Greta Thunberg

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Greta Thunberg è l’attivista svedese che nel 2018, a quindici anni, cominciò a saltare la scuola per protestare davanti al Parlamento di Stoccolma contro l’inerzia dei governi sul cambiamento climatico. Da quel gesto solitario nacque in pochi mesi un movimento giovanile mondiale, Fridays for Future. È una figura molto amata e molto criticata, e proprio per questo è utile guardare la sua storia con calma, separando i fatti dalle polemiche. La scheda fa parte dei personaggi della storia del presente.

Lo sciopero scolastico del 2018

Greta Thunberg è nata a Stoccolma il 3 gennaio 2003. La madre è una cantante lirica, il padre un attore. Ha raccontato più volte di aver scoperto il problema del clima da bambina e di esserne rimasta così colpita da cadere in depressione. Le è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, che lei ha descritto come una condizione che le permette di vedere le cose “in bianco e nero”, senza compromessi.

Il 20 agosto 2018, poche settimane prima delle elezioni svedesi, si sedette davanti al Riksdag, il Parlamento, con un cartello scritto a mano: Skolstrejk för klimatet, “sciopero scolastico per il clima”. All’inizio era sola. Dopo le elezioni decise di continuare ogni venerdì. Le fotografie girarono sui social, e studenti di altri paesi cominciarono a imitarla.

Fridays for Future e le piazze del 2019

Nel giro di pochi mesi gli scioperi del venerdì si diffusero in Europa e poi nel mondo con il nome di Fridays for Future. A dicembre 2018 Greta parlò alla conferenza dell’ONU sul clima di Katowice, in Polonia, accusando i leader di non essere abbastanza maturi da dire la verità. Nel 2019 le giornate di sciopero globale portarono in piazza milioni di persone, soprattutto giovanissimi, anche in molte città italiane. È uno dei capitoli più recenti della storia dei movimenti ambientalisti e delle mobilitazioni studentesche.

Per evitare le emissioni dell’aereo, nell’estate 2019 attraversò l’Atlantico in barca a vela per partecipare al vertice sul clima delle Nazioni Unite a New York. Il 23 settembre 2019 pronunciò lì il suo discorso più famoso, con la voce rotta dalla rabbia: “Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote”, e quel “How dare you?”, “come osate?”, rivolto ai leader del mondo. Alla fine dell’anno la rivista Time la nominò persona dell’anno.

Che cosa chiede

Il messaggio di Greta Thunberg è sempre stato semplice: “ascoltate la scienza”. Cita i rapporti dell’IPCC, il gruppo di scienziati dell’ONU sul clima, e chiede di ridurre rapidamente le emissioni di gas serra per rispettare gli obiettivi dell’accordo di Parigi del 2015, che punta a contenere il riscaldamento globale ben sotto i 2 gradi. Insiste anche sulla “giustizia climatica”: i paesi e le persone che hanno inquinato meno sono spesso quelli che soffrono di più le conseguenze.

Critiche e polemiche

Fin dall’inizio Greta è stata anche bersaglio di attacchi, spesso personali, che riguardavano la sua età, la sua condizione o la sua famiglia. Altre critiche sono di merito: c’è chi giudica le sue richieste irrealistiche per l’economia, chi la considera troppo pessimista, chi pensa che un movimento così legato a una sola persona sia fragile. Lei ha sempre risposto di non voler essere un simbolo, ma di voler far parlare dei dati scientifici.

Dal clima ad altre cause

Con la pandemia di Covid-19 le piazze si svuotarono, e il movimento si spostò in parte online. Finita la scuola, Greta ha continuato a partecipare a proteste, anche di disobbedienza civile: nel 2023 è stata fermata più volte dalla polizia, per esempio in Germania durante le manifestazioni contro l’ampliamento di una miniera di carbone a Lützerath, e in Norvegia a fianco del popolo sami contro un parco eolico costruito sui loro pascoli di renne.

Negli ultimi anni si è impegnata molto anche sulla guerra a Gaza, una scelta che ha diviso i suoi sostenitori. Nel giugno 2025 era a bordo della barca Madleen, diretta a Gaza con aiuti simbolici, fermata dalla marina israeliana; in autunno ha partecipato alla Global Sumud Flotilla, intercettata da Israele all’inizio di ottobre. Il 6 ottobre 2025 è stata espulsa in Grecia insieme a decine di altri attivisti, che hanno denunciato maltrattamenti durante la detenzione; il governo israeliano ha respinto le accuse. Il contesto è nella scheda sul conflitto israelo-palestinese.

In breve

Greta Thunberg, nata nel 2003, ha avviato nel 2018 lo sciopero scolastico per il clima da cui è nato Fridays for Future. Nel 2019 ha parlato all’ONU ed è diventata il volto di una mobilitazione giovanile mondiale, tra grande sostegno e forti critiche. In seguito ha allargato il suo impegno ad altre cause, compresa Gaza, partecipando nel 2025 a due spedizioni navali fermate da Israele.

Fonti per approfondire

  • Greta Thunberg, Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza, Mondadori, 2019
  • ONU, United Nations Climate Action Summit, 23 settembre 2019 (testo e video del discorso)
  • BBC News e AP, 6 ottobre 2025: espulsione degli attivisti della Global Sumud Flotilla

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