La nascita delle città è il processo con cui, a partire dal IV millennio a.C., alcuni insediamenti agricoli si trasformarono in centri molto più grandi e complessi, abitati da migliaia di persone che svolgevano mestieri diversi e governati da élite religiose e politiche. Le prime vere città sorsero in Mesopotamia, nella pianura tra il Tigri e l’Eufrate; poco dopo comparvero in Egitto, nella valle dell’Indo, in Cina e, in modo indipendente, nelle Americhe. La nascita delle città cambiò per sempre l’organizzazione delle società umane.
Nascita delle città: riassunto
Con la rivoluzione neolitica, iniziata nel Vicino Oriente intorno al 10.000-9000 a.C., gli esseri umani impararono a coltivare piante e allevare animali e cominciarono a vivere in villaggi stabili. Alcuni di questi crebbero molto, ma per millenni restarono comunità di agricoltori. Tra il 3500 e il 3000 a.C., nel sud della Mesopotamia, centri come Uruk raggiunsero dimensioni mai viste: Uruk, verso il 3000 a.C., copriva diversi chilometri quadrati e contava probabilmente decine di migliaia di abitanti. Accanto ai contadini vivevano artigiani, mercanti, sacerdoti, scribi e funzionari. Nello stesso periodo nacque anche la scrittura. Più tardi Uruk fu circondata da una lunga cinta di mura, che la tradizione attribuiva al leggendario re Gilgamesh, protagonista della più famosa epopea mesopotamica.
Dai villaggi alle città
Prima delle città esistevano già insediamenti grandi e organizzati. Gerico, in Palestina, già intorno all’8000 a.C. era circondata da un muro e aveva una grande torre in pietra. Çatalhöyük, in Anatolia, tra il VII e il VI millennio a.C. ospitava alcune migliaia di persone in case addossate l’una all’altra, a cui si accedeva dal tetto. Questi centri sono considerati dagli archeologi “proto-urbani”: erano grandi, ma la loro popolazione viveva ancora soprattutto di agricoltura e non mostrava una netta divisione del lavoro né istituzioni di governo complesse. Per approfondire si veda la voce sulle prime città.
Che cosa rende una città una città
Nel 1950 l’archeologo australiano Vere Gordon Childe parlò di “rivoluzione urbana” e indicò alcune caratteristiche delle prime città, ancora oggi usate come punto di partenza per discuterne:
- una popolazione numerosa e concentrata;
- la specializzazione del lavoro: non tutti erano contadini;
- un surplus agricolo, cioè una produzione superiore al necessario, raccolto e redistribuito da templi o palazzi;
- edifici monumentali, come templi, palazzi e mura;
- una società divisa in gruppi con poteri e ricchezze diversi;
- il commercio a lunga distanza per procurarsi materie prime come metalli, legname e pietre;
- la scrittura e forme di calcolo per l’amministrazione.
Perché nacquero le prime città
La pianura mesopotamica era fertile ma arida: per coltivarla bisognava costruire canali d’irrigazione e argini contro le piene dei fiumi. Questi lavori richiedevano la collaborazione di molte persone e un’autorità capace di organizzarle. L’agricoltura irrigua produceva un surplus che permetteva di mantenere chi non lavorava la terra. Il tempio, e più tardi il palazzo del re, divennero il centro dell’economia: raccoglievano i prodotti, li conservavano nei magazzini e li redistribuivano. Gli storici sottolineano che non ci fu un’unica causa, ma l’intreccio di fattori ambientali, economici, religiosi e politici. Per il quadro completo si veda il percorso sulla Mesopotamia.
Le prime città nel mondo
- Mesopotamia: Uruk, Ur, Lagash ed Eridu, città-stato sumeriche dominate da grandi templi su terrazze, poi chiamati ziggurat.
- Egitto: lungo il Nilo si svilupparono centri come Menfi, capitale dell’Egitto unificato dalla fine del IV millennio a.C.
- Valle dell’Indo: Mohenjo-daro e Harappa, nel III millennio a.C., avevano strade regolari, case in mattoni cotti e un sistema di scarichi.
- Cina: lungo il Fiume Giallo, nel II millennio a.C., sorsero le città delle prime dinastie, come Anyang, capitale degli Shang.
- Americhe: Caral, in Perù, fu un grande centro con piramidi già intorno al 2600 a.C.; molto più tardi Teotihuacan, in Messico, superò i 100.000 abitanti.
Le conseguenze della nascita delle città
La città portò con sé grandi novità: la crescita della produzione artigianale, l’uso dei metalli durante l’età dei metalli, il commercio, la nascita della scrittura e lo sviluppo delle prime istituzioni politiche, che portarono alla nascita dei primi Stati. Ma comportò anche nuove disuguaglianze tra ricchi e poveri, il lavoro obbligatorio per molti, la diffusione di malattie favorite dalla concentrazione di persone e animali, e guerre tra città rivali per il controllo di terre e acque.
Perché la nascita delle città è importante
Ancora oggi la maggior parte dell’umanità vive in città. Studiare come e perché nacquero le prime aiuta a capire l’origine di molte caratteristiche delle società moderne: la divisione del lavoro, il potere politico organizzato, l’economia basata sugli scambi e la stessa idea di cittadinanza.
Fonti e bibliografia per approfondire
- Treccani, voci storiche e biografiche di riferimento.
- Encyclopaedia Britannica, sintesi e cronologie di confronto.
- Cambridge Ancient History e studi monografici aggiornati sul tema.
- Fonti antiche, iscrizioni, documenti amministrativi e dati archeologici da leggere criticamente.