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Evoluzione umana: riassunto breve per la scuola

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Prima

Questo è il riassunto dell’evoluzione umana per ripassare prima di un’interrogazione o di una verifica. In breve: la linea che porta a noi si separa da quella degli scimpanzé in Africa circa 7-6 milioni di anni fa. Prima arrivano gli ominini che camminano su due piedi, poi gli australopitechi, poi il genere Homo, che costruisce strumenti, usa il fuoco ed esce dall’Africa. L’Homo sapiens compare circa 300.000 anni fa.

Le tappe principali in ordine

7-6 milioni di anni fa. I primi ominini, come il Sahelanthropus soprannominato Toumaï, trovato in Ciad. Ne abbiamo solo un cranio e pochi frammenti.

4,4 milioni di anni fa. Ardipithecus, in Etiopia: cammina già eretto a terra, ma si arrampica ancora bene sugli alberi.

4-2 milioni di anni fa. Gli australopitechi. Il fossile più famoso è Lucy, un Australopithecus afarensis di circa 3,2 milioni di anni fa, alta poco più di un metro. A Laetoli, in Tanzania, sono conservate impronte di piedi di 3,6 milioni di anni fa: la prova che camminavano su due gambe.

2,4 milioni di anni fa. Homo habilis, “uomo abile”: cervello più grande, scheggia i primi strumenti di pietra nella gola di Olduvai, in Tanzania.

1,9 milioni di anni fa. Homo erectus: alto come noi, grande camminatore. È il primo a lasciare l’Africa e arriva fino in Georgia, in Cina e a Giava. Fabbrica l’amigdala, la pietra lavorata su due facce, e impara a controllare il fuoco.

Da 400.000 a 40.000 anni fa. In Europa vive l’uomo di Neanderthal, robusto e adatto al freddo, che seppelliva i morti.

300.000 anni fa. Compare l’Homo sapiens: i fossili più antichi vengono da Jebel Irhoud, in Marocco.

Le cause: perché siamo cambiati

La spinta principale arriva dal clima. L’Africa orientale diventa più secca, le foreste si riducono e lasciano spazio alla savana. In un ambiente aperto, chi sta in piedi vede più lontano, si scalda meno al sole e ha le mani libere per portare cibo e oggetti. Poi una catena di cambiamenti si alimenta da sola: strumenti migliori significano più carne, un’alimentazione più ricca permette un cervello più grande, e un cervello più grande inventa strumenti ancora migliori. Il fuoco, cuocendo il cibo, rende la digestione più facile.

Le conseguenze

Alla fine di questo lunghissimo percorso c’è una specie capace di linguaggio, di arte e di adattarsi a qualunque ambiente: deserti, ghiacci, isole. È l’Homo sapiens, che da circa 60-70.000 anni fa si diffonde dall’Africa in tutto il pianeta e resta l’unica specie umana sopravvissuta.

Due errori da non fare in verifica

Primo: l’uomo non “discende dalla scimmia”. Uomini e scimpanzé hanno un antenato comune, come due cugini con lo stesso nonno. Secondo: l’evoluzione non è una scala con una sola fila di specie una dopo l’altra. È un cespuglio. Più specie umane sono vissute nello stesso momento, e alcune si sono anche incrociate: molti di noi hanno nel DNA una piccola parte di geni Neanderthal.

Per le spiegazioni complete, con i fossili, le scoperte e le fonti, leggi la pagina sull’evoluzione umana. Per le tappe successive vedi le pagine sull’Homo sapiens e sul Paleolitico. Tutti gli argomenti dell’anno sono nell’indice per la prima.

Una sezione è l’inizio di un percorso.

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