Età dei metalli: riassunto breve per la scuola

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Prima

Questo è il riassunto dell’età dei metalli, l’ultima fase della preistoria. Comincia quando gli esseri umani imparano a lavorare i metalli: prima il rame, intorno al 5000-4500 a.C. nel Vicino Oriente, poi il bronzo, dal 3300 a.C. circa, e infine il ferro, dal 1200 a.C. circa. Si divide quindi in tre periodi: età del rame, età del bronzo, età del ferro. Con i metalli cambiano gli strumenti, le armi, i commerci e la società.

Età del rame (Eneolitico)

Il rame si trova in natura anche allo stato puro ed è facile da lavorare: si può battere a freddo o fondere a temperature non altissime. All’inizio si usa per piccoli oggetti, ornamenti, punte, asce. In Italia l’età del rame va più o meno dal 3500 al 2200 a.C. Il testimone più famoso è Ötzi, l’uomo del Similaun, morto circa 5.300 anni fa sulle Alpi tra Italia e Austria, che portava con sé un’ascia di rame quasi puro.

Età del bronzo

Il bronzo è una lega di rame e stagno, circa nove parti a una. È molto più duro del rame e si può fondere in stampi per ottenere spade, asce, elmi, vasi. Il problema è lo stagno: è raro e si trova in poche regioni, come la Cornovaglia, la Spagna, la Boemia. Per procurarselo nascono lunghe rotte commerciali per terra e per mare. È l’età delle grandi civiltà del Vicino Oriente e del Mediterraneo: Egizi, Babilonesi, Ittiti, Minoici, Micenei. In Italia fioriscono le terramare in pianura padana e la civiltà nuragica in Sardegna, con le sue torri di pietra.

Età del ferro

Il ferro è molto più diffuso del rame e dello stagno, ma è difficile da lavorare: richiede forni più caldi e una lunga battitura per eliminare le impurità. Gli Ittiti, in Anatolia, sono tra i primi a usarlo in modo esteso. Dopo il crollo delle civiltà del bronzo, intorno al 1200 a.C., il ferro si diffonde in tutto il Mediterraneo. In Italia è l’epoca della cultura villanoviana, da cui nascerà la civiltà etrusca.

Le cause del cambiamento

Il passaggio ai metalli nasce da una scoperta tecnica, la metallurgia, probabilmente legata all’esperienza dei forni per la ceramica. Ma si diffonde perché i metalli danno vantaggi enormi: strumenti più resistenti per lavorare i campi e il legno, armi più efficaci, oggetti di prestigio che mostrano la ricchezza di chi li possiede.

Le conseguenze

Nascono figure nuove, come il fabbro e il minatore, artigiani specializzati che non coltivano la terra. I commerci si allargano. Chi controlla miniere e rotte diventa ricco e potente: le differenze sociali aumentano e compaiono capi guerrieri, sepolti con armi e gioielli. Le guerre diventano più frequenti e i villaggi si circondano di mura. Nello stesso periodo, in Mesopotamia e in Egitto, nascono le prime città e la scrittura: con la scrittura, per convenzione, finisce la preistoria e comincia la storia.

Da ricordare

Le date cambiano molto da regione a regione. Il ferro arriva in Europa settentrionale secoli dopo il Vicino Oriente, e in alcune parti del mondo, come le Americhe, l’età del ferro non c’è mai stata prima dell’arrivo degli Europei. Quando studi queste fasi, chiediti sempre: dove?

Per la spiegazione completa leggi la pagina sull’età dei metalli. La fase precedente è nel riassunto della rivoluzione neolitica; quella successiva nella pagina sulla nascita della scrittura. Tutti gli argomenti dell’anno sono nell’indice per la prima.

Una sezione è l’inizio di un percorso.

Rientra nell’archivio principale o consulta strumenti, cronologie e mappe per ampliare la ricerca.

Esplora le epocheConsulta le risorse