Medicina nella storia

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

La storia della medicina racconta come gli esseri umani hanno cercato di capire le malattie e di curarle. Per molti secoli i medici hanno avuto pochi strumenti efficaci, e una parte importante del loro lavoro era osservare, consolare, consigliare una dieta. Poi, in pochi decenni tra Ottocento e Novecento, scoperte come i microbi, i vaccini e gli antibiotici hanno cambiato tutto: la durata media della vita è più che raddoppiata. In questa pagina dei grandi temi seguiamo le tappe principali.

La medicina antica: gli umori

Nell’antica Grecia Ippocrate di Cos, vissuto tra V e IV secolo a.C., e i medici della sua scuola cercarono di spiegare le malattie con cause naturali, non con la collera degli dèi. Il medico doveva osservare il paziente, la sua storia, il clima in cui viveva. Il “giuramento di Ippocrate”, con le sue regole di comportamento, è ancora ricordato dai medici di oggi.

La teoria dominante per quasi duemila anni fu quella dei quattro umori: sangue, flegma, bile gialla e bile nera. La salute era il loro equilibrio, la malattia uno squilibrio da correggere con diete, purghe e salassi. Il medico greco Galeno, attivo a Roma nel II secolo d.C., sistemò queste idee in opere che furono studiate fino all’età moderna. Qualche notizia in più nella pagina sulla medicina nel mondo antico.

Il Medioevo: Salerno, gli ospedali, la peste

Nel Medioevo i testi greci furono conservati e sviluppati soprattutto nel mondo islamico: il Canone di Avicenna fu per secoli un manuale anche nelle università europee. In Italia la Scuola medica salernitana, attiva dal X-XI secolo, fu uno dei primi centri di insegnamento della medicina in Europa. Nascevano intanto gli ospedali, spesso legati a ordini religiosi, che accoglievano malati, poveri e pellegrini.

La prova più terribile fu la peste nera, che tra il 1347 e il 1352 uccise forse un terzo della popolazione europea. I medici non sapevano curarla, ma le città impararono a difendersi: nel 1377 Ragusa, l’attuale Dubrovnik, impose un periodo di isolamento a chi arrivava dalle zone infette, e a Venezia l’isolamento durava quaranta giorni. Da qui la parola “quarantena”.

La rivoluzione scientifica: anatomia e circolazione

Nel Cinquecento il medico fiammingo Andrea Vesalio, professore a Padova, pubblicò nel 1543 il De humani corporis fabrica, un trattato di anatomia basato sulla dissezione diretta dei cadaveri, che correggeva molti errori di Galeno. Nel 1628 l’inglese William Harvey dimostrò che il sangue circola nel corpo spinto dal cuore. Il microscopio permise poi di vedere per la prima volta cellule e microrganismi: nel Seicento l’olandese Antoni van Leeuwenhoek, con lenti costruite da lui, descrisse i “piccoli animali” che osservava in una goccia d’acqua. Ci vollero però quasi due secoli per capire che alcuni di questi esseri minuscoli causano le malattie.

Vaccini e microbi

Nel 1796 il medico inglese Edward Jenner sperimentò un metodo per proteggere dal vaiolo, una malattia che uccideva e sfigurava milioni di persone: inoculava il vaiolo bovino, molto più lieve. Era nato il vaccino, dal latino vacca.

Nell’Ottocento arrivò la svolta decisiva: la teoria dei germi. Il francese Louis Pasteur dimostrò che molte malattie e fermentazioni sono causate da microrganismi, e sviluppò vaccini come quello contro la rabbia. Il tedesco Robert Koch identificò nel 1882 il bacillo della tubercolosi e poi quello del colera. Il chirurgo inglese Joseph Lister introdusse l’antisepsi, disinfettando ferite e strumenti, e il numero di morti dopo le operazioni crollò. Vent’anni prima, nel 1847, il medico ungherese Ignaz Semmelweis aveva capito che lavarsi le mani riduceva le morti delle partorienti, ma non era stato creduto. Già nel 1846 l’uso dell’etere come anestetico aveva reso possibili interventi senza dolore.

Il Novecento: antibiotici e salute pubblica

Nel 1928 lo scozzese Alexander Fleming scoprì, quasi per caso, che una muffa produceva una sostanza capace di uccidere i batteri: la penicillina. Prodotta su larga scala durante la Seconda guerra mondiale, salvò milioni di vite. Seguirono altri antibiotici, nuovi vaccini, come quello contro la poliomielite negli anni Cinquanta, e la grande campagna dell’Organizzazione mondiale della sanità che nel 1980 dichiarò il vaiolo eradicato.

In Italia la Costituzione, all’articolo 32, tutela la salute come diritto fondamentale. Nel 1978 nacque il Servizio sanitario nazionale, con l’obiettivo di garantire cure a tutti i cittadini. La pandemia di Covid-19 del 2020 ha mostrato sia i progressi della ricerca, con vaccini sviluppati in tempi record, sia i limiti dei sistemi sanitari.

In breve

La medicina è passata dalla teoria degli umori di Ippocrate e Galeno alle conquiste dell’anatomia e della fisiologia moderne, poi ai vaccini di Jenner, alla teoria dei germi di Pasteur e Koch e agli antibiotici del Novecento. Insieme all’igiene e alla salute pubblica, queste scoperte hanno allungato enormemente la vita umana. Per la medicina vissuta ogni giorno nel passato c’è la pagina sulla medicina nella vita quotidiana.

Fonti per approfondire

  • Treccani, Enciclopedia, voce “Medicina”
  • Roy Porter, Breve ma veridica storia della medicina occidentale, Carocci
  • Giorgio Cosmacini, Storia della medicina e della sanità in Italia, Laterza

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