La mappa del colonialismo più famosa dell’Ottocento è quella dell’Africa spartita tra le potenze europee. Ancora nel 1880 gli europei controllavano soprattutto alcune zone costiere; nel 1913, poco prima della Prima guerra mondiale, quasi tutto il continente era diviso in colonie e protettorati. Questa pagina usa la carta dell’Africa coloniale nel 1913 per seguire la cosiddetta “corsa all’Africa” e capire che cosa fu l’imperialismo europeo. Per il quadro generale puoi partire dalla scheda sull’Ottocento.

L’Africa coloniale nel 1913: come leggere i colori
Nella carta ogni colore indica una potenza coloniale: l’azzurro la Francia, il rosa il Regno Unito, il verde acqua la Germania, il giallo il Belgio, il viola il Portogallo, il verde chiaro l’Italia e il lilla la Spagna. Le sole aree rimaste indipendenti, in bianco, sono l’Etiopia, che aveva sconfitto l’esercito italiano ad Adua nel 1896, e la Liberia, fondata da ex schiavi liberati provenienti dagli Stati Uniti. La carta riporta anche i confini degli Stati attuali: è utile per confrontare le colonie con i paesi nati dopo l’indipendenza, ma ricorda che nel 1913 molte frontiere interne erano diverse.
La corsa all’Africa e la Conferenza di Berlino
Tra il 1884 e il 1885 la Conferenza di Berlino fissò le regole con cui gli Stati europei potevano rivendicare territori africani: bisognava occuparli in modo effettivo e comunicarlo alle altre potenze. Nessun rappresentante africano partecipò. Negli anni successivi le spedizioni militari, i trattati imposti ai capi locali e le compagnie commerciali trasformarono la carta del continente in pochi decenni. Il re del Belgio Leopoldo II ottenne il Congo come possesso personale, poi passato allo Stato belga nel 1908.
I grandi imperi coloniali
Il Regno Unito costruì un impero che andava dall’Egitto al Sudafrica, mentre la Francia dominava gran parte dell’Africa occidentale e settentrionale e il Madagascar. La Germania, arrivata tardi, ottenne il Togo, il Camerun, l’Africa del Sud-Ovest e l’Africa orientale tedesca. L’Italia occupò l’Eritrea e la Somalia e, nel 1911–1912, la Libia; il Portogallo conservò l’Angola e il Mozambico. Approfondimenti su questi processi si trovano nelle schede sull’imperialismo in Africa e sul colonialismo.
Oltre l’Africa: il colonialismo in Asia e nel Pacifico
La spartizione dell’Africa fu solo una parte dell’espansione europea. Nello stesso periodo il Regno Unito governava l’India, dal 1858 sotto il controllo diretto della Corona, e la Birmania; la Francia costruì l’Indocina; i Paesi Bassi controllavano le Indie orientali, l’attuale Indonesia. La Cina, pur restando formalmente indipendente, dovette concedere porti e privilegi commerciali alle potenze straniere dopo le guerre dell’oppio. Alla fine del secolo anche gli Stati Uniti e il Giappone entrarono nella competizione coloniale, conquistando rispettivamente le Filippine e Taiwan. Una carta del mondo nel 1913 mostrerebbe così che gran parte delle terre emerse era sotto il controllo di poche potenze.
Cosa osservare sulla mappa
- Quale potenza controlla più territorio e quale ha i possedimenti più frammentati?
- Il progetto britannico di collegare il Cairo e Città del Capo e quello francese di unire l’Atlantico al Mar Rosso: dove si scontrano?
- I due paesi rimasti indipendenti e le ragioni della loro sopravvivenza.
- I confini rettilinei, tracciati a tavolino senza tenere conto dei popoli che vivevano sul territorio.
- Le colonie tedesche, che nel 1919 passeranno ad altre potenze.
Date chiave
- 1830 – La Francia inizia la conquista dell’Algeria
- 1869 – Apertura del canale di Suez
- 1881–1882 – Protettorato francese sulla Tunisia; occupazione britannica dell’Egitto
- 1884–1885 – Conferenza di Berlino
- 1896 – Battaglia di Adua
- 1899–1902 – Guerra anglo-boera
- 1911–1912 – Guerra italo-turca e conquista italiana della Libia
Domande guida
- Quali motivi economici, politici e culturali spinsero gli europei verso l’Africa?
- Quali conseguenze ebbero i confini coloniali sugli Stati africani indipendenti?
- In che modo la rivalità coloniale contribuì alle tensioni prima della Prima guerra mondiale?
Per altre carte dello stesso periodo torna all’indice delle mappe dell’Ottocento.