Riassunto · Prima
Questo è il riassunto sulla nascita delle città, per ripassare in fretta. Le prime vere città della storia nacquero in Mesopotamia, nella regione tra il Tigri e l’Eufrate, tra il 4000 e il 3000 a.C. La più famosa è Uruk, che verso il 3100 a.C. aveva forse 40.000 abitanti. Poco dopo sorsero città in Egitto, nella valle dell’Indo e, più tardi, in Cina. Il passaggio dal villaggio alla città viene chiamato anche “rivoluzione urbana”.
Prima delle città: i villaggi
Con la rivoluzione neolitica, dal 9500 a.C. circa, gli esseri umani diventano agricoltori e costruiscono villaggi stabili. Alcuni erano già grandi: Gerico aveva mura di pietra e una torre verso l’8000 a.C., Çatalhöyük in Turchia contava qualche migliaio di persone. Ma un villaggio, anche grande, non è ancora una città: quasi tutti gli abitanti coltivavano la terra.
Che cosa rende una città tale
Gli archeologi, a partire da Vere Gordon Childe, indicano alcuni elementi tipici: molti abitanti in uno spazio ristretto; persone che non producono cibo, come sacerdoti, artigiani, scribi, soldati; grandi edifici pubblici, come templi e palazzi; un potere che raccoglie le tasse e organizza il lavoro; la scrittura; i commerci a lunga distanza.
Le cause
In Mesopotamia piove pochissimo, ma i fiumi portano acqua e terra fertile. Per coltivare bisognava scavare canali e costruire argini, un lavoro che richiedeva organizzazione e capi. L’irrigazione produceva più cibo del necessario: questo surplus permetteva di mantenere persone che facevano altri mestieri. I templi raccoglievano e redistribuivano i prodotti, e intorno a loro la popolazione cresceva. Anche la difesa contava: le mura proteggevano le scorte da nemici e predoni.
Com’era una città mesopotamica
Al centro c’era il tempio del dio protettore, spesso su una ziqqurat, una torre a gradoni di mattoni. Vicino, il palazzo del re e i magazzini. Intorno, le case di mattoni crudi, strette lungo vicoli tortuosi, le botteghe degli artigiani, i mercati. Tutto era racchiuso da mura; fuori si stendevano i campi e i palmeti.
Le conseguenze
La città cambia la società. Nasce la divisione del lavoro, con mestieri specializzati. Nascono le differenze sociali, tra re, sacerdoti, mercanti, contadini e schiavi. Nasce lo Stato, con leggi, tasse ed eserciti. E per tenere i conti dei magazzini nasce la scrittura, intorno al 3200 a.C. a Uruk: con essa, per convenzione, finisce la preistoria e comincia la storia. Le città però portano anche nuovi problemi: guerre tra città rivali, malattie dovute all’affollamento, sfruttamento dei più poveri.
Per la spiegazione completa leggi la pagina sulla nascita delle città. Per i primi cittadini vedi il riassunto sui Sumeri e quello sulle città-stato. Tutti gli argomenti dell’anno sono nell’indice per la prima.