La Nubia è la regione lungo il Nilo a sud dell’Egitto, tra l’attuale Assuan e la confluenza del Nilo Bianco e del Nilo Azzurro, vicino a Khartum, in Sudan. Qui, per più di tremila anni, si susseguirono regni africani potenti, che gli Egizi chiamavano Kush. Furono rivali, sudditi e a un certo punto perfino padroni dell’Egitto. Costruirono città, templi e più piramidi degli stessi Egizi. Eppure nei manuali scolastici compaiono spesso solo come una nota a margine. In questa scheda della sezione storia globale dell’Africa proviamo a dare loro lo spazio che meritano.
Una terra di passaggio
La Nubia era una via di comunicazione naturale fra l’Africa interna e il Mediterraneo. Lungo il fiume viaggiavano oro, avorio, ebano, pelli, incenso e animali esotici. Il Nilo però non era sempre navigabile: le cateratte, tratti di rapide e rocce, rendevano difficili i trasporti e segnavano spesso i confini politici. L’oro nubiano era così importante che gli Egizi consideravano la regione una delle loro principali fonti di ricchezza.
Kerma, il primo grande regno
Il primo grande Stato nubiano ebbe come capitale Kerma, vicino alla terza cateratta. Fiorì più o meno tra il 2500 e il 1500 a.C. Gli archeologi vi hanno trovato una grande costruzione in mattoni crudi, chiamata deffufa, e tombe reali enormi, coperte da tumuli, con centinaia di sepolture di accompagnamento. Kerma commerciava con l’Egitto ma era anche un avversario temibile: durante il Medio Regno i faraoni costruirono una serie di fortezze lungo il Nilo per controllarne i confini.
La conquista egizia
Con il Nuovo Regno, a partire dal XVI secolo a.C., l’Egitto passò all’attacco. I faraoni distrussero Kerma e conquistarono la Nubia fino alla quarta cateratta. La regione fu governata da un viceré, il “figlio del re di Kush”, e si riempì di templi egizi. I più famosi sono quelli di Abu Simbel, fatti scolpire nella roccia da Ramses II nel XIII secolo a.C.: negli anni Sessanta del Novecento furono smontati e spostati più in alto per salvarli dalle acque della diga di Assuan.
Molti nubiani adottarono la religione e la scrittura egizie, in particolare il culto del dio Amon, che aveva un grande santuario presso la montagna sacra di Gebel Barkal.
I faraoni neri di Napata
Quando l’Egitto si indebolì, intorno al IX-VIII secolo a.C., in Nubia nacque un nuovo regno con capitale Napata, vicino a Gebel Barkal. Intorno al 728 a.C. il re Piye scese lungo il Nilo e conquistò l’Egitto. Lui e i suoi successori formarono la XXV dinastia, quella dei cosiddetti “faraoni neri”, che regnò sull’Egitto per circa mezzo secolo. Si presentavano come restauratori della vera tradizione egizia: costruirono templi, riportarono in uso antichi stili artistici e si fecero seppellire sotto piramidi.
Il più famoso fu Taharqa. Il suo regno coincise con lo scontro con l’impero assiro, che invase l’Egitto: nel 671 a.C. gli Assiri presero Menfi, e nel 663 saccheggiarono Tebe. I re kushiti si ritirarono in Nubia e non tornarono più a governare l’Egitto.
Meroe: piramidi, ferro e regine
Il regno continuò per secoli più a sud, e la capitale finì per spostarsi a Meroe. La città divenne un grande centro di lavorazione del ferro, come mostrano i cumuli di scorie ancora visibili. Nelle necropoli vicine si contano decine di piramidi, più strette e ripide di quelle egizie; in tutto il Sudan se ne conservano circa duecento. I meroiti svilupparono una scrittura propria: oggi sappiamo leggerne i segni, ma la lingua è capita solo in piccola parte.
A Meroe ebbero un ruolo importante le regine, chiamate kandake. Una di loro, Amanirenas, guidò la guerra contro i Romani alla fine del I secolo a.C., dopo che Augusto aveva conquistato l’Egitto. Il conflitto si chiuse con un trattato favorevole a Meroe. Anche gli Atti degli Apostoli, nel Nuovo Testamento, ricordano un funzionario della “Candace, regina degli Etiopi”.
Dalla fine di Meroe ai regni cristiani
Nel IV secolo d.C. Meroe declinò, anche per la concorrenza del regno di Aksum, il cui re Ezana lasciò un’iscrizione su una spedizione nella regione. Nel VI secolo nacquero in Nubia tre regni cristiani: Nobadia, Makuria e Alodia. Dopo le conquiste islamiche dell’Egitto, nel 652 Makuria firmò con gli Arabi un accordo, il baqt, che garantì per secoli pace e scambi. I regni cristiani nubiani sopravvissero fino al tardo Medioevo.
In breve
La Nubia, o Kush, fu sede di grandi regni africani lungo il Nilo: Kerma, poi Napata, che diede all’Egitto i faraoni della XXV dinastia, poi Meroe, con le sue piramidi, il ferro e le regine kandake. Dopo il IV secolo d.C. nacquero regni cristiani, durati fino al tardo Medioevo. Le piramidi di Meroe e il sito di Gebel Barkal sono patrimonio UNESCO.
Fonti per approfondire
- Treccani, Dizionario di Storia, voci “Nubia” e “Meroe”
- UNESCO, World Heritage List: “Gebel Barkal and the Sites of the Napatan Region” (2003) e “Archaeological Sites of the Island of Meroe” (2011)
- Derek A. Welsby, The Kingdom of Kush: The Napatan and Meroitic Empires, British Museum Press, 1996