Democrazia ateniese: riassunto breve per la scuola

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Prima

Ecco il riassunto sulla democrazia ateniese, il sistema in cui le decisioni erano prese direttamente dai cittadini. La parola viene dal greco demos, popolo, e kratos, potere. Nacque ad Atene con le riforme di Clistene nel 508 a.C. e raggiunse la forma più completa nel V secolo a.C., con Efialte e Pericle. Era una democrazia diretta: i cittadini non eleggevano rappresentanti, ma votavano loro stessi le leggi in assemblea.

Date chiave

594 a.C.: Solone apre le cariche in base alla ricchezza e crea un tribunale popolare.

508 a.C.: Clistene crea le dieci tribù e il consiglio dei Cinquecento.

487 a.C.: primo uso conosciuto dell’ostracismo.

462 a.C.: Efialte toglie quasi tutti i poteri all’Areopago, il vecchio consiglio aristocratico.

Metà del V secolo a.C.: Pericle introduce un compenso per chi svolge incarichi pubblici.

Le istituzioni

L’ecclesia era l’assemblea di tutti i cittadini maschi adulti. Si riuniva circa quaranta volte l’anno sulla collina della Pnice: decideva leggi, guerre, trattati e tasse, e chiunque poteva prendere la parola. La boulé, il consiglio dei Cinquecento, era formata da cinquanta cittadini per ciascuna tribù, sorteggiati ogni anno: preparava le proposte da discutere. L’Eliea era il grande tribunale popolare con giurati estratti a sorte. I dieci strateghi, invece, erano eletti e comandavano l’esercito e la flotta: era la carica più importante, e Pericle la ricoprì per molti anni di seguito.

Sorteggio, compenso e ostracismo

Quasi tutte le cariche erano assegnate per sorteggio e duravano un anno, così molti cittadini potevano governare almeno una volta nella vita. Pericle fece pagare un piccolo compenso, la mistoforia, perché anche i poveri potessero partecipare senza perdere il guadagno di una giornata. Con l’ostracismo l’assemblea poteva mandare in esilio per dieci anni un cittadino ritenuto pericoloso, scrivendone il nome su un coccio di ceramica, l’ostrakon.

I limiti

Era una democrazia per pochi. Su circa 300.000 abitanti dell’Attica, i cittadini con diritti politici erano forse 30.000-40.000. Restavano esclusi le donne, i meteci (gli stranieri residenti) e gli schiavi, molto numerosi. Dal 451 a.C., inoltre, per essere cittadini bisognava avere padre e madre ateniesi. Anche gli alleati della lega di Delo non avevano voce, pur pagando il tributo.

Le conseguenze

La democrazia ateniese fu criticata già allora, ad esempio da Platone, che la accusava di affidarsi a oratori abili più che a persone competenti. Eppure i principi di uguaglianza davanti alla legge e di partecipazione dei cittadini sono alla base delle democrazie di oggi.

La spiegazione completa è nella pagina sulla democrazia ateniese. La storia della città è nel riassunto su Atene; per il quadro generale vedi la pagina sulla polis greca. Tutti gli argomenti sono nell’indice per la prima.

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