Innocenzo III (1160/61-1216), al secolo Lotario dei conti di Segni, fu papa dal 1198 al 1216 ed è considerato il pontefice che portò il potere del papato medievale al suo punto più alto. Intervenne nelle elezioni imperiali, costrinse il re d’Inghilterra a dichiararsi suo vassallo, bandì crociate contro i musulmani e contro gli eretici, approvò la regola di san Francesco e convocò il IV concilio lateranense, che fissò regole valide per secoli. Fu eletto a trentasette anni. Quasi nessun papa prima di lui era stato così giovane.
Lotario di Segni: studi a Parigi e a Bologna
Lotario nacque intorno al 1160 a Gavignano, nel Lazio, in una famiglia della nobiltà romana, i conti di Segni. Studiò teologia a Parigi e diritto a Bologna, le due università più prestigiose d’Europa. Era quindi insieme un teologo e un giurista, e questo si vede in tutta la sua azione: pensava in termini di principi, ma sapeva tradurli in norme e procedure.
Prima di diventare papa scrisse un trattato dal titolo eloquente, Sulla miseria della condizione umana. Nel 1190 fu nominato cardinale. L’8 gennaio 1198, il giorno stesso della morte del predecessore, fu eletto papa.
Il sole e la luna: l’idea di Innocenzo III
Per spiegare come vedeva il rapporto tra Chiesa e potere politico, Innocenzo usò un’immagine che i manuali riportano spesso. Dio, scrisse in una lettera del 1198, ha posto nel cielo due grandi luci: il sole, che illumina il giorno, e la luna, che illumina la notte. Così, nella cristianità, ci sono l’autorità del papa e il potere dei re. Ma la luna riceve la sua luce dal sole.
Il senso è chiaro: il potere dei sovrani è legittimo, ma dipende da quello spirituale. Innocenzo si definiva “vicario di Cristo”, non solo successore di Pietro. Non pretendeva di governare direttamente i regni; rivendicava però il diritto di giudicare i re quando c’era di mezzo il peccato, cioè quasi sempre.
Il tutore di Federico II e la corona imperiale
Alla morte dell’imperatore Enrico VI, figlio del Barbarossa, l’erede era un bambino di tre anni, Federico. La madre, Costanza d’Altavilla, morì nel 1198 e nel testamento affidò il figlio e il regno di Sicilia alla tutela del papa.
In Germania intanto due candidati si contendevano la corona: Filippo di Svevia e Ottone di Brunswick. Innocenzo sostenne Ottone, lo incoronò imperatore nel 1209 e poco dopo lo scomunicò, quando Ottone invase l’Italia meridionale. Allora appoggiò il suo ex pupillo, il giovane Federico II. La vittoria del re di Francia, alleato di Federico, nella battaglia di Bouvines del 1214 chiuse la partita.
Giovanni Senzaterra e l’Inghilterra vassalla
Lo scontro con il re d’Inghilterra Giovanni, detto Senzaterra, nacque dalla nomina dell’arcivescovo di Canterbury. Il papa impose il suo candidato, Stefano Langton; il re lo rifiutò. Nel 1208 Innocenzo colpì l’Inghilterra con l’interdetto: per anni nelle chiese inglesi non si celebrarono messe pubbliche né matrimoni solenni. Poi scomunicò il re. Nel 1213 Giovanni cedette e dichiarò l’Inghilterra feudo della Santa Sede. Due anni dopo, quando i baroni ribelli gli imposero la Magna Carta, fu proprio il papa, ormai suo protettore, ad annullarla.
La quarta crociata e il sacco di Costantinopoli
Innocenzo voleva una crociata per riconquistare Gerusalemme. La quarta crociata, partita da Venezia nel 1202, prese invece un’altra strada. I crociati, che non avevano i soldi per pagare le navi veneziane, accettarono di attaccare Zara, città cristiana dell’Adriatico. Il papa li scomunicò. Poi, coinvolti nelle lotte dinastiche bizantine, nell’aprile 1204 assalirono e saccheggiarono Costantinopoli, la più grande città cristiana d’Oriente.
Innocenzo condannò le violenze, ma accettò il risultato: la nascita di un impero latino a Costantinopoli. La frattura tra cristiani d’Occidente e d’Oriente divenne più profonda. La vicenda si inserisce nella storia delle crociate.
La crociata contro gli albigesi
Nel sud della Francia si erano diffusi i catari, chiamati anche albigesi dalla città di Albi: credevano in un mondo diviso tra un principio buono e uno malvagio e rifiutavano la Chiesa di Roma. Quando nel 1208 un legato pontificio fu assassinato, Innocenzo bandì una crociata contro di loro e contro i signori che li proteggevano. Nel 1209 la città di Béziers fu presa e la popolazione massacrata. La guerra durò vent’anni e diventò anche una conquista del Mezzogiorno francese da parte dei baroni del nord.
San Francesco, il sogno e i nuovi ordini
Nel 1209 o 1210 si presentò al papa un gruppo di penitenti poveri guidati da Francesco d’Assisi, che chiedevano di vivere secondo il Vangelo. Innocenzo approvò a voce la loro regola. Il biografo di Francesco, Bonaventura, racconta che il papa aveva sognato la basilica del Laterano sul punto di crollare, sorretta da un piccolo frate. Giotto dipinse la scena nella basilica superiore di Assisi. Anche Dante, nel canto XI del Paradiso, ricorda quel primo “sigillo” dato da Innocenzo all’ordine francescano.
Il IV concilio lateranense
Nel novembre 1215 Innocenzo riunì nella Roma medievale, in Laterano, più di quattrocento vescovi e centinaia di abati. Il IV concilio lateranense definì la dottrina della transustanziazione, impose a tutti i fedeli di confessarsi e di ricevere la comunione almeno una volta l’anno, a Pasqua, e vietò ai sacerdoti di partecipare alle ordalie. Stabilì anche che ebrei e musulmani portassero segni distintivi sugli abiti: una norma che ebbe conseguenze pesanti per secoli.
Innocenzo morì pochi mesi dopo, il 16 luglio 1216, a Perugia, mentre preparava una nuova crociata. Lo storico che lo studia oggi vi trova un uomo di grande intelligenza giuridica e di profonda fede, che però considerava la forza, anche armata, uno strumento legittimo per difendere la Chiesa.
Fonti e bibliografia per approfondire
- Enciclopedia dei Papi Treccani, voce “Innocenzo III”
- Encyclopaedia Britannica, voce “Innocent III”
- Walter Ullmann, The Growth of Papal Government in the Middle Ages, Methuen, 1955
- John C. Moore, Pope Innocent III (1160/61-1216): To Root Up and to Plant, Brill, 2003