Charles Darwin (Shrewsbury 1809 – Downe 1882) fu un naturalista inglese, autore della teoria dell’evoluzione per selezione naturale. Nel suo libro più famoso, L’origine delle specie (1859), sostenne che tutte le specie viventi derivano da antenati comuni e si trasformano lentamente nel tempo, perché in natura sopravvivono e si riproducono di più gli individui con caratteristiche più adatte all’ambiente. Le sue idee cambiarono profondamente la biologia e il modo in cui gli esseri umani pensano alla propria origine, suscitando grandi dibattiti scientifici, religiosi e politici.
Charles Darwin: riassunto della vita
Darwin nacque il 12 febbraio 1809 a Shrewsbury, in Inghilterra, in una famiglia agiata: il padre era medico e il nonno Erasmus un noto naturalista. Studiò medicina a Edimburgo, senza terminare gli studi, e poi teologia a Cambridge, dove si appassionò alla botanica e alla geologia. Dal 1831 al 1836 partecipò al viaggio intorno al mondo della nave Beagle. Tornato in Inghilterra, lavorò per oltre vent’anni alla sua teoria, che pubblicò nel 1859. Visse a lungo nella casa di campagna di Down, nel Kent, dove morì il 19 aprile 1882. È sepolto nell’abbazia di Westminster.
Il viaggio sul Beagle (1831-1836)
Il Beagle, comandato dal capitano Robert FitzRoy, era una nave della Marina britannica incaricata di realizzare carte delle coste del Sud America. Darwin vi partecipò come naturalista. Durante quasi cinque anni di viaggio raccolse fossili, piante e animali, osservò terremoti e formazioni geologiche e annotò tutto nei suoi diari. Nel 1835 visitò le isole Galápagos, nel Pacifico: notò che fringuelli, tartarughe e altri animali erano diversi da un’isola all’altra, pur somigliando alle specie del vicino continente. Questi dati diventarono più tardi una prova importante della sua teoria. Il viaggio toccò poi la Nuova Zelanda, l’Australia e il Sudafrica prima del ritorno in Inghilterra.
La teoria della selezione naturale
Al ritorno Darwin si convinse che le specie non erano immutabili, come pensava la maggior parte degli scienziati del tempo. Nel 1838 lesse il Saggio sul principio di popolazione dell’economista Thomas Malthus, secondo cui le popolazioni crescono più rapidamente delle risorse. Darwin capì che in natura nascono molti più individui di quanti possano sopravvivere: nella “lotta per l’esistenza” gli individui con variazioni favorevoli hanno più probabilità di vivere e di trasmettere quei caratteri ai figli. Accumulandosi per lunghissimi periodi, queste piccole differenze producono nuove specie. Darwin chiamò questo meccanismo selezione naturale, paragonandolo alla selezione artificiale praticata dagli allevatori.
L’origine delle specie (1859)
Per anni Darwin raccolse prove senza pubblicare. Nel 1858 ricevette una lettera del giovane naturalista Alfred Russel Wallace, che era arrivato da solo a un’idea molto simile. Il 1° luglio 1858 i loro lavori furono presentati insieme alla Linnean Society di Londra. L’anno dopo, il 24 novembre 1859, uscì L’origine delle specie: la prima tiratura andò esaurita in pochi giorni. Il libro presentava una grande quantità di prove tratte dalla geologia, dai fossili, dalla distribuzione geografica degli animali e dall’anatomia comparata.
Il dibattito e L’origine dell’uomo
La teoria provocò discussioni accese. Molti la consideravano in contrasto con il racconto biblico della creazione. Nel 1860, a Oxford, lo zoologo Thomas Huxley, difensore delle idee di Darwin, si scontrò pubblicamente con il vescovo Samuel Wilberforce. Nel 1871 Darwin pubblicò L’origine dell’uomo, in cui applicava la teoria anche alla specie umana, sostenendo che uomini e scimmie antropomorfe hanno antenati comuni. Le scoperte successive di fossili umani, dall’uomo di Neanderthal a reperti molto più antichi come Lucy, hanno confermato che anche l’uomo è il risultato di una lunga evoluzione.
La vita privata
Nel 1839 Darwin sposò la cugina Emma Wedgwood, profondamente religiosa, da cui ebbe dieci figli. La morte della figlia Annie, nel 1851, lo colpì molto e contribuì ad allontanarlo dalla fede. Soffrì per gran parte della vita di disturbi di salute e lavorò quasi sempre nella sua casa di campagna, continuando a studiare piante, orchidee e lombrichi.
Darwin dopo Darwin
Darwin non conosceva il meccanismo dell’ereditarietà: le leggi scoperte da Gregor Mendel furono riscoperte solo nel 1900. Nella prima metà del Novecento la genetica e la teoria della selezione naturale si unirono nella “sintesi moderna”, base della biologia evolutiva attuale. Le idee di Darwin furono anche usate in modo distorto: il cosiddetto “darwinismo sociale” applicò la lotta per l’esistenza alle società umane per giustificare disuguaglianze, colonialismo e razzismo, un uso ideologico che non deriva dalla sua ricerca scientifica. Darwin visse nell’Inghilterra della regina Vittoria, e il suo lavoro fu letto con interesse anche da pensatori come Karl Marx.
Perché Darwin è importante
Come la rivoluzione scientifica del Seicento aveva tolto la Terra dal centro dell’universo, la teoria di Darwin mostrò che anche l’essere umano fa parte della natura e della sua storia. Per questo la sua opera è considerata una delle svolte più importanti della scienza moderna.
Fonti e bibliografia per approfondire
- Charles Darwin, Viaggio di un naturalista intorno al mondo
- Charles Darwin, L’origine delle specie (1859)
- Charles Darwin, Autobiografia
- Adrian Desmond e James Moore, Darwin, Bollati Boringhieri