Cronologie · Cronologia della scienza
Charles Darwin e la teoria dell’evoluzione per selezione naturale: le tappe che portarono dal viaggio del Beagle all’Origine delle specie e alla moderna biologia evolutiva.
Riassunto
All’inizio dell’Ottocento l’idea più diffusa in Europa era che le specie viventi fossero fisse e create così come le vediamo. Alcuni naturalisti, come il francese Jean-Baptiste Lamarck, avevano già proposto teorie di trasformazione delle specie, mentre la geologia mostrava che la Terra era molto più antica di quanto si pensasse. In questo contesto il naturalista inglese Charles Darwin elaborò la teoria dell’evoluzione per selezione naturale.
Secondo Darwin, all’interno di ogni specie esistono piccole differenze tra gli individui; quelli con caratteri più adatti all’ambiente sopravvivono e si riproducono di più, trasmettendo tali caratteri ai discendenti. In tempi molto lunghi questo processo porta alla formazione di nuove specie.
Date principali
- 1809Nascita di Charles Darwin a Shrewsbury, in Inghilterra; nello stesso anno Lamarck pubblica la Filosofia zoologica.
- 1830–1833Charles Lyell pubblica i Principi di geologia, che Darwin legge durante il viaggio.
- 1831–1836Viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle.
- 1835Sosta alle isole Galápagos.
- 1838Darwin legge il Saggio sul principio di popolazione di Malthus e sviluppa l’idea di selezione naturale.
- 1858Presentazione congiunta degli scritti di Darwin e di Alfred Russel Wallace alla Linnean Society di Londra.
- 24 novembre 1859Pubblicazione dell’Origine delle specie.
- 1860Dibattito di Oxford tra sostenitori e oppositori della teoria.
- 1866Gregor Mendel pubblica i suoi studi sull’ereditarietà, rimasti a lungo poco conosciuti.
- 1871Darwin pubblica L’origine dell’uomo.
- 1882Morte di Darwin; viene sepolto nell’abbazia di Westminster.
- 1900Riscoperta delle leggi di Mendel.
- Anni Trenta–Quaranta del NovecentoSintesi moderna tra selezione naturale e genetica.
Cause
La teoria di Darwin nacque dall’incontro tra osservazioni sul campo e idee scientifiche del tempo. Durante il viaggio del Beagle raccolse fossili, animali e piante e notò, per esempio, le differenze tra specie simili che vivevano in luoghi vicini, come alle Galápagos. La geologia di Lyell gli suggerì che piccoli cambiamenti, accumulati in tempi lunghissimi, potessero produrre grandi trasformazioni.
La lettura di Malthus, che descriveva la lotta per le risorse in una popolazione in crescita, gli diede l’idea del meccanismo di selezione. Contò anche l’esperienza degli allevatori, che selezionavano piante e animali con caratteri desiderati. L’arrivo di uno scritto di Wallace con idee simili lo spinse infine a pubblicare.
Conseguenze
L’Origine delle specie suscitò grandi discussioni scientifiche e religiose, perché metteva in dubbio la fissità delle specie e collocava l’essere umano nella storia della natura. Nel giro di alcuni decenni l’idea di evoluzione fu accettata dalla maggior parte degli scienziati, anche se il meccanismo della selezione naturale fu discusso più a lungo.
Con la genetica del Novecento e poi con la scoperta della struttura del DNA, la teoria è stata confermata e arricchita, diventando il fondamento della biologia moderna. Le idee di Darwin furono però anche usate in modo distorto, fuori dalla biologia, dal cosiddetto “darwinismo sociale” per giustificare disuguaglianze e razzismo. Sulla genetica è disponibile la cronologia del DNA e della biologia molecolare.
Perché è importante
La teoria dell’evoluzione è una delle grandi svolte della storia della scienza: ha cambiato il modo di pensare la natura, il tempo e l’origine dell’umanità. Studiare la sua storia aiuta a capire come una teoria scientifica nasce, viene discussa e confermata da nuove prove.
È anche un tema ancora attuale: i concetti di adattamento, variazione e selezione sono usati per spiegare, per esempio, la resistenza dei batteri agli antibiotici.
Per proseguire leggi la scheda sull’evoluzione umana e quella sull’Ottocento.
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