Lo sbarco in Normandia fu la grande operazione anfibia con cui, il 6 giugno 1944, gli eserciti alleati guidati da Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada sbarcarono sulle coste della Francia settentrionale occupata dai tedeschi. Quel giorno, chiamato D-Day, segnò l’inizio dell’operazione Overlord e l’apertura del “secondo fronte” in Europa occidentale. Fu uno dei momenti decisivi della Seconda guerra mondiale: nel giro di pochi mesi gli Alleati liberarono la Francia e avanzarono verso la Germania.
Sbarco in Normandia: riassunto
Dopo il 1941 il peso maggiore della guerra contro la Germania ricadeva sull’Unione Sovietica. Stalin chiedeva da tempo agli alleati occidentali di aprire un nuovo fronte in Francia per alleggerire la pressione sull’Armata Rossa. La decisione definitiva fu presa alla conferenza di Teheran, tra novembre e dicembre 1943, da Stalin, Roosevelt e Churchill. Il 6 giugno 1944 circa 156.000 soldati sbarcarono o furono paracadutati in Normandia; entro la fine di agosto le truppe tedesche in Francia erano state sconfitte e Parigi era libera.
La preparazione dell’operazione Overlord
Il comando supremo fu affidato al generale americano Dwight D. Eisenhower, mentre il britannico Bernard Montgomery guidava le forze di terra nella prima fase. Per mesi in Gran Bretagna furono concentrati soldati, carri armati, navi e aerei. Gli Alleati prepararono anche strumenti nuovi, come i porti artificiali prefabbricati chiamati Mulberry, da rimorchiare oltre la Manica.
Fu fondamentale l’inganno: con l’operazione Fortitude gli Alleati fecero credere ai tedeschi, con un finto esercito, falsi messaggi radio e agenti doppiogiochisti, che lo sbarco principale sarebbe avvenuto più a nord, nella zona di Calais, dove la Manica è più stretta. Anche dopo il 6 giugno parte delle forze tedesche rimase ad aspettare un attacco che non arrivò.
Il Vallo atlantico e la difesa tedesca
Per proteggere le coste occupate, Hitler aveva fatto costruire il Vallo atlantico, una linea di bunker, batterie di artiglieria, campi minati e ostacoli sulle spiagge che andava dalla Norvegia alla Spagna. Il feldmaresciallo Erwin Rommel, incaricato di rafforzarlo nel nord della Francia, era convinto che l’invasione andasse fermata subito sulla costa. I comandanti tedeschi però non erano d’accordo su dove tenere le divisioni corazzate, e una parte di esse poteva muoversi solo con l’autorizzazione di Hitler.
Il D-Day: le cinque spiagge
Lo sbarco, previsto per il 5 giugno, fu rinviato di un giorno per il maltempo. Eisenhower diede l’ordine definitivo dopo che i meteorologi, guidati dal britannico James Stagg, avevano previsto un breve miglioramento del tempo: le maree e la luna rendevano possibili solo pochi giorni al mese, e un ulteriore rinvio avrebbe spostato l’operazione di almeno due settimane. Nella notte tra il 5 e il 6 giugno migliaia di paracadutisti americani e britannici vennero lanciati dietro la costa per occupare ponti e incroci. All’alba, dopo bombardamenti aerei e navali, una flotta di circa 7.000 navi e mezzi da sbarco portò le truppe su cinque spiagge, indicate con nomi in codice:
- Utah e Omaha, assegnate agli americani;
- Gold e Sword, assegnate ai britannici;
- Juno, assegnata ai canadesi.
A Omaha la resistenza tedesca fu fortissima e gli americani subirono le perdite più gravi della giornata. Nelle altre spiagge l’avanzata fu più rapida. Il 6 giugno le perdite alleate, tra morti, feriti e dispersi, furono circa 10.000, di cui oltre 4.000 caduti.
La battaglia di Normandia e la liberazione di Parigi
Dopo lo sbarco cominciò una dura battaglia nelle campagne normanne, divise da siepi e terrapieni che favorivano i difensori. Gli americani conquistarono il porto di Cherbourg alla fine di giugno; i britannici e i canadesi combatterono a lungo per la città di Caen. Alla fine di luglio, con l’operazione Cobra, gli americani sfondarono il fronte e in agosto molte forze tedesche furono accerchiate nella sacca di Falaise. Il 15 agosto un secondo sbarco alleato avvenne in Provenza. Il 25 agosto 1944 Parigi fu liberata, con la partecipazione della Resistenza francese e delle truppe della Francia libera. La campagna ebbe un prezzo alto anche per i civili: i bombardamenti distrussero in gran parte città come Caen e Saint-Lô.
Le conseguenze dello sbarco in Normandia
- l’apertura del fronte occidentale: la Germania fu costretta a combattere contemporaneamente a ovest, a est e in Italia;
- la liberazione dell’Europa occidentale: in pochi mesi furono liberati gran parte della Francia e il Belgio;
- l’accelerazione della sconfitta tedesca: mentre gli Alleati avanzavano da ovest, dal 22 giugno 1944 l’Armata Rossa lanciava una grande offensiva in Bielorussia; dopo la battaglia di Stalingrado, anche questo fronte era ormai a favore dei sovietici;
- le basi dell’Europa del dopoguerra: la linea di incontro tra le truppe occidentali e sovietiche nel 1945 anticipò la divisione del continente.
Perché il D-Day è importante
Lo sbarco in Normandia resta la più grande operazione anfibia della storia ed è un esempio della collaborazione militare tra gli Alleati. Ogni anno, il 6 giugno, le cerimonie sulle spiagge e nei cimiteri militari della Normandia ricordano i soldati caduti.