Età ellenistica

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Devi ripassare in fretta? Leggi Età ellenistica: riassunto breve, con date, cause e conseguenze. Qui sotto trovi invece la spiegazione completa.

Età antica · Antica Grecia

L’età ellenistica è il periodo che va dalla morte di Alessandro Magno, nel 323 avanti Cristo, alla conquista romana dell’Egitto e alla morte di Cleopatra, nel 30 a.C. In questi tre secoli la lingua e la cultura greca si diffondono dall’Egitto all’Afghanistan, in grandi regni governati da dinastie di origine macedone. È l’epoca della Biblioteca di Alessandria, di Archimede ed Euclide, del Faro, del Colosso di Rodi e della statua di Laocoonte.

Il nome fu inventato nell’Ottocento dallo storico tedesco Johann Gustav Droysen, da hellenizein, “parlare greco, comportarsi da Greci”. Non è un caso. Il fenomeno nuovo è proprio questo: essere “greci” diventa una questione di cultura, non di nascita.

I diadochi e la spartizione dell’impero

Alla morte di Alessandro non c’era un erede adulto: un fratellastro con problemi mentali e un figlio non ancora nato. I suoi generali, chiamati diadochi, cioè “successori”, si fecero la guerra per quarant’anni. Alla fine, dopo la battaglia di Ipso del 301 a.C. e quella di Curupedio del 281, l’impero si divise in tre grandi regni.

In Egitto i Tolomei, discendenti del generale Tolomeo, con capitale Alessandria. In Asia, dalla Siria all’Iran, i Seleucidi, eredi di Seleuco, con capitali ad Antiochia e Seleucia sul Tigri. In Macedonia e Grecia gli Antigonidi. Più tardi si aggiunsero regni minori, come quello di Pergamo in Anatolia, e quello greco-battriano nell’attuale Afghanistan.

Re divini e città greche in Oriente

I sovrani ellenistici erano monarchi assoluti, spesso venerati come dèi. I Tolomei si presentavano ai Greci come re macedoni e agli Egiziani come faraoni, con tanto di templi e geroglifici; per mantenere puro il sangue reale arrivarono a sposarsi tra fratelli, all’uso egiziano. Tolomeo II sposò la sorella Arsinoe e prese il soprannome di Filadelfo, “che ama la sorella”.

In tutto l’Oriente vennero fondate decine di nuove città con nomi greci, molte chiamate Alessandria, Antiochia, Seleucia. Avevano un ginnasio, un teatro, un’agorà; erano abitate da coloni greci e macedoni, ma anche da popolazioni locali che imparavano il greco per fare carriera. Ad Ai Khanum, nell’Afghanistan settentrionale, gli archeologi francesi hanno trovato una città greca con teatro e palestra, e un’iscrizione con le massime morali di Delfi, copiate da un filosofo che aveva viaggiato fin lì. Cinquemila chilometri da Atene.

La koinè: una lingua per tutti

Le diverse lingue regionali della Grecia, ionico, dorico, eolico, si fondono in una lingua comune, la koinè, basata sul dialetto attico di Atene. È la lingua dei mercanti, dei funzionari, dei soldati, da Marsiglia all’India. Gli Ebrei di Alessandria traducono in koinè la loro Bibbia; più tardi, in koinè saranno scritti i Vangeli. Per secoli un abitante del Mediterraneo orientale con un minimo di istruzione poteva farsi capire ovunque in greco, un po’ come oggi con l’inglese.

Alessandria: la capitale del sapere

Alessandria d’Egitto diventa la più grande città del Mediterraneo, con forse mezzo milione di abitanti: Greci, Egiziani, Ebrei, Siriani. All’ingresso del porto, sull’isola di Faro, sorgeva una torre alta forse più di cento metri, con un fuoco sempre acceso: una delle sette meraviglie, da cui deriva la parola “faro” in molte lingue.

I Tolomei vi fondarono il Museo, letteralmente il “santuario delle Muse”, un centro di ricerca dove studiosi pagati dal re vivevano, mangiavano insieme e studiavano. Accanto c’era la Biblioteca, che arrivò forse a contenere centinaia di migliaia di rotoli di papiro. Si racconta che le navi in arrivo venissero perquisite: i libri trovati a bordo erano copiati, e al proprietario veniva restituita la copia. L’originale restava in biblioteca.

Scienza e tecnica: Euclide, Archimede, Eratostene

È l’età d’oro della scienza antica. Euclide, ad Alessandria, scrive gli Elementi, un manuale di geometria usato nelle scuole europee fino all’Ottocento. Archimede, a Siracusa, calcola con ottima approssimazione il valore di pi greco, scopre il principio del galleggiamento, costruisce macchine da guerra per difendere la città dai Romani, che lo uccideranno nel 212 a.C. Eratostene misura la circonferenza della Terra confrontando le ombre del sole a Siene e ad Alessandria, con un risultato sorprendentemente vicino a quello vero.

Aristarco di Samo propose che fosse la Terra a girare intorno al Sole. Quasi nessuno gli diede retta. Bisognerà aspettare Copernico, diciotto secoli dopo. Il medico Erofilo, sezionando cadaveri, scoprì che il cervello è il centro del sistema nervoso.

Arte e filosofia: emozioni e serenità

L’arte ellenistica abbandona l’equilibrio sereno dell’età classica per mostrare emozioni, movimento, dolore, persino la bruttezza e la vecchiaia. Il Laocoonte, oggi ai Musei Vaticani, con il sacerdote e i figli stritolati dai serpenti; il Galata morente; la Nike di Samotracia, al Louvre, con le ali spiegate contro il vento.

La filosofia si concentra sulla vita individuale. In un mondo di grandi regni, dove il singolo cittadino non decide più nulla, ci si chiede come essere felici. Epicuro risponde: evitando il dolore e le paure inutili, a cominciare da quella della morte. Zenone, che insegnava sotto un portico, la stoà, fonda lo stoicismo: accettare con fermezza ciò che non dipende da noi. I cinici, come Diogene, vivono da mendicanti per mostrare il disprezzo delle convenzioni; la leggenda dice che Diogene, ad Alessandro che gli chiedeva cosa desiderasse, rispose: “Spostati, mi fai ombra”.

La conquista romana e la fine

Dal II secolo a.C. Roma interviene sempre più spesso in Oriente. Sconfigge i Macedoni a Pidna nel 168 a.C., distrugge Corinto nel 146, lo stesso anno di Cartagine, eredita Pergamo nel 133. L’ultimo regno a cadere è l’Egitto dei Tolomei: nel 31 a.C. Ottaviano batte Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio, e l’anno dopo l’Egitto diventa provincia romana.

La cultura ellenistica però non finisce. Conquista i conquistatori. Il poeta Orazio lo dirà con una formula famosa: la Grecia conquistata conquistò il feroce vincitore. Il percorso completo è nell’indice per la prima.

Fonti per approfondire

La voce “Ellenismo” di Wikipedia offre un panorama del periodo; sulla grande istituzione culturale dei Tolomei, la voce “Biblioteca di Alessandria”. Il verso di Orazio si trova nelle Epistole, II, 1, 156.

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