Ravenna medievale fu, tra il V e l’VIII secolo, uno dei principali centri politici del Mediterraneo occidentale. Capitale dell’Impero romano d’Occidente dal 402, sede del regno ostrogoto di Teodorico e poi capoluogo dell’Italia bizantina, la città conserva ancora oggi un patrimonio straordinario di chiese e mosaici, che raccontano il passaggio dal mondo romano al Medioevo.
Ravenna medievale: riassunto
Ravenna sorge sulla costa adriatica, in una zona di lagune e corsi d’acqua che nell’antichità offriva protezione e collegamenti marittimi. Il porto di Classe, base della flotta romana, collegava la città alle rotte verso l’Oriente. Proprio per la sua posizione difendibile, nel 402 l’imperatore Onorio vi trasferì la corte da Milano, in un periodo di forte pressione dei popoli germanici sull’Italia.
Dopo la fine dell’Impero d’Occidente nel 476, Ravenna divenne la capitale del regno di Odoacre e poi di quello degli Ostrogoti. Conquistata dai Bizantini nel 540, fu per circa due secoli il centro del potere imperiale in Italia, finché nel 751 cadde nelle mani dei Longobardi.
La capitale degli ultimi imperatori
Nel V secolo Ravenna si riempì di nuovi edifici. A Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio e madre dell’imperatore Valentiniano III, che governò a lungo come reggente, è legato il piccolo edificio noto come mausoleo di Galla Placidia, con una volta di mosaici blu stellati. Nello stesso periodo fu decorato il battistero degli Ortodossi, uno dei più antichi monumenti della città.
Nel 476 Odoacre, capo militare di origine germanica, depose il giovane imperatore Romolo Augustolo e inviò le insegne imperiali a Costantinopoli. Questo evento viene tradizionalmente usato per indicare la caduta dell’Impero romano d’Occidente.
Teodorico e il regno ostrogoto
Nel 493 Teodorico, re degli Ostrogoti, entrò a Ravenna dopo un lungo assedio e fece uccidere Odoacre. Il suo governo cercò un equilibrio tra Goti e Romani: i Goti erano soprattutto soldati, mentre l’amministrazione civile restava affidata a funzionari romani. I Goti, però, erano cristiani ariani, cioè seguivano una dottrina considerata eretica dalla Chiesa di Roma e da Costantinopoli.
A Teodorico si devono la chiesa di Sant’Apollinare Nuovo, nata come chiesa palatina ariana, il battistero degli Ariani e il suo mausoleo, coperto da un enorme monolite di pietra. Dopo la sua morte, nel 526, il regno entrò in crisi.
Giustiniano, la guerra gotica e l’Esarcato
L’imperatore Giustiniano volle riconquistare l’Italia. Nel corso delle guerre gotiche, nel 540 il generale Belisario entrò a Ravenna. Pochi anni dopo furono consacrate le basiliche di San Vitale e di Sant’Apollinare in Classe. In San Vitale si trovano i celebri mosaici che raffigurano Giustiniano e l’imperatrice Teodora con la loro corte: immagini che affermavano la presenza del potere imperiale, anche se nessuno dei due visitò mai la città.
Dopo l’arrivo dei Longobardi in Italia, nel 568, i territori rimasti ai Bizantini furono organizzati sotto la guida di un esarca, un governatore con poteri civili e militari, che risiedeva a Ravenna. Dalla fine del VI secolo la città fu quindi la capitale dell’Esarcato d’Italia. Accanto all’esarca, un ruolo sempre maggiore fu svolto dall’arcivescovo di Ravenna, che a volte entrò in competizione con il papa di Roma.
Chiese, mosaici e identità urbana
San Vitale, Sant’Apollinare Nuovo e Sant’Apollinare in Classe conservano mosaici con imperatori, vescovi, santi e processioni. Non sono solo opere artistiche: esprimono messaggi sulla legittimità del potere, sulla vera fede e sul rapporto tra la città e l’Impero. Dopo la riconquista bizantina, per esempio, i mosaici di Sant’Apollinare Nuovo furono in parte modificati per eliminare le immagini legate alla corte ariana di Teodorico. Dal 1996 otto monumenti paleocristiani e bizantini di Ravenna sono patrimonio mondiale UNESCO.
Dopo il 751
Nel 751 il re longobardo Astolfo conquistò Ravenna, mettendo fine all’Esarcato. Pochi anni dopo i Franchi di Pipino il Breve sconfissero i Longobardi e cedettero i territori dell’Esarcato al papa. Carlo Magno, con il permesso del papa, fece portare da Ravenna marmi e colonne per decorare il suo palazzo di Aquisgrana. Nel Medioevo centrale la città perse importanza politica, anche per l’interramento progressivo delle lagune e del porto. Nel 1321 vi morì in esilio Dante Alighieri, che vi è ancora sepolto.
Date principali
- 402: Ravenna diventa capitale dell’Impero romano d’Occidente.
- 476: Odoacre depone Romolo Augustolo.
- 493: Teodorico conquista la città.
- 526: morte di Teodorico.
- 540: Belisario riporta Ravenna sotto il controllo bizantino.
- 547 circa: consacrazione di San Vitale.
- Fine del VI secolo: Ravenna capitale dell’Esarcato d’Italia.
- 751: conquista longobarda.
- 1321: morte di Dante a Ravenna.
Perché è importante
Ravenna medievale permette di vedere concretamente la transizione dall’Antichità al Medioevo: ultimi imperatori, regni germanici e Impero bizantino si sono succeduti nella stessa città, lasciando monumenti ancora visibili. Per questo è un luogo fondamentale per studiare la storia, l’arte e la religione dell’Italia tardoantica e altomedievale.
Nota sulle fonti
Le informazioni derivano dalle opere di Agnello Ravennate e Paolo Diacono, dal Liber Pontificalis e dagli studi archeologici e storico-artistici sui monumenti ravennati. Le date dell’Esarcato e l’estensione dell’antico porto sono ricostruite attraverso fonti scritte, epigrafiche e dati sul paesaggio; alcuni dettagli restano oggetto di confronto tra gli studiosi.