Origini

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Devi ripassare in fretta? Leggi Origini di Roma: riassunto breve, con date, cause e conseguenze. Qui sotto trovi invece la spiegazione completa.

Età antica · Antica Roma

Le origini di Roma si collocano nel Lazio dell’età del ferro, tra il X e l’VIII secolo avanti Cristo, quando alcuni villaggi di pastori e contadini latini sui colli vicino al Tevere cominciarono a unirsi in una comunità unica. La tradizione romana fissava la fondazione al 21 aprile del 753 a.C., con Romolo. L’archeologia racconta una storia più lenta, ma non così lontana da quella data.

Prima di parlare di Romolo, però, conviene allargare lo sguardo. Roma nasce in un’Italia già piena di popoli diversi, molti dei quali allora erano più ricchi e più potenti di lei.

L’Italia prima di Roma: un mosaico di popoli

Nell’VIII secolo a.C. la penisola è abitata da decine di popolazioni. Al nord, nella pianura padana e in Toscana, fiorisce la civiltà etrusca, con città ricche di metalli e di commerci. Lungo l’Appennino vivono popoli di lingua italica: Umbri, Sabini, Sanniti, Volsci, Equi. Sulle coste del sud, proprio in quegli anni, arrivano i coloni greci: Cuma, in Campania, viene fondata verso il 740 a.C. In Sicilia e Sardegna ci sono scali dei Fenici.

In mezzo, nella pianura tra il Tevere e i Colli Albani, ci sono i Latini: piccole comunità che parlano latino, venerano Giove sul Monte Albano e si riuniscono per feste comuni. Una di queste comunità sarà Roma.

Il luogo: sette colli e un guado sul Tevere

Perché proprio lì? Guardate la posizione. Una ventina di chilometri dalla foce del Tevere, abbastanza lontano dal mare per essere al riparo dai pirati, abbastanza vicino per commerciare. Un’isola nel fiume, l’Isola Tiberina, che rendeva facile attraversarlo: era il primo guado risalendo dalla costa, e quindi un passaggio obbligato tra l’Etruria a nord e la Campania a sud. Colline ripide, facili da difendere. Acqua, pascoli, boschi.

E c’era il sale. Alla foce del Tevere si trovavano saline, e da lì partiva verso l’interno la via Salaria, una delle strade più antiche d’Italia. Il sale serviva per conservare la carne e per il bestiame: chi controllava quella via aveva una ricchezza preziosa.

Che cosa dice l’archeologia

Sul Palatino sono state trovate tracce di capanne dell’VIII secolo a.C.: buchi dove erano piantati i pali, canalette per l’acqua piovana, focolari. Erano capanne ovali o rettangolari, di legno e paglia, con il tetto spiovente. Ne conosciamo bene la forma anche grazie alle urne cinerarie a forma di capanna trovate nelle tombe del Lazio. I Romani, peraltro, conservavano con venerazione una capanna chiamata “casa di Romolo”, restaurata per secoli.

Sotto il Foro, che allora era una valle paludosa usata come cimitero, sono emerse tombe del X e IX secolo a.C. Villaggi separati sul Palatino, sul Quirinale, sull’Esquilino, lentamente si avvicinano. Nel VII secolo a.C. la valle del Foro viene bonificata e pavimentata: diventa la piazza comune. È questo, per molti archeologi, il vero momento in cui nasce una città.

Enea: l’antenato troiano

I Romani si raccontavano due storie di origine, una dentro l’altra. La prima comincia a Troia. Dopo la distruzione della città da parte dei Greci, l’eroe troiano Enea fugge con il padre Anchise sulle spalle e il figlio Ascanio per mano, e dopo un lungo viaggio per mare arriva nel Lazio. Sposa Lavinia, la figlia del re locale, e fonda la città di Lavinio. Suo figlio Ascanio, detto anche Iulo, fonda Alba Longa, sui Colli Albani.

È il racconto che Virgilio trasformerà nell’Eneide, al tempo di Augusto. Non a caso: la famiglia di Giulio Cesare e di Augusto, la gens Iulia, diceva di discendere proprio da Iulo, e quindi da Enea e dalla dea Venere, sua madre. Un mito di origine era anche uno strumento politico.

Da Alba Longa a Romolo e Remo

La seconda storia comincia secoli dopo, ad Alba Longa. Il re Numitore viene spodestato dal fratello Amulio, che costringe la nipote Rea Silvia a diventare vestale, cioè sacerdotessa vergine, perché non abbia figli. Ma Rea Silvia, secondo il mito, viene amata dal dio Marte e partorisce due gemelli, Romolo e Remo. Amulio li fa abbandonare nel Tevere in una cesta.

La cesta si arena sotto il Palatino, una lupa li allatta, un pastore, Faustolo, li cresce. La storia completa della fondazione, del solco e della lite tra i fratelli è nella scheda sulla fondazione di Roma.

Leggenda e storia: come leggerle insieme

La Lupa capitolina, la statua di bronzo dei Musei Capitolini, era considerata etrusca e antichissima. Studi recenti sulla fusione del bronzo indicano che potrebbe essere medievale, mentre i gemelli furono aggiunti nel Quattrocento. Anche i simboli più famosi, insomma, vanno controllati.

Ma i miti non sono inutili. Ci dicono che i Romani si pensavano come un popolo misto, nato da profughi, pastori, gente di provenienze diverse. Una città aperta, che fin dall’inizio accoglieva stranieri: una caratteristica che spiegherà molto del suo successo. Il passo successivo è la monarchia, con i sette re. Il percorso completo è nell’indice per la prima.

Fonti per approfondire

Le voci di Wikipedia “Latini” e “Capanne del Palatino”. Tra le fonti antiche, il libro I della storia di Roma di Tito Livio, Ab Urbe condita, e l’Eneide di Virgilio.

Una sezione è l’inizio di un percorso.

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