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Risorgimento italiano

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Questa mappa segue la trasformazione politica della penisola italiana dal Congresso di Vienna alla presa di Roma: in poco più di mezzo secolo un mosaico di Stati divisi, molti dei quali legati all’Impero austriaco, diventò un unico Regno d’Italia. Leggere la carta del Risorgimento significa osservare come i confini si spostano da una fase all’altra e chiedersi quali guerre, accordi diplomatici e plebisciti abbiano prodotto ciascun cambiamento. Per il contesto generale del secolo puoi partire dalla scheda sull’Ottocento.

Mappa storica dell’unificazione d’Italia dal 1815 al 1870: gli Stati preunitari colorati con le date di annessione al Regno di Sardegna, la cessione di Nizza e Savoia alla Francia e la presa di Roma nel 1870
Unificazione d’Italia 1815–1870 (con le date di annessione al Regno di Sardegna). Mappa di William R. Shepherd, Historical Atlas, 1911 – pubblico dominio, via Wikimedia Commons (file originale).

La carta qui sopra, tratta dall’atlante storico di William R. Shepherd (le scritte sono in inglese), colora gli Stati preunitari così come erano dopo il 1815 e riporta su ciascuno l’anno in cui fu annesso al Regno di Sardegna, poi Regno d’Italia: 1859 per la Lombardia, 1860 per l’Italia centrale e il Mezzogiorno, 1866 per il Veneto, 1870 per Roma.

Il punto di partenza: l’Italia nel 1815

Il Congresso di Vienna ridisegnò la carta d’Italia dopo l’età napoleonica. La mappa della situazione del 1815 mostra questi Stati principali:

  • il Regno di Sardegna, con Piemonte, Savoia, Nizza e Sardegna, a cui fu aggiunta la Liguria, l’antica Repubblica di Genova;
  • il Regno Lombardo-Veneto, governato direttamente dall’Impero austriaco;
  • i ducati di Parma e di Modena e il Ducato di Lucca, legati alla politica austriaca;
  • il Granducato di Toscana, retto da un ramo della dinastia degli Asburgo-Lorena;
  • lo Stato della Chiesa, che comprendeva il Lazio, l’Umbria, le Marche e la Romagna con Bologna;
  • il Regno delle Due Sicilie, nato nel 1816 dall’unione dei regni di Napoli e di Sicilia sotto i Borbone;
  • la piccola Repubblica di San Marino, rimasta indipendente.

Un elemento da osservare subito è il peso dell’Austria: oltre a controllare direttamente la Lombardia e il Veneto, esercitava una forte influenza sugli Stati del centro.

Prima fase: i moti e il 1848–1849

I moti del 1820–1821 e del 1831 non modificarono i confini, ma mostrarono la diffusione di idee liberali e patriottiche. Nel 1848 un’ondata di rivoluzioni attraversò la penisola: Carlo Alberto concesse lo Statuto e dichiarò guerra all’Austria, aprendo la prima guerra d’indipendenza, che si concluse con la sconfitta piemontese nel 1849. Anche le repubbliche nate a Roma e a Venezia furono abbattute nello stesso anno. Sulla mappa questa fase lascia i confini quasi invariati: è utile per capire che il cambiamento non fu lineare.

Seconda fase: 1859–1860

La svolta arrivò con la politica di Cavour e l’alleanza tra il Regno di Sardegna e la Francia di Napoleone III. Con la seconda guerra d’indipendenza, nel 1859, la Lombardia passò al Piemonte, mentre il Veneto restò austriaco. Nel 1860 plebisciti in Toscana, nei ducati emiliani e in Romagna sancirono l’annessione al Regno di Sardegna; in cambio dell’appoggio francese Nizza e la Savoia furono cedute alla Francia. Lo stesso anno la spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi conquistò la Sicilia e poi il Mezzogiorno, mentre l’esercito piemontese occupava le Marche e l’Umbria. È la fase in cui la carta cambia più rapidamente.

Terza fase: il Regno d’Italia, il Veneto e Roma

Il 17 marzo 1861 fu proclamato il Regno d’Italia, con capitale Torino: le tappe sono ricostruite nella scheda sull’Unità d’Italia. Mancavano però ancora il Veneto e Roma. Il Veneto fu annesso nel 1866, dopo la terza delle guerre d’indipendenza, combattuta a fianco della Prussia contro l’Austria. Roma, difesa dalle truppe francesi, fu conquistata il 20 settembre 1870, dopo il ritiro della guarnigione francese durante la guerra franco-prussiana, e divenne capitale nel 1871. Nel frattempo la capitale era stata trasferita da Torino a Firenze, nel 1865.

La mappa del 1870 non coincide ancora con i confini attuali: Trento e Trieste, con altri territori del confine orientale, restarono all’Austria-Ungheria fino alla fine della Prima guerra mondiale.

Cosa osservare sulla mappa

  • I colori degli Stati preunitari e le date scritte su ciascuno: quali territori si aggiungono, e in quale anno?
  • Il ruolo delle potenze straniere: dove si trovano i territori austriaci, che cosa cede il Piemonte alla Francia (cerca le scritte «To France 1860» su Nizza e Savoia)?
  • La posizione di Roma e dello Stato della Chiesa, ridotto progressivamente fino al solo Lazio.
  • Le differenze tra annessioni militari e annessioni sancite da plebisciti: la carta indica solo l’anno, quindi confrontala con le fasi descritte sopra.
  • Le regioni che nel 1870 restano ancora fuori dal Regno d’Italia.

Date chiave

  • 1815 – Congresso di Vienna e nuovo assetto della penisola
  • 1820–1821 e 1831 – Moti liberali
  • 1848–1849 – Rivoluzioni e prima guerra d’indipendenza
  • 1859 – Seconda guerra d’indipendenza: la Lombardia al Regno di Sardegna
  • 1860 – Plebisciti nell’Italia centrale; cessione di Nizza e Savoia alla Francia; spedizione dei Mille
  • 17 marzo 1861 – Proclamazione del Regno d’Italia
  • 1865 – La capitale passa da Torino a Firenze
  • 1866 – Terza guerra d’indipendenza: annessione del Veneto
  • 20 settembre 1870 – Presa di Roma
  • 1871 – Roma capitale

Domande guida

  • Perché il Regno di Sardegna, e non un altro Stato, guidò l’unificazione?
  • Quale ruolo ebbero la Francia, l’Austria e la Prussia nelle diverse fasi?
  • Che cosa cambia tra una mappa del 1859 e una del 1861?
  • Perché Roma fu annessa solo nel 1870?
  • Quali problemi poneva l’unione di Stati con leggi, monete ed economie diverse?

Collegamenti

Per altre carte dello stesso periodo torna all’indice delle mappe dell’Ottocento.

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