Intrattenimento

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

L’intrattenimento, cioè tutto ciò che serve a divertirsi e a passare il tempo libero, sembra un argomento leggero. In realtà dice moltissimo di una società: chi aveva tempo libero, chi pagava gli spettacoli, che cosa faceva ridere o commuovere, quali divertimenti erano permessi e quali vietati. Giochi, feste, spettacoli e sport hanno sempre avuto anche una funzione politica e religiosa. In questa pagina facciamo un viaggio rapido dal mondo antico alla televisione, con qualche esempio per ogni epoca.

Grecia: gare e teatro

Nel mondo greco divertimento e religione andavano insieme. I giochi di Olimpia, che la tradizione fa iniziare nel 776 a.C., erano feste in onore di Zeus: durante le gare si proclamava una tregua tra le città. Gli atleti, solo uomini liberi greci, gareggiavano nella corsa, nella lotta, nel pugilato, nella corsa dei carri.

Ad Atene il teatro nacque nelle feste per il dio Dioniso. Tragedie e commedie erano messe in scena in grandi gare tra autori, davanti a migliaia di spettatori. Non era solo svago: le tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide facevano riflettere sulla giustizia e sul potere, e le commedie di Aristofane prendevano in giro i politici del momento.

Roma: “pane e giochi”

A Roma gli spettacoli divennero uno strumento di governo. Il poeta Giovenale scrisse con amarezza che il popolo romano desiderava ormai solo due cose: panem et circenses, pane e giochi del circo. Al Circo Massimo si correvano le gare di carri, seguite da folle enormi e appassionate, con tifoserie divise per colori. Nell’anfiteatro Flavio, il Colosseo, inaugurato nell’80 d.C. e capace di accogliere decine di migliaia di spettatori, sistemati secondo il loro rango sociale, si svolgevano combattimenti di gladiatori, cacce ad animali feroci ed esecuzioni pubbliche. Offrire giochi magnifici era un modo, per imperatori e magistrati, di conquistare il favore della gente. I grandi luoghi di spettacolo sono descritti nella pagina sui monumenti di Roma antica.

Il Medioevo: feste, giullari e tornei

Nel Medioevo il calendario era scandito da feste religiose, fiere e mercati. Nelle piazze si esibivano giullari, cantastorie, acrobati e ammaestratori di animali. I nobili si divertivano con la caccia e i tornei, che erano anche un allenamento alla guerra. Nelle osterie e nelle case si giocava a dadi, spesso con scommesse che le autorità cercavano invano di vietare, a carte (arrivate in Europa nel Trecento) e a scacchi.

Il momento più libero dell’anno era il carnevale, prima della Quaresima: per qualche giorno le regole si rovesciavano, ci si mascherava, si prendevano in giro i potenti. Era una valvola di sfogo che le autorità tolleravano, purché poi tutto tornasse in ordine. Alcune feste cittadine nate allora esistono ancora, come il Palio di Siena.

Dalla commedia dell’arte all’opera

Tra Cinquecento e Seicento in Italia nacque la commedia dell’arte, con attori professionisti che improvvisavano su un canovaccio e maschere come Arlecchino e Pulcinella. Le compagnie viaggiavano in tutta Europa. Nello stesso periodo, alla fine del Cinquecento, a Firenze nacque il melodramma, e nel 1637 a Venezia aprì il Teatro San Cassiano, il primo teatro d’opera a pagamento, aperto a chiunque comprasse il biglietto. Nell’Ottocento l’opera, con Verdi e Puccini, divenne in Italia uno spettacolo popolare quanto il calcio oggi.

L’età della massa: cinema, radio, sport

La Rivoluzione industriale cambiò il tempo libero. Il lavoro in fabbrica separava nettamente le ore di lavoro da quelle libere, e la conquista della domenica di riposo e poi delle otto ore creò uno spazio nuovo da riempire. Nacquero i caffè-concerto, i music hall, le gite in treno, lo sport organizzato: il calcio moderno ebbe le sue regole in Inghilterra nel 1863.

Il 28 dicembre 1895, a Parigi, i fratelli Lumière proiettarono per la prima volta a pagamento i loro film: era nato il cinema. Nel Novecento la radio entrò nelle case, e i regimi totalitari capirono subito quanto fosse utile per la propaganda. In Italia le trasmissioni televisive regolari della RAI iniziarono il 3 gennaio 1954, e programmi come Lascia o raddoppia? e Carosello cambiarono le abitudini di milioni di famiglie, come racconta la pagina sulla televisione.

Oggi

Videogiochi, piattaforme di streaming e social network sono le forme più recenti di intrattenimento. Rispetto al passato, si può scegliere che cosa guardare e quando, spesso da soli davanti a uno schermo. Gli storici notano però che alcune cose non cambiano: il bisogno di storie, di gioco, di emozioni condivise, e il legame tra spettacolo, denaro e potere.

In breve

L’intrattenimento accompagna tutta la storia: gare e teatro in Grecia, circo e gladiatori a Roma, feste, giullari e carnevale nel Medioevo, commedia dell’arte e opera in età moderna, cinema, radio, sport e televisione nell’età delle masse. Studiarlo aiuta a capire come vivevano le persone e come il potere cercava il loro consenso.

Fonti per approfondire

  • Johan Huizinga, Homo ludens, Einaudi (ed. orig. 1938)
  • Jérôme Carcopino, La vita quotidiana a Roma all’apogeo dell’impero, Laterza
  • Treccani, Enciclopedia, voce “Carnevale”

Una sezione è l’inizio di un percorso.

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