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Berlino nel Novecento

Epoca:

Berlino nel Novecento è stata uno dei luoghi in cui la storia europea si è vista più da vicino. Capitale dell’Impero tedesco all’inizio del secolo, la città visse la rivoluzione del 1918, la vivace stagione della Repubblica di Weimar, la dittatura nazista, la distruzione della Seconda guerra mondiale e una lunga divisione, simbolizzata dal Muro costruito nel 1961 e abbattuto nel 1989.

Berlino nel Novecento: riassunto

Dal 1871 Berlino era la capitale dell’Impero tedesco, una metropoli industriale in rapida crescita. Dopo la sconfitta nella Prima guerra mondiale, nel novembre 1918, l’imperatore abdicò e a Berlino fu proclamata la Repubblica. Negli anni Venti la città fu uno dei centri culturali più vivaci d’Europa, ma anche il teatro di forti scontri politici.

Con l’arrivo al potere di Hitler nel 1933 Berlino divenne la capitale della Germania nazista. Nel 1945, alla fine della guerra, fu conquistata dall’Armata Rossa e poi divisa in settori controllati dalle potenze vincitrici. Durante la Guerra fredda la città rimase divisa tra Est e Ovest fino al 1989.

Dalla rivoluzione del 1918 alla Repubblica di Weimar

Il 9 novembre 1918 il socialdemocratico Philipp Scheidemann proclamò la Repubblica da una finestra del Reichstag. Nel gennaio 1919 un’insurrezione della sinistra rivoluzionaria fu repressa; i dirigenti comunisti Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht furono uccisi. Proprio per i disordini nella capitale, l’assemblea costituente si riunì a Weimar, da cui la nuova repubblica prese il nome.

Negli anni Venti Berlino divenne una delle città più grandi del mondo, anche grazie all’unione con molti comuni vicini nel 1920. Teatri, cinema, cabaret, giornali e architetture moderne ne fecero un simbolo della cultura del tempo. La crisi economica, con l’inflazione del 1923 e poi la Grande depressione dopo il 1929, alimentò però la disoccupazione e la radicalizzazione politica.

La capitale del nazismo

Nel gennaio 1933 Adolf Hitler fu nominato cancelliere. Il 27 febbraio l’incendio del Reichstag fu usato dal regime come pretesto per sospendere le libertà civili e perseguitare gli oppositori. Nel maggio 1933, nel centro della città, furono bruciati pubblicamente libri di autori considerati “non tedeschi”. Nel 1936 Berlino ospitò le Olimpiadi, usate dalla propaganda per mostrare un’immagine positiva del regime.

Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, la “notte dei cristalli”, sinagoghe, negozi e case di ebrei furono distrutti in tutta la Germania, anche a Berlino. Nel gennaio 1942, in una villa sul lago di Wannsee, alla periferia della città, alti funzionari del regime si riunirono per coordinare la deportazione e lo sterminio degli ebrei d’Europa.

Guerra, distruzione e divisione

Durante la Seconda guerra mondiale Berlino fu colpita da pesanti bombardamenti. Nell’aprile 1945 l’Armata Rossa attaccò la città; il 30 aprile Hitler si suicidò nel bunker della Cancelleria e all’inizio di maggio la capitale si arrese. Dopo la guerra la città, situata all’interno della zona di occupazione sovietica, fu divisa in quattro settori: sovietico, americano, britannico e francese.

Nel 1948 i sovietici bloccarono le vie di terra verso i settori occidentali. Per circa un anno americani e britannici rifornirono Berlino Ovest con un enorme ponte aereo, finché il blocco fu tolto nel maggio 1949. Nello stesso anno nacquero due Stati tedeschi: la Repubblica federale, con capitale Bonn, e la Repubblica democratica tedesca, con capitale Berlino Est.

Il Muro di Berlino

Negli anni Cinquanta centinaia di migliaia di cittadini della Germania orientale fuggirono verso l’Ovest passando per Berlino. Nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 il governo della RDT chiuse il confine e cominciò a costruire un muro che divise la città per 28 anni. Molte persone furono uccise mentre cercavano di attraversarlo. Nel 1963 il presidente John Fitzgerald Kennedy visitò Berlino Ovest e pronunciò un discorso di solidarietà diventato celebre.

Nel 1989, con le riforme in Unione Sovietica e le proteste nei Paesi dell’Est, la RDT entrò in crisi. La sera del 9 novembre 1989 migliaia di berlinesi si radunarono ai valichi, che furono aperti: era la caduta del Muro di Berlino. Il 3 ottobre 1990 la Germania fu riunificata e Berlino tornò a essere la capitale; parlamento e governo vi si trasferirono alla fine degli anni Novanta.

Date principali

  • 9 novembre 1918: proclamazione della Repubblica.
  • 1933: Hitler al potere e incendio del Reichstag.
  • 1936: Olimpiadi di Berlino.
  • 1942: conferenza di Wannsee.
  • Aprile-maggio 1945: battaglia di Berlino e resa della città.
  • 1948-1949: blocco e ponte aereo.
  • 13 agosto 1961: costruzione del Muro.
  • 9 novembre 1989: caduta del Muro.
  • 3 ottobre 1990: riunificazione tedesca.

Protagonisti

  • Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, dirigenti della sinistra rivoluzionaria uccisi nel 1919.
  • Adolf Hitler e i vertici del regime nazista.
  • Walter Ulbricht ed Erich Honecker, dirigenti della RDT.
  • I berlinesi dell’Est e dell’Ovest che vissero la divisione.

Perché è importante

Berlino nel Novecento riassume in una sola città le grandi fratture del secolo: democrazia e dittatura, guerra e ricostruzione, divisione e riunificazione. I luoghi della memoria, come il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa o i resti del Muro, permettono oggi di studiare questa storia direttamente sul territorio.

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