Città del Capo (Cape Town) è la più antica città di origine europea del Sudafrica. Fondata nel 1652 dagli olandesi come base di rifornimento per le navi dirette in Asia, divenne poi una colonia britannica, una delle capitali dello Stato sudafricano e un luogo simbolo della lotta contro l’apartheid. La sua storia permette di seguire, in un solo luogo, il colonialismo europeo, la schiavitù, la segregazione razziale e la transizione alla democrazia.
Città del Capo: riassunto
Il Capo di Buona Speranza era noto ai navigatori portoghesi già dalla fine del Quattrocento: Bartolomeu Dias lo doppiò nel 1488 e Vasco da Gama lo superò nel 1497 nel viaggio verso l’India. Fu però la Compagnia olandese delle Indie orientali, espressione della potenza commerciale delle Province Unite, a creare un insediamento stabile.
Nei secoli successivi Città del Capo crebbe come porto e centro amministrativo. Passata sotto il controllo britannico all’inizio dell’Ottocento, nel Novecento fu la sede del Parlamento del Sudafrica e uno dei luoghi in cui il regime di apartheid fu applicato e combattuto.
La fondazione olandese
Nel 1652 Jan van Riebeeck sbarcò nella baia ai piedi della Table Mountain con l’incarico di costruire un forte e coltivare orti per fornire acqua, carne e verdure alle navi della Compagnia. L’area era abitata dai Khoikhoi, pastori, e da gruppi di cacciatori-raccoglitori San. L’espansione dei coloni, le guerre e le epidemie, in particolare il vaiolo nel Settecento, distrussero gran parte delle loro comunità tradizionali.
La colonia si basò anche sul lavoro di persone ridotte in schiavitù, portate dall’Asia sudorientale, dall’India, dal Madagascar e da altre regioni africane. Tra il 1666 e il 1679 fu costruito il Castello di Buona Speranza, oggi il più antico edificio coloniale del Sudafrica. Con il tempo nacque una società molto stratificata, in cui l’appartenenza a un gruppo determinava diritti e possibilità.
Il periodo britannico
Durante le guerre rivoluzionarie e napoleoniche la Gran Bretagna occupò il Capo nel 1795; dopo una breve restituzione agli olandesi, lo occupò di nuovo nel 1806 e lo ottenne definitivamente nel 1814. Città del Capo divenne la capitale della Colonia del Capo, un tassello importante dell’impero britannico e dell’imperialismo ottocentesco.
Nel 1834 la schiavitù fu abolita in tutto l’impero britannico, ma gli ex schiavi rimasero a lungo legati ai padroni da un periodo di “apprendistato” e da leggi sul lavoro restrittive. Anche il malcontento di molti coloni di origine olandese, i boeri, verso il governo britannico contribuì alla loro migrazione verso l’interno negli anni Trenta dell’Ottocento, il cosiddetto Grande Trek.
Città del Capo e l’apartheid
Nel 1910 nacque l’Unione Sudafricana: Città del Capo divenne la capitale legislativa, sede del Parlamento, mentre Pretoria e Bloemfontein ospitarono il governo e la corte suprema. Dal 1948 il Partito nazionale introdusse l’apartheid, un sistema di leggi che separava rigidamente la popolazione in base alla “razza”. In città molte famiglie furono costrette a lasciare le proprie case: il caso più noto è quello del quartiere District Six, dichiarato zona riservata ai bianchi nel 1966 e poi sgomberato e demolito.
Al largo della città si trova Robben Island, l’isola dove furono imprigionati molti oppositori del regime. Qui Nelson Mandela trascorse 18 dei suoi 27 anni di prigionia. L’11 febbraio 1990, il giorno della sua liberazione, Mandela parlò alla folla dal balcone del municipio di Città del Capo.
Dalla fine dell’apartheid a oggi
Negli anni Ottanta la città fu attraversata da proteste, scioperi e repressioni, mentre cresceva l’isolamento internazionale del Sudafrica. All’inizio degli anni Novanta il governo di Frederik de Klerk legalizzò i movimenti di opposizione e avviò i negoziati con l’African National Congress. Dopo le elezioni del 1994, vinte dall’ANC, il Parlamento di Città del Capo divenne il luogo in cui fu scritta e approvata la nuova Costituzione democratica, entrata in vigore nel 1997. Le disuguaglianze sociali e territoriali ereditate dalla segregazione, però, restano visibili ancora oggi.
Date principali
- 1488: Bartolomeu Dias doppia il Capo di Buona Speranza.
- 1652: Jan van Riebeeck fonda l’insediamento olandese.
- 1666-1679: costruzione del Castello di Buona Speranza.
- 1795 e 1806: occupazioni britanniche del Capo.
- 1834: abolizione della schiavitù nell’impero britannico.
- 1910: nasce l’Unione Sudafricana.
- 1948: inizio dell’apartheid.
- 1990: liberazione di Nelson Mandela.
- 1994: prime elezioni a suffragio universale in Sudafrica.
Protagonisti
- I Khoikhoi e i San, primi abitanti della regione.
- Jan van Riebeeck, fondatore della stazione olandese.
- Le persone ridotte in schiavitù che costruirono la colonia.
- Nelson Mandela e gli oppositori dell’apartheid detenuti a Robben Island.
Perché è importante
La vicenda della città si collega anche alla storia del Regno Unito vittoriano e del suo impero.
Città del Capo è un esempio chiaro di come il commercio marittimo europeo abbia dato origine a colonie di popolamento, con conseguenze profonde per le popolazioni locali. La città mostra inoltre come la segregazione abbia modellato lo spazio urbano e come la memoria di quei fatti sia oggi conservata in luoghi come il museo di District Six e Robben Island, patrimonio mondiale UNESCO. Per inquadrare questi temi si può partire dalla storia dell’età contemporanea.