La nascita della scrittura avvenne alla fine del IV millennio a.C., quando in Mesopotamia, nella città di Uruk, e poco dopo in Egitto si cominciarono a usare segni grafici per registrare in modo stabile parole e informazioni. La scrittura non fu un’invenzione improvvisa, ma lo sviluppo di sistemi di conteggio e di segni nati per esigenze pratiche, soprattutto amministrative. Per convenzione, la sua comparsa segna il passaggio dalla preistoria alla storia.
Nascita della scrittura: riassunto
I più antichi documenti scritti conosciuti sono migliaia di tavolette d’argilla trovate a Uruk, nel sud della Mesopotamia, risalenti a circa il 3300-3200 a.C. Contengono soprattutto conti: quantità di grano, bestiame, tessuti, razioni per i lavoratori. Nello stesso periodo, in Egitto, comparvero i primi geroglifici. Nei millenni successivi la scrittura nacque in modo indipendente anche in Cina e in America centrale, mentre nel Mediterraneo orientale, intorno al 1000 a.C., si affermò l’alfabeto, da cui derivano quello greco e quello latino.
Perché nacque la scrittura
La scrittura nacque nelle prime società urbane, dove templi e palazzi gestivano grandi quantità di beni e di lavoro. Per controllare raccolti, magazzini, tributi e scambi non bastava più la memoria. Secondo un’ipotesi molto discussa, avanzata dall’archeologa Denise Schmandt-Besserat, i segni più antichi deriverebbero da piccoli gettoni d’argilla di forme diverse, usati da millenni per contare i beni. In ogni caso, la scrittura fu legata fin dall’inizio all’amministrazione e al potere, e si sviluppò insieme alla nascita delle città e alla nascita dei primi Stati.
La scrittura cuneiforme in Mesopotamia
All’inizio i segni erano soprattutto disegni stilizzati di oggetti (pittogrammi), tracciati sull’argilla fresca. Col tempo vennero impressi con uno stilo di canna dalla punta triangolare, che lasciava segni a forma di cuneo: per questo la scrittura è detta cuneiforme. I segni non indicarono più solo oggetti, ma anche sillabe e suoni, permettendo di scrivere frasi complete. Il cuneiforme, nato per la lingua sumerica, fu adattato poi all’accadico e a molte altre lingue del Vicino Oriente, e fu usato per circa tremila anni.
Con la scrittura si poterono registrare leggi, trattati, lettere, testi religiosi e letterari, come l’Epopea di Gilgamesh. Uno dei testi più famosi è il codice di leggi del re di Babilonia Hammurabi, inciso su una stele nel XVIII secolo a.C. Gli scribi erano formati in apposite scuole e godevano di grande prestigio.
I geroglifici egizi
In Egitto le prime iscrizioni risalgono anch’esse alla fine del IV millennio a.C. I geroglifici, che i greci chiamarono “segni sacri”, combinavano segni che rappresentavano oggetti, idee e suoni. Erano usati soprattutto su monumenti e tombe; per i documenti di tutti i giorni, scritti su papiro, si svilupparono forme più rapide, la ieratica e poi la demotica. La loro comprensione si perse in età tardoantica e fu recuperata solo nel 1822, quando il francese Jean-François Champollion li decifrò grazie alla stele di Rosetta, che riportava lo stesso testo in geroglifico, demotico e greco. Per approfondire si veda il percorso sull’antico Egitto.
La scrittura in altre parti del mondo
- Valle dell’Indo: la civiltà di Harappa usò, nel III millennio a.C., segni incisi su sigilli che non sono ancora stati decifrati.
- Cina: le testimonianze più antiche sono le iscrizioni su ossa e gusci di tartaruga usati per la divinazione sotto la dinastia Shang, intorno al 1200 a.C.; da questa scrittura deriva quella cinese attuale.
- Mesoamerica: diversi popoli svilupparono sistemi di scrittura indipendenti; il più conosciuto è quello dei Maya, decifrato in gran parte nel Novecento.
- Egeo: a Creta e nella Grecia micenea si usarono la Lineare A, ancora non decifrata, e la Lineare B, decifrata nel 1952 da Michael Ventris, che dimostrò che serviva a scrivere una forma antica di greco.
L’alfabeto
Nei sistemi più antichi i segni erano centinaia, e solo gli scribi professionisti sapevano usarli. Una grande semplificazione arrivò con l’alfabeto, in cui ogni segno corrisponde a un suono. Le prime forme comparvero tra Egitto e Sinai nel II millennio a.C.; intorno al 1000 a.C. i Fenici usavano un alfabeto di 22 segni per le consonanti. I Greci lo adottarono e aggiunsero le vocali; dai Greci, attraverso gli Etruschi, l’alfabeto passò ai Romani, da cui deriva quello che usiamo oggi.
Le conseguenze della nascita della scrittura
- l’amministrazione di Stati e templi divenne più efficiente, con conti, censimenti e archivi;
- le leggi poterono essere scritte e rese pubbliche;
- la memoria del passato fu conservata in cronache, liste di re e iscrizioni, che sono le prime fonti scritte per gli storici;
- la cultura e la religione si arricchirono di testi letterari, inni e miti;
- nuovi gruppi sociali, come gli scribi, acquistarono importanza.
Per gli storici la nascita della scrittura è un confine convenzionale: le società che non usavano la scrittura, studiate soprattutto con l’archeologia, non erano per questo meno complesse, come mostra la rivoluzione neolitica.
Fonti e bibliografia per approfondire
- Treccani, voci storiche e biografiche di riferimento.
- Encyclopaedia Britannica, sintesi e cronologie di confronto.
- Cambridge Ancient History e studi monografici aggiornati sul tema.
- Fonti antiche, iscrizioni, documenti amministrativi e dati archeologici da leggere criticamente.