Società di massa e Belle Époque

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Tra Ottocento e Novecento · Europa

Per società di massa si intende la società che nasce in Europa e negli Stati Uniti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando milioni di persone entrano per la prima volta da protagoniste nella vita politica, nel lavoro di fabbrica, nei consumi e nel tempo libero. La Belle Époque è il nome, nato a posteriori, degli anni tra il 1890 circa e il 1914: un periodo di pace tra le grandi potenze, di crescita economica e di fiducia nel progresso, ricordato con nostalgia dopo la catastrofe della Prima guerra mondiale. I due argomenti si studiano insieme perché raccontano lo stesso mondo da due angolazioni.

Che cos’è la società di massa

La società di massa ha alcuni tratti riconoscibili. Proviamo a elencarli, poi li vediamo uno per uno:

  • crescita della popolazione e spostamento nelle città;
  • istruzione elementare diffusa;
  • allargamento del diritto di voto;
  • partiti e sindacati di massa;
  • giornali, pubblicità e consumi standardizzati;
  • tempo libero organizzato: sport, spettacoli, vacanze.

Alla base di tutto c’è la seconda rivoluzione industriale: elettricità, acciaio, chimica, motore a scoppio. Le fabbriche diventano enormi e la produzione in serie, con la catena di montaggio introdotta da Henry Ford nel 1913, abbassa il prezzo di molti oggetti.

Città, scuola e voto

Le città crescono in modo impressionante. Londra supera i sei milioni di abitanti, Parigi e Berlino i due milioni. Si costruiscono reti fognarie, illuminazione elettrica, tram, metropolitane: quella di Londra apre nel 1863, quella di Parigi nel 1900. Vivere in città significa anche vivere a contatto con migliaia di sconosciuti, in quartieri operai sovraffollati.

L’istruzione elementare obbligatoria si diffonde in quasi tutta l’Europa occidentale, e con essa l’alfabetizzazione. Più persone sanno leggere, più giornali si vendono. Nascono i quotidiani popolari a grande tiratura, come il Daily Mail a Londra (1896) o Le Petit Parisien in Francia, che arriva a vendere oltre un milione di copie.

Anche la politica cambia. In molti paesi il diritto di voto si allarga fino al suffragio universale maschile: la Francia lo aveva già dal 1848, la Germania lo introduce per il Reichstag nel 1871, l’Italia nel 1912. Le donne, salvo eccezioni come la Nuova Zelanda (1893) e la Finlandia (1906), devono aspettare: è la stagione delle suffragette, raccontata nella scheda sul suffragio femminile.

Partiti e sindacati di massa

Se votano milioni di persone, non bastano più i notabili che si conoscono tra loro. Nascono partiti organizzati, con iscritti, sedi, giornali, congressi. I primi sono quelli socialisti: la socialdemocrazia tedesca, fondata nel 1875, diventa il partito più grande del Reichstag nel 1912; in Italia il Partito socialista nasce nel 1892. Seguono i partiti cattolici e, più tardi, i movimenti nazionalisti. Accanto ai partiti crescono i sindacati, le cooperative, le società di mutuo soccorso. Per le idee alla base vedi la scheda sul socialismo.

La Belle Époque: luci e ombre

L’espressione è francese e fa pensare a Parigi: l’Esposizione universale del 1889 con la nuova torre Eiffel, quella del 1900, i caffè-concerto, i manifesti di Toulouse-Lautrec, il cinema dei fratelli Lumière, presentato al pubblico nel 1895. Sono gli anni dell’automobile e dei primi voli aerei, della bicicletta che diventa un mezzo popolare, del Tour de France (1903) e delle prime Olimpiadi moderne ad Atene (1896).

Va però detto chiaramente: la “bella epoca” fu bella soprattutto per le classi agiate. Per gli operai erano anni di giornate di dieci o dodici ore, di scioperi e di repressioni. Milioni di europei emigrarono in America perché a casa non trovavano lavoro. E fuori dall’Europa la stessa prosperità poggiava sul dominio coloniale: è l’età dell’imperialismo.

Consumi, pubblicità e tempo libero

Una delle novità più visibili riguarda il modo di comprare. Nelle grandi città aprono i grandi magazzini, come il Bon Marché a Parigi o, in Italia, i magazzini dei fratelli Bocconi a Milano, poi diventati La Rinascente. I prezzi sono fissi e scritti sul cartellino, si può entrare e guardare senza comprare, la merce è esposta in vetrine illuminate. Émile Zola dedicò a questo mondo un romanzo, Al paradiso delle signore.

Con i grandi magazzini arriva la pubblicità moderna: manifesti colorati sui muri, réclame sui giornali, marchi riconoscibili. Si vendono in serie abiti, biciclette, macchine da cucire, prodotti in scatola. Anche il tempo libero diventa un consumo: il calcio si diffonde come spettacolo con squadre, campionati e tifosi; nel 1898 si disputa il primo campionato italiano. Gli impiegati e una parte degli operai cominciano a conoscere la domenica libera e, per pochi, le prime vacanze al mare.

I critici della società di massa

Già allora qualcuno guardava con preoccupazione a questo mondo. Nel 1895 il francese Gustave Le Bon pubblicò Psicologia delle folle, in cui sosteneva che l’individuo, dentro la massa, perde la capacità di ragionare e diventa facile da manipolare. Altri studiosi, come Gaetano Mosca e Vilfredo Pareto in Italia, osservarono che anche nelle democrazie a governare era sempre una minoranza, un’élite.

Queste riflessioni pesano sul Novecento. I regimi totalitari, fascismo e nazismo, sapranno usare proprio gli strumenti della società di massa, la radio, il cinema, le adunate, per costruire il consenso.

La fine della Belle Époque

Sotto la superficie le tensioni crescevano: corsa agli armamenti, rivalità coloniali, nazionalismi aggressivi, crisi nei Balcani. Nell’estate del 1914 tutto precipitò. La Prima guerra mondiale fu la prima guerra di massa: milioni di soldati mobilitati, intere economie piegate allo sforzo bellico, propaganda su giornali e manifesti. Il mondo della Belle Époque non tornò più.

Società di massa nel programma di quinta

È l’argomento con cui si apre il programma di quinta, insieme all’età giolittiana, che ne è la versione italiana. Lo trovi nell’indice di storia per la quinta superiore.

Fonti e approfondimenti

  1. Treccani, Dizionario di Storia, “Società di massa”.
  2. Treccani, Enciclopedia on line, “Belle époque”.

Una sezione è l’inizio di un percorso.

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