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Battaglia di El Alamein

Epoca:

La battaglia di El Alamein fu lo scontro decisivo della guerra in Nord Africa durante la Seconda guerra mondiale. Con questo nome si indicano soprattutto i combattimenti dal 23 ottobre al 4 novembre 1942, quando l’Ottava armata britannica del generale Bernard Montgomery sconfisse le truppe italo-tedesche guidate dal feldmaresciallo Erwin Rommel, nei pressi di El Alamein, in Egitto. La vittoria allontanò per sempre la minaccia dell’Asse sul canale di Suez e segnò, insieme a Stalingrado, una svolta del conflitto.

Battaglia di El Alamein: riassunto

Nel 1940 l’Italia fascista aveva attaccato l’Egitto, controllato dai britannici, partendo dalla Libia. Dopo le sconfitte italiane, nel 1941 arrivarono in Africa le truppe tedesche dell’Afrikakorps di Rommel. Nel giugno 1942 le forze dell’Asse conquistarono Tobruk e avanzarono in Egitto fino a El Alamein, circa 100 chilometri a ovest di Alessandria. Qui furono fermate nel luglio 1942. In autunno, dopo aver accumulato uomini e mezzi, i britannici passarono all’attacco e costrinsero Rommel alla ritirata.

Dove si trova El Alamein e perché era importante

El Alamein era una piccola stazione ferroviaria sulla costa mediterranea. In quel punto il deserto percorribile si restringeva in un corridoio di circa 60 chilometri tra il mare e la depressione di Qattara, una vasta area di sabbie e paludi salate quasi impraticabile per i mezzi corazzati. Per questo il fronte non poteva essere aggirato: chi voleva passare doveva sfondarlo frontalmente. Oltre El Alamein si trovavano Alessandria, il Cairo e il canale di Suez, vie di comunicazione essenziali per l’Impero britannico e per il petrolio del Medio Oriente.

La prima battaglia di El Alamein (luglio 1942)

Nel luglio 1942 l’Ottava armata, allora comandata dal generale Claude Auchinleck, bloccò l’avanzata italo-tedesca. Mussolini era volato in Libia aspettandosi di entrare trionfalmente in Egitto, ma dovette tornare in Italia. A fine agosto un nuovo attacco di Rommel fu respinto ad Alam Halfa. Nel frattempo Churchill aveva affidato l’Ottava armata a Montgomery.

Rommel e Montgomery: i due comandanti

Erwin Rommel, soprannominato “la volpe del deserto”, era famoso per i suoi attacchi rapidi e audaci con i mezzi corazzati. Quando l’offensiva britannica cominciò si trovava in Germania per curarsi: il generale che lo sostituiva, Georg Stumme, morì il 24 ottobre per un attacco cardiaco durante i combattimenti, e Rommel tornò in Africa il giorno dopo. Bernard Montgomery era invece un comandante prudente e metodico: rifiutò di attaccare prima di avere una netta superiorità, curò l’addestramento e cercò di risollevare il morale di un esercito reduce da molte sconfitte.

La seconda battaglia di El Alamein (ottobre-novembre 1942)

I rapporti di forza erano ormai favorevoli agli Alleati: i britannici e i loro alleati del Commonwealth disponevano di quasi il doppio degli uomini e di molti più carri armati e aerei. L’Asse, invece, soffriva per la mancanza di carburante e munizioni, perché i convogli dall’Italia venivano spesso affondati dalla marina e dall’aviazione britanniche, anche grazie alle informazioni ottenute decifrando i messaggi nemici.

  • 23 ottobre: di notte un enorme bombardamento di artiglieria aprì l’attacco; la fanteria e i genieri aprirono varchi nei campi minati;
  • fine ottobre: i combattimenti si trasformarono in una dura battaglia di logoramento;
  • 2 novembre: una nuova offensiva britannica sfondò le linee dell’Asse;
  • 4 novembre: Rommel ordinò la ritirata, nonostante Hitler gli avesse imposto di resistere fino all’ultimo.

Le perdite furono pesanti per entrambe le parti. L’Ottava armata ebbe circa 13.000 uomini tra morti, feriti e dispersi; l’Asse perse gran parte dei carri armati e circa 30.000 soldati, italiani e tedeschi, furono fatti prigionieri.

La resistenza italiana e la Folgore

Ad El Alamein combatterono numerose divisioni italiane. È rimasta famosa soprattutto la divisione paracadutisti Folgore, impiegata come fanteria nel settore meridionale, che resistette per giorni agli attacchi britannici e fu quasi distrutta. Anche le divisioni corazzate Ariete e Littorio subirono perdite gravissime. Molti soldati italiani, privi di mezzi di trasporto, rimasero indietro durante la ritirata e furono fatti prigionieri.

Le conseguenze della battaglia di El Alamein

  • la fine dell’Asse in Africa: l’8 novembre 1942 gli angloamericani guidati da Eisenhower sbarcarono in Marocco e Algeria; stretta tra due fronti, l’ultima armata italo-tedesca si arrese in Tunisia nel maggio 1943;
  • la salvezza del canale di Suez e delle rotte verso il Medio Oriente;
  • la preparazione dello sbarco in Sicilia, avvenuto nel luglio 1943, che portò alla caduta del fascismo;
  • una svolta psicologica: insieme alla battaglia di Stalingrado, El Alamein mostrò che l’Asse poteva essere battuto.

Perché El Alamein è importante

Winston Churchill commentò la vittoria dicendo che non era la fine e nemmeno l’inizio della fine, ma forse “la fine dell’inizio”. Studiare El Alamein aiuta anche a capire quanto contasse, nella guerra nel deserto, la logistica: la capacità di rifornire gli eserciti di carburante, acqua e munizioni fu spesso più importante delle singole manovre sul campo. Per l’Italia El Alamein è anche un luogo della memoria: nel sacrario militare italiano sono ricordati i caduti della battaglia.

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