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Nascita dei primi Stati

La nascita dei primi Stati avvenne tra la fine del IV e il III millennio a.C. nelle grandi valli fluviali del Vicino Oriente, in Mesopotamia e in Egitto, e più tardi in altre parti del mondo. Per la prima volta un potere centrale stabile, guidato da re o sovrani considerati vicini agli dèi, controllava un territorio definito, riscuoteva tributi, disponeva di funzionari e di un esercito e faceva rispettare leggi comuni. Lo Stato nacque insieme alle prime città e alla scrittura, e ne fu in parte il risultato.

Nascita dei primi Stati: riassunto

Nelle società di villaggio del Neolitico il potere era esercitato da capi, anziani o famiglie importanti, senza istituzioni permanenti. Con la nascita delle città in Mesopotamia, i templi e poi i palazzi cominciarono a organizzare il lavoro, i raccolti e la difesa. Si formarono così le città-stato sumeriche, ciascuna con il proprio territorio e il proprio sovrano. Intorno al 3100 a.C. l’Egitto fu unificato in un unico regno guidato dal faraone. Nel corso del III millennio a.C., in Mesopotamia, si arrivò al primo impero, quello di Akkad.

Che cos’è uno Stato

Gli storici e gli antropologi considerano Stato un’organizzazione politica che ha alcune caratteristiche:

  • un territorio con confini più o meno definiti;
  • un’autorità centrale permanente, che prende decisioni valide per tutti;
  • un apparato di funzionari che amministra, conta e registra;
  • un sistema di tributi in natura o in lavoro, per mantenere il palazzo, il tempio e l’esercito;
  • una forza armata per difendere il territorio e imporre l’obbedienza;
  • leggi e una giustizia comuni.

Il passaggio dalle forme di organizzazione precedenti, descritte nella voce sulle prime forme di organizzazione sociale, non avvenne in un momento preciso: fu un processo lungo, con molte forme intermedie.

I primi Stati in Mesopotamia

Le città sumeriche, come Uruk, Ur, Lagash e Umma, erano Stati indipendenti, spesso in guerra tra loro per il controllo delle terre e dei canali. Il loro sovrano, chiamato ensi o lugal (“grande uomo”), era considerato il rappresentante del dio protettore della città. La scrittura, nata per l’amministrazione, permise di registrare tributi, razioni e proprietà: la nascita della scrittura e quella dello Stato sono strettamente legate.

Intorno al 2300 a.C. Sargon di Akkad sottomise le città sumeriche e creò il primo impero della storia, che univa popoli e città diverse sotto un solo re. Più tardi, nel XVIII secolo a.C., il re di Babilonia Hammurabi unificò di nuovo la Mesopotamia e fece incidere su una stele un codice di leggi, che regolava commercio, famiglia, proprietà e pene. Per approfondire si veda il percorso sulla Mesopotamia.

L’Egitto dei faraoni

In Egitto lo Stato nacque in forma diversa: non tante città indipendenti, ma un unico regno lungo il Nilo. Secondo la tradizione, intorno al 3100 a.C. un re, identificato con Narmer o Menes, unificò l’Alto e il Basso Egitto. Il faraone era considerato un dio vivente, garante dell’ordine del mondo e delle piene del Nilo. Il Paese era diviso in distretti amministrativi, i nomi, governati da funzionari; gli scribi registravano raccolti e tributi, e il visir guidava l’amministrazione. Le grandi piramidi dell’Antico Regno, come quella di Cheope a Giza, mostrano la capacità dello Stato di organizzare migliaia di lavoratori e grandi risorse. Lo Stato egizio durò, con fasi di crisi, per circa tremila anni, fino a sovrani come Ramses II e oltre. Per approfondire si veda il percorso sull’antico Egitto.

I primi Stati in altre parti del mondo

Stati con caratteristiche simili nacquero in modo indipendente anche altrove: nella valle dell’Indo nel III millennio a.C., in Cina nel II millennio a.C. con la dinastia Shang, in Mesoamerica e nelle Ande nei millenni successivi.

Perché nacquero i primi Stati: le teorie

Gli studiosi hanno proposto diverse spiegazioni:

  • la teoria “idraulica”: lo Stato sarebbe nato per organizzare le grandi opere di irrigazione; oggi si pensa che sia una spiegazione parziale;
  • la redistribuzione: templi e palazzi raccoglievano il surplus agricolo e lo redistribuivano, accumulando potere;
  • la guerra: la competizione tra comunità avrebbe favorito capi militari e strutture di comando stabili;
  • la religione: il legame tra sovrano e divinità rendeva il potere legittimo agli occhi dei sudditi.

Probabilmente tutti questi fattori agirono insieme, rafforzandosi a vicenda, in modi diversi a seconda delle regioni.

Le conseguenze

La nascita dei primi Stati permise grandi opere, una maggiore sicurezza e la conservazione di leggi e conoscenze. Allo stesso tempo portò disuguaglianze più marcate tra governanti e governati, il lavoro obbligatorio, la schiavitù e guerre su scala più ampia. Da allora lo Stato è diventato la forma di organizzazione politica dominante nella storia dell’umanità.

Fonti e bibliografia per approfondire

  • Treccani, voci storiche e biografiche di riferimento.
  • Encyclopaedia Britannica, sintesi e cronologie di confronto.
  • Cambridge Ancient History e studi monografici aggiornati sul tema.
  • Fonti antiche, iscrizioni, documenti amministrativi e dati archeologici da leggere criticamente.

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