La Restaurazione è il periodo della storia europea che seguì la caduta di Napoleone Bonaparte nel 1814-1815, quando i sovrani spodestati dalla Rivoluzione e dall’età napoleonica tornarono sui loro troni e cercarono di “restaurare” l’ordine politico e sociale precedente. Di solito si considera compresa tra il Congresso di Vienna del 1815 e le rivoluzioni del 1830, ma il sistema da essa costruito resistette, con molte crepe, fino al 1848.
Restaurazione: riassunto
Dopo oltre vent’anni di guerre, le potenze vincitrici, Austria, Russia, Prussia e Regno Unito, si riunirono a Vienna per ridisegnare la carta d’Europa. Il protagonista fu il ministro austriaco Klemens von Metternich, il cui nome è rimasto legato a tutta l’epoca. Le dinastie tradizionali furono rimesse al potere: i Borbone in Francia, Spagna e Napoli, i Savoia in Piemonte, il papa nello Stato pontificio. Per difendere il nuovo ordine i sovrani si allearono e si impegnarono a reprimere ogni tentativo rivoluzionario. Molte riforme napoleoniche furono abolite, ma non fu possibile cancellare del tutto i cambiamenti avvenuti dopo il 1789.
I principi della Restaurazione
- il principio di legittimità: il potere spettava ai sovrani “legittimi”, cioè alle dinastie che regnavano prima della Rivoluzione francese; fu sostenuto in particolare dal diplomatico francese Talleyrand;
- il principio dell’equilibrio: nessuna potenza doveva diventare tanto forte da dominare le altre, come aveva fatto la Francia napoleonica;
- il principio di intervento: le potenze si riconoscevano il diritto di intervenire militarmente negli altri Stati per soffocare le rivoluzioni.
La Santa Alleanza
Il 26 settembre 1815 lo zar Alessandro I, l’imperatore d’Austria Francesco I e il re di Prussia Federico Guglielmo III firmarono la Santa Alleanza, un patto con cui i tre sovrani si impegnavano a governare secondo i principi cristiani e ad aiutarsi reciprocamente. Più concreta fu la Quadruplice alleanza firmata a novembre con il Regno Unito, a cui si aggiunse nel 1818 la Francia. Le potenze si riunirono periodicamente in congressi: a Troppau e Lubiana (1820-1821) decisero l’intervento austriaco contro i rivoluzionari italiani, a Verona (1822) quello francese in Spagna, dove nel 1823 fu restaurato l’assolutismo di Ferdinando VII.
La Restaurazione in Francia
In Francia tornò sul trono Luigi XVIII, fratello di Luigi XVI. Il nuovo re concesse una Carta costituzionale (1814) che manteneva alcune conquiste del periodo rivoluzionario, come l’uguaglianza davanti alla legge e il Codice civile, ma riservava il voto a pochi ricchi proprietari. Il successore Carlo X, salito al trono nel 1824, governò in senso apertamente reazionario, fino a provocare la rivoluzione del luglio 1830.
La Restaurazione in Germania
Al posto del Sacro Romano Impero, sciolto nel 1806, il Congresso di Vienna creò la Confederazione germanica, un’unione di 39 Stati sovrani con una Dieta a Francoforte presieduta dall’Austria. Anche qui i movimenti liberali e nazionali, forti soprattutto tra studenti e professori universitari, furono repressi: con i decreti di Karlsbad del 1819, voluti da Metternich, furono introdotte la censura sulla stampa e la sorveglianza sulle università, e sciolte le associazioni studentesche.
La Restaurazione in Italia
Il Congresso di Vienna lasciò l’Italia divisa in diversi Stati, quasi tutti sotto l’influenza dell’Austria, che governava direttamente il Regno Lombardo-Veneto. Il Regno di Sardegna, restituito ai Savoia, ottenne la Liguria; i Borbone riunirono Napoli e la Sicilia nel Regno delle Due Sicilie (1816); il papa Pio VII tornò a Roma e ricostituì l’ordine dei gesuiti. In molti Stati furono ripristinati i privilegi del clero e della nobiltà e abolite parti dei codici napoleonici, ma in altri, come il Lombardo-Veneto e la Toscana, l’amministrazione mantenne un’impronta moderna ed efficiente.
Cultura e società nell’età della Restaurazione
La Restaurazione fu accompagnata da un ritorno ai valori religiosi e alla tradizione, sostenuto da pensatori conservatori come Joseph de Maistre. Allo stesso tempo si affermava il Romanticismo, che esaltava il sentimento, la storia e l’identità dei popoli: un movimento che in molti casi alimentò, invece di frenare, le aspirazioni nazionali.
Le opposizioni alla Restaurazione
Contro l’ordine di Vienna si organizzarono liberali, democratici e patrioti, spesso riuniti in società segrete come la Carboneria. Le loro richieste erano costituzioni, libertà politiche e indipendenza nazionale. Ne nacquero diverse ondate rivoluzionarie: i moti del 1820-21 in Spagna, Italia e Portogallo; la guerra d’indipendenza greca, conclusa nel 1830 con il riconoscimento di uno Stato greco; le rivoluzioni del 1830 in Francia, Belgio, Polonia e Italia. Fuori dall’Europa, tra il 1810 e il 1825 le colonie spagnole e portoghesi dell’America Latina conquistarono l’indipendenza.
La fine della Restaurazione
Il sistema della Restaurazione si incrinò nel 1830, quando in Francia e in Belgio si affermarono monarchie liberali, e crollò con le rivoluzioni del 1848, che costrinsero alla fuga lo stesso Metternich. In Italia l’opposizione all’ordine di Vienna fu all’origine del Risorgimento.
Fonti e bibliografia per approfondire
- Treccani, voci storiche e biografiche di riferimento.
- Encyclopaedia Britannica, sintesi e cronologie di confronto.
- Oxford Reference e Cambridge Histories, studi di inquadramento.
- Fonti coeve, archivi e ricerche specialistiche pertinenti al tema.