nuove vie dell’oro lungo le coste atlantiche, legate poi alla tratta atlantica. Il baricentro del commercio si spostava dal deserto al mare.
In breve
Ghana, Mali e Songhai furono imperi africani ricchi e organizzati, nati dal commercio di oro e sale attraverso il Sahara. Il Ghana è descritto da al-Bakri nel 1068; il Mali ebbe il suo momento più celebre con il pellegrinaggio di Mansa Musa nel 1324; il Songhai fece di Timbuctù un centro di studi, prima della sconfitta di Tondibi nel 1591. Sono una tappa importante della storia africana, come la costa swahili sull’Oceano Indiano e il regno di Aksum in Etiopia.
Fonti per approfondire
- Treccani, Dizionario di Storia, voci “Mali”, “Songhai” e “Timbuctù”
- UNESCO, World Heritage List: “Timbuktu” (1988)
- Djibril Tamsir Niane, Soundjata ou l’épopée mandingue, Présence Africaine, 1960
- Nehemia Levtzion, Ancient Ghana and Mali, Methuen, 1973