Destra e Sinistra storica

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Ottocento · Italia unita

Destra e Sinistra storica sono i due schieramenti liberali che governarono l’Italia nei primi decenni dopo l’Unità. La Destra fu al potere dal 1861 al 1876: costruì lo Stato, portò a termine l’unificazione con Veneto e Roma e raggiunse il pareggio del bilancio a prezzo di tasse pesantissime. La Sinistra governò dal 1876 alla fine del secolo, con Agostino Depretis e poi Francesco Crispi: allargò il voto, rese obbligatoria la scuola elementare e inaugurò la pratica del trasformismo. Si dicono “storiche” per distinguerle dalla destra e dalla sinistra del Novecento: erano entrambe liberali e monarchiche.

Chi erano Destra e Sinistra storica

Non erano partiti come quelli di oggi, con iscritti, sedi e un programma votato. Erano gruppi di deputati, “partiti di notabili”, legati da amicizie, affinità di idee e provenienza regionale. E rappresentavano una porzione minuscola del Paese: alle prime elezioni del Regno votava circa il 2 per cento della popolazione, maschi, con un certo reddito e capaci di leggere e scrivere.

La Destra nasceva dall’eredità di Cavour, morto nel giugno 1861, e dal “connubio” del 1852, l’alleanza tra moderati di destra e di sinistra che gli aveva dato la guida del governo piemontese. I suoi uomini, come Bettino Ricasoli, Quintino Sella, Marco Minghetti, Giovanni Lanza, venivano soprattutto dall’alta borghesia terriera e dall’aristocrazia del Centro-Nord. La Sinistra raccoglieva gli eredi della tradizione democratica, mazziniana e garibaldina, che avevano rinunciato alla repubblica: Agostino Depretis, Benedetto Cairoli, Francesco Crispi, Giovanni Nicotera. La sua base era la media e piccola borghesia, con un forte peso del Sud.

La Destra storica: che cosa fece

Il primo problema era tenere insieme un Paese appena nato, con sette sistemi di leggi, monete, pesi e misure diverse. La Destra scelse l’accentramento: estese all’Italia le leggi del Piemonte e costruì un sistema di province guidate da prefetti nominati dal governo, sul modello francese. Le proposte di autonomie regionali furono accantonate.

Nel Mezzogiorno affrontò il brigantaggio con una dura repressione militare (ne parliamo nella scheda sulla questione meridionale e il brigantaggio). Sul piano esterno completò l’unità: il Veneto arrivò nel 1866 dopo la terza guerra d’indipendenza, Roma nel 1870 con la breccia di Porta Pia. Nel 1871 la legge delle guarentigie regolò da sola i rapporti con il papa, che non la accettò mai: è la questione romana.

Il pareggio del bilancio e la tassa sul macinato

Il nuovo Stato aveva ereditato debiti enormi e doveva costruire ferrovie, strade, scuole, un esercito. La Destra rispose con la vendita dei beni ecclesiastici, prestiti, e soprattutto con le tasse. La più odiata fu la tassa sul macinato, introdotta nel 1868: si pagava per ogni quintale di grano portato al mulino. In pratica colpiva il pane, cioè i poveri. Nel 1869 provocò sommosse in molte campagne, represse con l’esercito e costate molti morti.

Il ministro delle Finanze Quintino Sella è rimasto il simbolo di questa politica di “economia fino all’osso”. Nel 1876 il governo Minghetti annunciò il pareggio del bilancio, per la prima volta dal 1861. Un successo vero, che rafforzò la credibilità dell’Italia. Ma fu proprio il peso fiscale a far perdere alla Destra il consenso.

La “rivoluzione parlamentare” del 1876

Nel marzo 1876 un gruppo di deputati toscani della Destra, contrari al progetto di affidare le ferrovie allo Stato, votò con l’opposizione. Il governo Minghetti cadde e il re affidò l’incarico ad Agostino Depretis. Il passaggio fu chiamato “rivoluzione parlamentare”, anche se di rivoluzionario aveva poco: non c’erano state elezioni, solo un cambio di maggioranza. Nelle elezioni dell’autunno la Sinistra vinse largamente.

La Sinistra storica: le riforme

Depretis aveva presentato il suo programma l’anno prima a Stradella, nel suo collegio. Prometteva istruzione, allargamento del voto, meno tasse, decentramento. Alcune promesse furono mantenute.

  • Legge Coppino (1877): scuola elementare obbligatoria e gratuita per i primi anni, dai sei ai nove anni. L’obbligo però fu a lungo poco rispettato, soprattutto nelle campagne.
  • Abolizione della tassa sul macinato, decisa nel 1880 e completata nei primi anni Ottanta.
  • Riforma elettorale (1882): età per votare abbassata a 21 anni e requisito di saper leggere e scrivere; gli elettori salirono dal 2 a circa il 6 per cento della popolazione.
  • Protezionismo: dazi su prodotti industriali e, dal 1887, una tariffa che proteggeva industria e grano.

Che cos’è il trasformismo

Nel 1882 Depretis invitò i deputati della Destra disposti a sostenere il governo a “trasformarsi”, cioè a entrare nella sua maggioranza. Molti accettarono. Da allora la distinzione tra Destra e Sinistra divenne sfumata: si formavano maggioranze ampie e mutevoli, tenute insieme da favori, nomine e opere pubbliche nei collegi.

Il trasformismo garantì stabilità, ma impoverì il dibattito politico e alimentò il clientelismo. Il giudizio degli storici resta diviso: c’è chi vi vede solo opportunismo, chi un modo per allargare la classe dirigente in un Paese senza veri partiti.

Differenze tra Destra e Sinistra storica

  • Base sociale: Destra, aristocrazia e alta borghesia del Nord; Sinistra, media borghesia e professioni, con molti deputati meridionali.
  • Economia: Destra liberista e attenta al bilancio; Sinistra più disposta alla spesa e, dal 1887, protezionista.
  • Politica estera: Destra vicina alla Francia; Sinistra verso la Triplice alleanza con Germania e Austria (1882) e le prime imprese coloniali in Eritrea.
  • Diritti: la Sinistra allargò il voto e l’istruzione, ma con Crispi usò spesso la mano pesante contro le proteste sociali.

Destra e Sinistra storica nel programma di quarta

L’argomento chiude la quarta, subito dopo l’unità d’Italia. In alcune scuole si sposta all’inizio della quinta. La posizione esatta è nell’indice di storia per la quarta superiore.

Fonti e approfondimenti

  1. Treccani, Dizionario di Storia, “Destra storica italiana”.
  2. Treccani, Dizionario di Storia, “Sinistra storica italiana”.

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