Età classica

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Devi ripassare in fretta? Leggi Età classica: riassunto breve, con date, cause e conseguenze. Qui sotto trovi invece la spiegazione completa.

Età antica · Antica Grecia

L’età classica della Grecia è il periodo che va dalla vittoria sui Persiani, nel 480-479 avanti Cristo, alla morte di Alessandro Magno, nel 323 a.C. In circa un secolo e mezzo nascono il Partenone, la tragedia di Sofocle, la storia di Erodoto e Tucidide, la filosofia di Socrate, Platone e Aristotele, la medicina di Ippocrate. Ma è anche un’età di guerre quasi continue tra le città greche, che alla fine le lasceranno esauste nelle mani della Macedonia.

Splendore e autodistruzione, nello stesso secolo. È questo il filo da seguire.

Perché si chiama “classica”

La parola viene dal latino classicus, che indicava i cittadini della prima classe, i più ricchi; poi, per estensione, gli autori “di prima classe”, quelli da imitare. Furono i Romani, e poi gli umanisti del Rinascimento, a considerare l’arte e la letteratura greca di questo periodo un modello di perfezione. Gli Ateniesi del V secolo non sapevano di essere “classici”. Si sentivano moderni.

Dopo le guerre persiane: due potenze

La vittoria contro Serse a Salamina e a Platea, raccontata nelle guerre persiane, lascia la Grecia con due città dominanti. Sparta, potenza di terra, a capo della Lega peloponnesiaca. Atene, potenza di mare, a capo della Lega di Delo, che diventa presto un impero. Il periodo tra il 479 e il 431 a.C. è chiamato dagli storici pentecontaetia, i “cinquant’anni”: mezzo secolo di crescita per Atene e di crescente sospetto a Sparta.

Il secolo di Pericle

Ad Atene la figura dominante è Pericle, stratego quasi ogni anno dal 443 al 429 a.C. La democrazia raggiunge la sua forma più completa. Con il denaro degli alleati si ricostruisce l’Acropoli distrutta dai Persiani: il Partenone, il tempio di Atena Nike, i Propilei. Lo scultore Fidia dirige i lavori, e il fregio del Partenone, con la processione delle Panatenee, mostra per la prima volta in un tempio i cittadini stessi, a cavallo e a piedi, accanto agli dèi. Gran parte di quei rilievi oggi è al British Museum di Londra, e la Grecia ne chiede da decenni la restituzione.

Arte e architettura: l’equilibrio

Guardate due statue: un kouros dell’età arcaica, rigido, frontale, con il sorriso stereotipato, e il Doriforo di Policleto, il “portatore di lancia”. Nel secondo il peso del corpo poggia su una gamba, l’altra è rilassata, le spalle e i fianchi si inclinano in direzioni opposte. È il chiasmo, o ponderazione, e dà alla statua l’aria di essere viva, appena in movimento. Policleto scrisse anche un trattato, il Canone, sulle proporzioni ideali del corpo umano.

In architettura domina l’ordine dorico, sobrio e robusto, accanto allo ionico, più elegante, con le colonne a volute. Il Partenone, che sembra perfettamente diritto, è in realtà pieno di piccole curvature volute: le colonne si inclinano leggermente verso l’interno e il basamento è appena arcuato, per correggere le illusioni ottiche. Nulla è davvero dritto. Tutto sembra esserlo.

Teatro, storia, filosofia, medicina

Nel teatro di Dioniso, ad Atene, si sfidano Eschilo, Sofocle ed Euripide nelle gare di tragedia, mentre Aristofane prende in giro politici e filosofi nelle sue commedie: la scheda sul teatro greco racconta come funzionava.

Erodoto, nato ad Alicarnasso, scrive le Storie per spiegare le cause delle guerre persiane: per questo Cicerone lo chiamerà “padre della storia”. Tucidide, ateniese, racconta la guerra del Peloponneso cercando cause, documenti, testimoni, e scartando i racconti favolosi. Ippocrate di Cos e i suoi allievi descrivono le malattie come fenomeni naturali, non punizioni divine. E nelle strade di Atene Socrate apre la grande stagione della filosofia classica.

La guerra del Peloponneso

Nel 431 a.C. la rivalità esplode. La guerra del Peloponneso dura, con una pausa, fino al 404 a.C. Atene perde Pericle per la peste, si lancia nel 415 in una disastrosa spedizione in Sicilia contro Siracusa, e alla fine si arrende a Sparta, che nel frattempo si era alleata con i Persiani per avere il denaro della flotta. Le mura di Atene vengono abbattute al suono dei flauti.

Tucidide aveva visto lontano. Secondo lui la causa più vera della guerra non erano gli incidenti diplomatici, ma la paura che la crescita di Atene suscitava a Sparta.

Il IV secolo: Sparta, Tebe e la Macedonia

Dopo il 404 a.C. nessuna città riesce a dominare a lungo. Sparta governa con durezza, e i Persiani giocano a mettere i Greci uno contro l’altro. Nel 371 a.C. il tebano Epaminonda sconfigge gli Spartani a Leuttra con una tattica nuova, l’ordine obliquo, rinforzando un’ala della falange. Tebe domina per qualche anno. Poi anche lei si logora.

Intanto, a nord, cresce un regno che i Greci consideravano mezzo barbaro: la Macedonia. Il re Filippo II, che da ragazzo era stato ostaggio proprio a Tebe e aveva studiato le tattiche di Epaminonda, riorganizza l’esercito, si impadronisce di miniere d’oro e allarga il regno. L’oratore ateniese Demostene tuona contro di lui nelle sue Filippiche: da qui la parola che usiamo per un discorso aggressivo. Nel 338 a.C. Filippo sconfigge Atene e Tebe a Cheronea. Le polis restano libere sulla carta, ma il potere è a Pella.

La fine dell’età classica

Filippo viene assassinato nel 336 a.C. Gli succede il figlio ventenne, Alessandro, che in dieci anni conquista l’impero persiano fino all’India. Quando muore, nel 323 a.C., comincia l’età ellenistica. Il percorso completo è nell’indice per la prima.

Fonti per approfondire

La voce “Partenone” di Wikipedia è un buon punto di partenza sull’arte del periodo. Le fonti antiche principali sono le Storie di Erodoto e la Guerra del Peloponneso di Tucidide, che nel libro I spiega le cause profonde del conflitto.

Una sezione è l’inizio di un percorso.

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