Cronologie · Cronologia delle religioni
L’induismo è una delle religioni più antiche del mondo e oggi conta circa un miliardo di fedeli: questa cronologia segue la formazione dei suoi testi sacri e delle sue tradizioni, dai Veda ai movimenti moderni.
Riassunto
Con il termine induismo si indica un insieme molto vario di credenze, testi, riti e pratiche nate nel subcontinente indiano. Non ha un fondatore né un’unica autorità centrale: comprende tradizioni diverse, che venerano divinità come Vishnu, Shiva e la Dea, ma condividono alcune idee, come il ciclo delle rinascite (samsara), la legge delle azioni (karma) e la liberazione (moksha).
Per molti secoli i testi sacri furono trasmessi oralmente in sanscrito da famiglie di sacerdoti, i brahmani, e solo più tardi messi per iscritto su foglie di palma e poi su carta. Accanto al sanscrito ebbero grande importanza le lingue regionali. Le date qui indicate sono approssimative e discusse dagli studiosi.
Date principali
- 2600–1900 a.C. circaFiorisce la civiltà della valle dell’Indo; il suo legame con le religioni successive è ancora discusso.
- 1500–500 a.C. circaEtà vedica: composizione dei Veda, tra cui il Rigveda, con inni e riti di sacrificio.
- 800–200 a.C. circaLe Upanishad riflettono sul rapporto tra l’anima individuale (atman) e la realtà assoluta (brahman).
- VI–V secolo a.C.Nascono il buddhismo e il giainismo, che criticano il ritualismo vedico.
- 400 a.C.–400 d.C. circaSi formano i grandi poemi epici Mahabharata, che include la Bhagavad Gita, e Ramayana; si scrivono i codici del dharma, come le Leggi di Manu.
- 320–550 circaSotto la dinastia Gupta si diffondono il culto nei templi e le immagini delle divinità.
- 300–1000 circaComposizione dei Purana, racconti mitologici su Vishnu, Shiva e la Dea.
- VI–IX secoloNel Sud dell’India i poeti tamil diffondono la bhakti, la devozione personale a un dio; il filosofo Shankara sviluppa il Vedanta non dualista.
- XIII–XVIII secoloSotto i sultanati e l’impero Mughal si sviluppano nuove forme di bhakti, con poeti come Kabir e Tulsidas; nasce il sikhismo.
- XIX secoloDurante il dominio britannico nascono movimenti di riforma come il Brahmo Samaj (1828) e l’Arya Samaj (1875).
- 1893Swami Vivekananda presenta l’induismo al Parlamento delle religioni di Chicago.
- 1947–1950Indipendenza e divisione dell’India; la Costituzione indiana abolisce l’intoccabilità.
Cause
L’induismo si formò in contesti molto diversi: regionali, linguistici e sociali. Il patronato dei re, le reti di asceti e monaci e le comunità locali contribuirono alla conservazione di pratiche e testi. L’incontro con altre religioni, come il buddhismo, l’islam e il cristianesimo, spinse a riformulare dottrine e pratiche.
In età coloniale la stampa, le traduzioni europee e il confronto con i missionari portarono a una nuova riflessione sull’identità hindu. Leggi anche la scheda sull’impero Mughal.
Conseguenze
Il dialogo tra testi sacri, commentari e pratiche devozionali produsse una grande pluralità di correnti: shivaiti, vishnuiti, shakta e varie scuole filosofiche. La bhakti rese la religione più accessibile anche a donne e caste inferiori. Dall’incontro con l’islam nacque in Punjab il sikhismo.
I codici normativi influenzarono diritto e costumi, compreso il sistema delle caste, poi criticato dai riformatori e da Mahatma Gandhi. Templi e pellegrinaggi rafforzarono identità locali e reti economiche.
Perché è importante
L’induismo è importante per capire la storia e la cultura dell’India, ma anche concetti oggi diffusi nel mondo, come lo yoga, il karma e la meditazione. Studiarlo aiuta a capire come una religione possa cambiare nel tempo senza un’autorità centrale.
Le fonti principali sono i testi considerati rivelati (shruti) e tramandati (smriti), i manoscritti, le iscrizioni e le tradizioni orali di recitazione. Per un confronto tra religioni leggi la cronologia del dialogo interreligioso.
Collegamenti nell’archivio
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