Un impero è uno Stato vasto che governa popoli, territori e culture diverse sotto un unico potere centrale, di solito nato da conquiste e spesso guidato da un sovrano che porta il titolo di imperatore. Più che le dimensioni, conta la diversità: un impero tiene insieme comunità che non si sentono un solo popolo, e le governa in modo diseguale. In questa voce del glossario vediamo da dove viene la parola, quali sono le caratteristiche comuni degli imperi e alcuni esempi da conoscere.
Da dove viene la parola
“Impero” viene dal latino imperium. A Roma, all’inizio, indicava il potere di comando dei magistrati più alti, come i consoli: il diritto di guidare un esercito e di far eseguire gli ordini. Con il tempo la parola passò a indicare anche il territorio su cui Roma comandava. Quando Ottaviano, nel 27 a.C., ricevette il titolo di Augusto, iniziò la fase che chiamiamo Impero romano, raccontata nella scheda sulla nascita dell’Impero romano. Il titolo di imperator, che originariamente si dava ai generali vittoriosi, divenne parte del nome dei sovrani.
Da Roma la parola è passata a tutte le lingue europee, e viene usata anche per Stati che, nella loro lingua, avevano nomi diversi: l’impero cinese, quello persiano, quello inca.
Che cosa hanno in comune gli imperi
Gli storici Jane Burbank e Frederick Cooper, in un libro molto letto, hanno insistito su un punto: gli imperi sono la forma politica più diffusa e duratura della storia, molto più antica degli Stati nazionali. Alcuni tratti ricorrono spesso:
- un centro e delle periferie: una capitale e un gruppo dominante, e territori conquistati governati in modo diverso;
- la gestione della diversità: lingue, religioni e leggi locali spesso tollerate, purché si paghino i tributi e si riconosca il potere centrale;
- intermediari locali: élite dei popoli sottomessi che collaborano con l’impero in cambio di privilegi;
- un’ideologia universale: l’idea di portare ordine, pace, civiltà o la vera fede a tutto il mondo conosciuto.
Alcuni esempi da conoscere
L’Impero romano unì per secoli il Mediterraneo con strade, leggi, città e un esercito permanente; nel 212 d.C. la cittadinanza fu estesa a quasi tutti gli abitanti liberi. L’impero cinese, unificato nel 221 a.C. dal primo imperatore Qin, durò, con diverse dinastie, fino al 1912: l’imperatore era il “Figlio del Cielo” e governava con una burocrazia di funzionari scelti con esami.
Nel Medioevo europeo l’idea di impero sopravvisse a Roma. Nell’800 Carlo Magno fu incoronato imperatore dal papa, e da lui discende il Sacro Romano Impero, durato fino al 1806. Nel Duecento i Mongoli di Gengis Khan e dei suoi successori costruirono l’impero terrestre più esteso della storia, dalla Corea all’Europa orientale. Nelle Americhe gli Inca crearono il loro impero sulle Ande, come racconta la scheda sul mondo inca.
Il titolo di imperatore
Il prestigio di Roma era tale che molti sovrani vollero richiamarlo nei loro titoli. Lo zar russo e il Kaiser tedesco portavano nomi che derivano da “Cesare”. Napoleone si fece incoronare imperatore dei Francesi nel 1804, e nel 1936, dopo la conquista dell’Etiopia, Mussolini proclamò la nascita dell’”Impero” italiano, con il re Vittorio Emanuele III imperatore. Usare la parola significava presentarsi come eredi di una grandezza antica.
Imperi coloniali e imperialismo
In età moderna e contemporanea si parla di imperi coloniali: Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi e altri paesi europei conquistarono territori in altri continenti. L’Impero britannico, all’inizio del Novecento, copriva circa un quarto delle terre emerse. Da qui la parola imperialismo, che indica la politica di espansione e di dominio delle grandi potenze, soprattutto tra la fine dell’Ottocento e il 1914: è il tema della pagina sull’imperialismo.
Gli imperi coloniali si dissolsero in gran parte dopo la Seconda guerra mondiale, con la decolonizzazione. Ma la parola “impero” si usa ancora oggi, in senso figurato o polemico, per indicare potenze che esercitano un’influenza molto ampia su altri paesi.
Impero e Stato nazionale: la differenza
Per capire bene il termine è utile il confronto con lo Stato nazionale. Lo Stato nazionale si fonda, almeno in teoria, sull’idea di un popolo con diritti uguali per tutti i cittadini. L’impero, invece, accetta e anzi organizza la differenza: popoli diversi con diritti diversi. Per questo nell’Ottocento e nel Novecento i nazionalismi misero in crisi gli imperi multinazionali, come quello austro-ungarico e quello ottomano, che si dissolsero dopo la Prima guerra mondiale.
In breve
L’impero è uno Stato esteso che governa popoli diversi sotto un potere centrale. La parola viene dal latino imperium, il potere di comando. Esempi classici sono l’Impero romano, l’impero cinese, il Sacro Romano Impero, l’impero mongolo e gli imperi coloniali europei. A differenza dello Stato nazionale, l’impero si basa sulla gestione della diversità e della disuguaglianza tra i popoli.
Fonti per approfondire
- Treccani, Enciclopedia, voce “Impero”
- Jane Burbank, Frederick Cooper, Empires in World History: Power and the Politics of Difference, Princeton University Press, 2010