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Regina Vittoria

Epoca:

La regina Vittoria (1819-1901) fu sovrana del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda dal 1837 al 1901 e, dal 1876, imperatrice delle Indie. Il suo regno, durato oltre 63 anni, diede il nome all’età vittoriana, un periodo in cui la Gran Bretagna fu la prima potenza industriale e coloniale del mondo. Vittoria non governava direttamente, perché il potere era nelle mani del Parlamento e dei ministri, ma divenne il simbolo della nazione e dell’impero.

Regina Vittoria: riassunto della vita

Vittoria nacque il 24 maggio 1819 nel palazzo di Kensington, a Londra, unica figlia di Edoardo, duca di Kent, e di una principessa tedesca. Il padre morì quando lei aveva pochi mesi e fu educata in modo molto protetto. Salì al trono il 20 giugno 1837, a diciotto anni, alla morte dello zio Guglielmo IV. Nel 1840 sposò il cugino Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, da cui ebbe nove figli. Dopo la morte del marito, nel 1861, visse a lungo ritirata. Celebrò i giubilei del 1887 e del 1897 e morì il 22 gennaio 1901 a Osborne House, sull’isola di Wight. Le succedette il figlio Edoardo VII.

Una regina costituzionale

Quando Vittoria divenne regina, la monarchia britannica era già una monarchia costituzionale: le leggi erano approvate dal Parlamento e il governo dipendeva dalla maggioranza della Camera dei Comuni. La sovrana poteva però consigliare e ammonire i ministri. All’inizio fu molto legata al primo ministro whig Lord Melbourne, che la guidò nei primi anni di regno. In seguito ebbe rapporti difficili con il liberale William Gladstone e un’intesa cordiale con il conservatore Benjamin Disraeli. Durante il suo regno le riforme elettorali del 1867 e del 1884 estesero il diritto di voto a una parte crescente degli uomini adulti.

Con l’ascesa di Vittoria si separò anche la corona di Hannover, in Germania, che i re britannici possedevano dal Settecento: la legge di quel regno non ammetteva una donna sul trono.

Il matrimonio con Alberto e la Grande Esposizione

Il principe Alberto fu il consigliere più stretto della regina e un promotore di scienza, industria e istruzione. Organizzò la Grande Esposizione del 1851, la prima esposizione universale, ospitata a Londra nel Crystal Palace, un enorme edificio di ferro e vetro. La mostra celebrava i progressi dell’industria e la superiorità tecnica britannica; nella seconda metà del secolo la seconda rivoluzione industriale avrebbe portato elettricità, acciaio e chimica. La famiglia reale, con i suoi numerosi figli, venne presentata come un modello di vita domestica e di rispettabilità, valori tipici della borghesia vittoriana.

La morte di Alberto e il lungo lutto

Alberto morì nel dicembre 1861, a 42 anni. Vittoria ne fu sconvolta: vestì il lutto per il resto della vita e per anni si mostrò raramente in pubblico, tanto da essere chiamata “la vedova di Windsor”. Questa assenza fece crescere le critiche alla monarchia e qualche simpatia per l’idea repubblicana. Negli anni Settanta, anche grazie a Disraeli, la regina tornò gradualmente alla vita pubblica e la sua popolarità risalì.

L’impero e il titolo di imperatrice delle Indie

Sotto Vittoria l’impero britannico si espanse enormemente, fino a comprendere alla fine del secolo circa un quinto delle terre emerse. Dopo la grande rivolta indiana del 1857, il governo dell’India passò dalla Compagnia delle Indie orientali direttamente alla Corona nel 1858. Nel 1876, su iniziativa di Disraeli, il Parlamento attribuì a Vittoria il titolo di imperatrice delle Indie, proclamato in India il 1° gennaio 1877. Il regno vide anche la guerra di Crimea (1853-1856), le guerre dell’oppio contro la Cina e la spartizione dell’Africa, momenti centrali dell’imperialismo europeo.

La “nonna d’Europa”

I nove figli di Vittoria sposarono membri di molte famiglie reali europee. Tra i suoi nipoti c’erano l’imperatore tedesco Guglielmo II e la zarina Alessandra, moglie di Nicola II di Russia. Per questo Vittoria fu chiamata la “nonna d’Europa”. Attraverso la sua discendenza si diffuse anche l’emofilia, una malattia ereditaria che colpì diversi principi, tra cui il figlio dello zar. Questi legami familiari non impedirono però lo scontro tra le loro nazioni nella prima guerra mondiale.

L’età vittoriana: società, scienza e cultura

L’età vittoriana fu un periodo di grandi trasformazioni. Le ferrovie, le fabbriche e le città industriali come Manchester cambiarono il paesaggio e la vita quotidiana. Crebbero la borghesia e la classe operaia, ma anche la povertà urbana denunciata da scrittori come Charles Dickens. Furono gli anni delle teorie di Charles Darwin, delle prime leggi sul lavoro e sull’istruzione e delle campagne per i diritti delle donne. La morale vittoriana, fondata su lavoro, rispettabilità e famiglia, conviveva con forti disuguaglianze.

Perché la regina Vittoria è importante

Vittoria regnò più a lungo di qualsiasi sovrano britannico prima di lei; il suo primato fu superato solo nel 2015 da Elisabetta II. Fu il simbolo di un’epoca di potenza e di espansione e contribuì a fare della monarchia un’istituzione popolare, al di sopra delle lotte di partito. Per approfondire il contesto si può leggere la scheda sul Regno Unito vittoriano.

Nota sulle fonti

La scheda considera lettere, diari e documenti parlamentari, insieme a studi sulla monarchia e sull’impero. Sono orientativi A. N. Wilson, Victoria: A Life, Christopher Hibbert, Queen Victoria, e le raccolte dei Royal Archives. Per l’India e il colonialismo è importante affiancare alle fonti britanniche le ricerche sulle società colonizzate e sulla rivolta del 1857.

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