Filosofia

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Devi ripassare in fretta? Leggi Filosofia greca: riassunto breve, con date, cause e conseguenze. Qui sotto trovi invece la spiegazione completa.

Età antica · Antica Grecia

La filosofia greca è il modo di pensare nato in Grecia nel VI secolo avanti Cristo, quando alcuni studiosi cominciarono a cercare spiegazioni del mondo basate sulla ragione e sull’osservazione, invece che sui miti. Inizia con Talete di Mileto, intorno al 585 a.C., attraversa Socrate, Platone e Aristotele nel V e IV secolo, e arriva fino alle scuole dell’età ellenistica e romana. La parola stessa è greca: philosophia, “amore per la sapienza”.

In un corso di storia non serve imparare tutte le teorie. Serve capire perché proprio lì, proprio allora, qualcuno si mise a fare domande in modo nuovo.

Dal mito al logos

Per spiegare un fulmine, un Greco del tempo di Omero diceva: è Zeus che si arrabbia. Per spiegare le stagioni: è Persefone che scende negli inferi e la madre Demetra che piange. Il mito dà una risposta, ma non si può discutere. O ci credi, o no.

I primi filosofi fanno una cosa diversa. Cercano un principio naturale, l’arché, da cui derivano tutte le cose, e lo cercano con il logos, cioè il ragionamento, che si può criticare e correggere. È significativo che questo avvenga nelle città della Ionia, sulla costa dell’attuale Turchia: centri commerciali ricchi, aperti ai contatti con Egizi e Babilonesi, dove le persone erano abituate a discutere nella piazza della polis.

I presocratici: di che cosa è fatto il mondo?

Talete di Mileto, che secondo Erodoto aveva previsto un’eclissi di sole, sosteneva che tutto deriva dall’acqua. Il suo allievo Anassimandro parlava invece di un principio infinito e indeterminato, l’àpeiron. Anassimene preferiva l’aria. Sembrano risposte ingenue. Ma la domanda era rivoluzionaria: esiste qualcosa di unico sotto la varietà delle cose?

Pitagora, che si trasferì da Samo a Crotone, in Calabria, verso il 530 a.C., pensava che l’essenza del mondo fossero i numeri. I suoi seguaci formavano una comunità religiosa con regole severe, compreso il divieto di mangiare fave. Eraclito di Efeso affermava che tutto scorre, panta rei, e che non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume. Parmenide di Elea, nel Cilento, sosteneva l’opposto: il cambiamento è un’illusione dei sensi, l’essere è uno e immobile. Democrito di Abdera, infine, immaginò che tutto fosse fatto di particelle minuscole e indivisibili, gli atomi. Duemila anni prima della fisica moderna.

I sofisti: insegnare a parlare

Nel V secolo a.C., ad Atene, la democrazia premia chi sa parlare in assemblea e in tribunale. Arrivano allora maestri itineranti, i sofisti, che insegnano a pagamento l’arte del discorso. Il più famoso, Protagora, diceva che “l’uomo è misura di tutte le cose”: la verità dipende dal punto di vista. Gorgia sosteneva che con le parole si può convincere chiunque di qualunque cosa.

Platone li dipinse come imbroglioni che vendevano trucchi, e da qui viene il nostro “sofisma”. Erano più interessanti di così: spostarono l’attenzione dalla natura all’uomo, alla società, al linguaggio.

Socrate: “so di non sapere”

Socrate non scrisse nulla. Lo conosciamo dai dialoghi del suo allievo Platone, dalle memorie di Senofonte e dalle prese in giro di Aristofane, che nella commedia Le nuvole lo mette dentro un cesto appeso in aria. Era figlio di uno scultore e di una levatrice, brutto, scalzo, povero, e passava le giornate nell’agorà a interrogare chiunque.

Il suo metodo era semplice e irritante. Chiedeva a un generale che cos’è il coraggio, a un politico che cos’è la giustizia, e con domande successive mostrava che nessuno dei due lo sapeva davvero. L’oracolo di Delfi aveva detto che non c’era uomo più sapiente di lui; Socrate concluse che la sua sapienza consisteva nel sapere di non sapere. Paragonava il suo lavoro a quello della madre: aiutava gli altri a “partorire” la verità. È la maieutica.

Nel 399 a.C. fu accusato di empietà e di corrompere i giovani. Un tribunale popolare lo condannò a morte. Poteva fuggire, gli amici avevano organizzato tutto. Rifiutò, per rispetto delle leggi della sua città, e bevve la cicuta. Platone ne racconta gli ultimi momenti nel Fedone.

Platone e l’Accademia

Platone, aristocratico ateniese, fondò intorno al 387 a.C. una scuola in un boschetto dedicato all’eroe Academo: l’Accademia, da cui il nostro termine. Scrisse dialoghi in cui il protagonista è quasi sempre Socrate. Secondo lui il mondo che vediamo è solo una copia imperfetta di un mondo di idee eterne e perfette. Lo spiega con il mito della caverna: uomini incatenati che vedono solo ombre sulla parete e le scambiano per la realtà.

Nella Repubblica immagina uno Stato ideale governato dai filosofi. Ci provò anche davvero, tre volte, alla corte del tiranno di Siracusa. Non andò bene: una volta, secondo la tradizione, fu persino venduto come schiavo e riscattato da un amico.

Aristotele e il Liceo

Aristotele, nato a Stagira, in Macedonia, studiò vent’anni all’Accademia e poi fu precettore del giovane Alessandro Magno. Nel 335 a.C. aprì ad Atene la sua scuola, il Liceo. Si dice che insegnasse passeggiando, e per questo i suoi allievi furono chiamati peripatetici.

A differenza di Platone, Aristotele partiva dall’osservazione delle cose concrete. Scrisse di logica, fisica, biologia, etica, politica, poetica, retorica. Studiò centinaia di animali, raccolse le costituzioni di 158 città greche. Definì l’uomo un “animale politico”, fatto per vivere nella città. Nel Medioevo sarà chiamato semplicemente “il Filosofo”.

Dopo Aristotele

Nell’età ellenistica nascono nuove scuole che si chiedono soprattutto come vivere felici in un mondo instabile: gli epicurei, che cercano il piacere inteso come assenza di dolore, e gli stoici, che invitano ad accettare con serenità il destino. Saranno molto amate dai Romani. Per il contesto storico vedete l’età classica. Il percorso completo è nell’indice per la prima.

Fonti per approfondire

Le voci di Wikipedia “Filosofia greca” e “Socrate”. Tra i testi antichi, accessibili anche a uno studente, l’Apologia di Socrate e il Fedone di Platone.

Una sezione è l’inizio di un percorso.

Rientra nell’archivio principale o consulta strumenti, cronologie e mappe per ampliare la ricerca.

Esplora le epocheConsulta le risorse