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John Fitzgerald Kennedy

Epoca:

John Fitzgerald Kennedy (1917-1963), noto con le iniziali JFK, fu il trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti. Eletto nel 1960 a quarantatré anni, era il più giovane presidente mai eletto e il primo cattolico alla Casa Bianca. Restò in carica poco più di mille giorni. In quel tempo affrontò la crisi dei missili di Cuba, il momento in cui il mondo fu più vicino a una guerra nucleare, lanciò la corsa alla Luna e propose una legge sui diritti civili. Il 22 novembre 1963 fu ucciso a Dallas. Quasi ogni americano dell’epoca ricordava per tutta la vita dove si trovava quando lo seppe.

Una famiglia ambiziosa del Massachusetts

Kennedy nacque il 29 maggio 1917 a Brookline, vicino a Boston, secondo di nove figli di una famiglia di origine irlandese e cattolica. Il padre, Joseph, era un uomo d’affari ricchissimo, poi ambasciatore a Londra, e aveva un progetto chiaro: uno dei suoi figli sarebbe diventato presidente. Il prescelto era il primogenito, Joseph junior.

John era un ragazzo intelligente ma spesso malato, e per tutta la vita soffrì di dolori alla schiena e di altri disturbi che tenne nascosti al pubblico. Si laureò a Harvard nel 1940 con una tesi sulla politica britannica davanti a Hitler, che fu pubblicata come libro.

La PT-109 e la guerra

Nella seconda guerra mondiale servì in Marina, nel Pacifico, al comando di una piccola motosilurante, la PT-109. Nell’agosto 1943, di notte, un cacciatorpediniere giapponese la speronò e la tagliò in due. Kennedy radunò i superstiti e nuotò per ore verso un’isola, trascinando un marinaio ferito con una cinghia del giubbotto stretta tra i denti. L’episodio, raccontato dai giornali, lo rese un eroe.

Il fratello maggiore Joseph morì nel 1944 in una missione aerea. Le speranze del padre passarono a John.

Dal Congresso alla Casa Bianca

Fu eletto alla Camera dei rappresentanti nel 1946 e al Senato nel 1952. L’anno dopo sposò Jacqueline Bouvier. Nel 1960 vinse la candidatura democratica e sfidò il vicepresidente repubblicano Richard Nixon.

Quella campagna è ricordata per i primi dibattiti presidenziali trasmessi in televisione. Chi li ascoltò alla radio pensò che avesse vinto Nixon; chi li guardò vide un Kennedy abbronzato e tranquillo accanto a un Nixon pallido e sudato. Kennedy vinse le elezioni con un margine di voti popolari strettissimo.

Nel discorso di insediamento, il 20 gennaio 1961, chiese agli americani di non domandarsi che cosa il Paese potesse fare per loro, ma che cosa loro potessero fare per il Paese.

La Baia dei Porci e Berlino

Il primo grande errore arrivò dopo tre mesi. Nell’aprile 1961 circa 1.400 esuli cubani, addestrati e armati dalla CIA con un piano preparato sotto Eisenhower, sbarcarono nella Baia dei Porci per rovesciare Fidel Castro. Furono sconfitti in tre giorni. Kennedy si assunse pubblicamente la responsabilità.

Nel giugno 1961 incontrò a Vienna il leader sovietico Chruščëv, che lo giudicò inesperto. In agosto, a Berlino, fu costruito il Muro. Nel giugno 1963 Kennedy parlò davanti a una folla immensa a Berlino Ovest e pronunciò in tedesco la frase rimasta celebre: “Ich bin ein Berliner”.

La crisi dei missili di Cuba

Nell’ottobre 1962 gli aerei spia americani fotografarono a Cuba, un’isola a circa 150 chilometri dalle coste della Florida, le rampe di missili nucleari sovietici. Per tredici giorni Kennedy e i suoi consiglieri discussero che cosa fare. Alcuni generali volevano bombardare l’isola. Kennedy scelse un blocco navale, che chiamò “quarantena”, e trattò. Il 28 ottobre Chruščëv annunciò il ritiro dei missili; in cambio gli Stati Uniti promisero di non invadere Cuba e, in segreto, di ritirare i loro missili dalla Turchia. La storia completa è nella scheda sulla crisi dei missili di Cuba.

Dopo quello spavento le due superpotenze installarono una linea diretta tra Washington e Mosca e nel 1963 firmarono un trattato che vietava gli esperimenti nucleari nell’atmosfera.

La Luna, il Vietnam e i diritti civili

Nel maggio 1961, davanti al Congresso, Kennedy fissò un obiettivo: portare un uomo sulla Luna e riportarlo a terra entro la fine del decennio. Era una sfida alla guerra fredda combattuta con i razzi invece che con le armi, e riuscì nel 1969, quando lui era già morto.

In Vietnam aumentò il numero dei consiglieri militari americani da poche centinaia a circa sedicimila. Che cosa avrebbe fatto dopo è una delle domande più discusse dagli storici: alcuni pensano che avrebbe evitato l’escalation, altri che non si sarebbe comportato diversamente dai successori. La vicenda prosegue nella scheda sulla guerra del Vietnam.

Sui diritti civili fu a lungo cauto, per non perdere i voti dei democratici del Sud. Ma le manifestazioni guidate da Martin Luther King e la violenza della polizia in Alabama lo spinsero ad agire: nel giugno 1963, in un discorso televisivo, definì la questione razziale un problema morale e annunciò una grande legge sui diritti civili. Fu approvata nel 1964, dopo la sua morte.

L’assassinio di Dallas

Il 22 novembre 1963 Kennedy attraversava Dallas, in Texas, su un’auto scoperta accanto alla moglie. Alle 12:30 fu colpito da colpi di fucile sparati da un edificio che dava sulla strada e morì poco dopo in ospedale. Fu arrestato Lee Harvey Oswald, un ex marine che era vissuto in Unione Sovietica. Due giorni dopo, nei sotterranei della polizia, Oswald fu ucciso davanti alle telecamere da Jack Ruby, il proprietario di un locale notturno. La commissione d’inchiesta presieduta dal giudice Earl Warren concluse nel 1964 che Oswald aveva agito da solo. Da allora le teorie alternative non si sono mai spente.

Il vicepresidente Lyndon Johnson giurò quello stesso pomeriggio sull’aereo presidenziale. Kennedy è rimasto, nella memoria collettiva, il simbolo di una stagione di speranza interrotta; gli storici, con gli archivi aperti, ne descrivono anche le esitazioni e gli errori.

Fonti e bibliografia per approfondire

  • Enciclopedia Treccani online, voce dedicata a John Fitzgerald Kennedy
  • Encyclopaedia Britannica, voce “John F. Kennedy”
  • Robert Dallek, An Unfinished Life: John F. Kennedy, 1917-1963, Little, Brown, 2003

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