La pandemia di COVID-19 è stata la più grave emergenza sanitaria globale dell’inizio del XXI secolo. Causata da un nuovo coronavirus, chiamato SARS-CoV-2, la malattia fu identificata per la prima volta alla fine del 2019 nella città cinese di Wuhan e si diffuse in pochi mesi in tutto il mondo. Tra il 2020 e il 2023 provocò milioni di morti, costrinse molti Paesi a chiudere scuole, uffici e confini e cambiò per lungo tempo la vita quotidiana di miliardi di persone.
Pandemia di COVID-19: riassunto
Nel dicembre 2019 le autorità sanitarie di Wuhan segnalarono una serie di casi di polmonite di origine sconosciuta. All’inizio di gennaio 2020 fu identificato il nuovo virus, che si trasmetteva da persona a persona soprattutto attraverso le vie respiratorie. Il 30 gennaio 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dichiarò un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale e l’11 marzo 2020 definì la situazione una pandemia.
Molti governi adottarono misure senza precedenti in tempo di pace: chiusure generalizzate (lockdown), limitazioni agli spostamenti, obbligo di mascherine, didattica a distanza e lavoro da casa. Dalla fine del 2020 furono autorizzati i primi vaccini, che ridussero in modo significativo i casi gravi e i decessi. Il 5 maggio 2023 l’OMS dichiarò conclusa l’emergenza sanitaria internazionale, pur sottolineando che il virus continuava a circolare.
L’Italia, primo grande focolaio in Europa
L’Italia fu il primo Paese europeo colpito in modo massiccio. Il 20-21 febbraio 2020 fu individuato a Codogno, in Lombardia, un caso di trasmissione locale, e nei giorni successivi furono istituite le prime “zone rosse” in alcuni comuni lombardi e veneti. Il 9 marzo il governo estese le restrizioni a tutto il territorio nazionale: dal giorno dopo l’Italia entrò in un lockdown che durò fino ai primi di maggio.
Le regioni del Nord, in particolare la Lombardia, furono le più colpite nella prima ondata. Gli ospedali e i reparti di terapia intensiva furono messi sotto enorme pressione. Le immagini dei mezzi militari che trasportavano le bare fuori da Bergamo, nel marzo 2020, divennero uno dei simboli della pandemia in Italia. La campagna di vaccinazione iniziò in tutta l’Unione Europea alla fine di dicembre 2020.
Le cause della rapida diffusione
La pandemia si diffuse così rapidamente per diversi motivi:
- il virus si trasmetteva facilmente, anche da persone con sintomi lievi o assenti;
- all’inizio non esistevano vaccini né cure specifiche, e la popolazione non aveva alcuna immunità;
- i viaggi internazionali e la densità delle grandi città favorirono la circolazione del contagio;
- nelle prime settimane le informazioni erano incomplete e molti sistemi sanitari non erano preparati;
- nel corso del tempo comparvero nuove varianti del virus, come Delta e Omicron, più contagiose.
Vaccini e cure
La ricerca scientifica produsse vaccini in tempi molto più rapidi del passato, grazie anche a tecnologie studiate da anni, come quella a RNA messaggero. Tra la fine del 2020 e il 2021 iniziarono campagne di vaccinazione di massa in molti Paesi. Restarono però forti disuguaglianze: i Paesi più ricchi ricevettero le dosi molto prima di quelli più poveri. Anche le cure ospedaliere migliorarono con l’esperienza, riducendo la mortalità dei pazienti gravi.
Le conseguenze
Le conseguenze della pandemia andarono molto oltre la salute:
- demografiche: secondo i dati raccolti dall’OMS, i decessi ufficialmente registrati superarono i 7 milioni, ma le stime sull’eccesso di mortalità indicano un numero di vittime molto più alto;
- economiche: nel 2020 l’economia mondiale subì una forte recessione; molti settori, come turismo, ristorazione e spettacolo, furono colpiti duramente;
- politiche: i governi intervennero con grandi piani di spesa pubblica; l’Unione Europea approvò nel 2020 il programma Next Generation EU, finanziato con debito comune, da cui deriva in Italia il PNRR (vedi l’Unione Europea nel XXI secolo);
- sociali: la chiusura delle scuole e l’isolamento ebbero effetti sull’apprendimento e sulla salute mentale, soprattutto dei più giovani; si diffusero in modo stabile il lavoro e la formazione a distanza.
Le misure di restrizione furono anche al centro di accese discussioni pubbliche sul rapporto tra tutela della salute e libertà individuali.
Date principali
- Dicembre 2019: primi casi segnalati a Wuhan.
- 30 gennaio 2020: l’OMS dichiara l’emergenza internazionale.
- 21 febbraio 2020: caso di Codogno e prime zone rosse in Italia.
- 9-10 marzo 2020: lockdown nazionale in Italia.
- 11 marzo 2020: l’OMS parla di pandemia.
- Dicembre 2020: iniziano le vaccinazioni in Europa.
- Fine 2021: diffusione della variante Omicron.
- 5 maggio 2023: l’OMS dichiara conclusa l’emergenza internazionale.
Perché è importante
La pandemia di COVID-19 è un evento centrale della storia del XXI secolo. Ha mostrato quanto il mondo globalizzato sia interconnesso e vulnerabile, ma anche la capacità della ricerca scientifica di rispondere rapidamente. Come era accaduto dopo la crisi finanziaria del 2008, ha cambiato il ruolo degli Stati nell’economia. Il confronto con le epidemie del passato, come la peste nera, aiuta a capire che cosa è cambiato e che cosa si ripete nel modo in cui le società affrontano le grandi crisi sanitarie.