Dei egizi

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Devi ripassare in fretta? Leggi Dèi egizi: riassunto breve, con date, cause e conseguenze. Qui sotto trovi invece la spiegazione completa.

Età antica · Antico Egitto

Gli dèi egizi erano centinaia: divinità del sole, del Nilo, della morte, della scrittura, della casa, rappresentate spesso con corpo umano e testa di animale. Ra, Osiride, Iside, Horus, Anubi, Thot, Amon sono i più noti, ma ogni città aveva il suo dio protettore, e le combinazioni cambiarono molto nei tremila anni di storia egizia. Più che una religione fissa, era un mondo in continuo movimento.

Gli studenti di solito cercano una tabella: dio, animale, funzione. La faremo, più o meno. Ma prima conviene capire la logica.

Perché hanno la testa di animale?

Gli Egiziani non pensavano che Anubi fosse davvero un uomo con la testa di sciacallo. L’immagine era un modo per dire qualcosa del dio: una sua qualità, un suo potere. Lo sciacallo si aggirava nei cimiteri ai margini del deserto, quindi diventò il protettore dei morti. Il falco vola altissimo, verso il sole, e fu associato a Horus e al re. La vacca nutre, e la dea Hathor, dea dell’amore e della musica, ha spesso orecchie o corna bovine.

Uno stesso dio poteva avere più forme. Thot compare a volte come ibis, a volte come babbuino. Gli dèi erano presenze da capire, non figure da fotografare.

I miti della creazione

Non c’era un solo racconto delle origini. Ogni grande centro religioso aveva il suo. A Eliopoli si raccontava che dalle acque primordiali, il Nun, emerse una collina, e su di essa Atum, il dio creatore, che da solo generò Shu, l’aria, e Tefnut, l’umidità. Da loro nacquero Geb, la terra, e Nut, il cielo, rappresentata come una donna inarcata sopra il mondo. Ed ecco i loro figli: Osiride, Iside, Seth e Nefti. Nove dèi in tutto, l’Enneade.

A Menfi si diceva invece che il dio Ptah avesse creato il mondo con il pensiero e la parola. A Ermopoli c’erano otto divinità primordiali. Per noi sono versioni in contraddizione. Per gli Egiziani potevano convivere senza problemi.

Ra e il viaggio del sole

Ra era il dio sole, uno dei più importanti di tutto l’Egitto. Ogni giorno attraversava il cielo su una barca; ogni notte navigava nel mondo sotterraneo, dove doveva respingere Apopi, un gigantesco serpente che voleva divorarlo. Se Apopi avesse vinto, il sole non sarebbe sorto. Ogni alba era una piccola vittoria sul caos.

Con il tempo Ra si fuse con altri dèi: Ra-Horakhty, “Ra che è Horus dell’orizzonte”, e soprattutto Amon-Ra, quando Amon, il dio di Tebe, divenne nel Nuovo Regno il signore degli dèi. Il tempio di Amon a Karnak era uno dei più ricchi del mondo antico, con migliaia di dipendenti e campi in tutto il paese.

Il mito di Osiride, Iside e Horus

È il racconto più importante, e vale la pena conoscerlo bene. Osiride era un re buono, che aveva insegnato agli uomini l’agricoltura. Suo fratello Seth, geloso, lo uccise; in una versione lo fece a pezzi e sparse le parti per l’Egitto. La moglie e sorella di Osiride, Iside, cercò ovunque i pezzi, li riunì e, con l’aiuto di Anubi, fece la prima mummia. Riuscì a riportarlo in vita quanto bastava per concepire un figlio, Horus.

Horus, cresciuto, combatté a lungo contro Seth per riprendersi il trono, perdendo un occhio nella lotta: l’occhio di Horus, o udjat, diventò un amuleto potentissimo. Alla fine vinse. Osiride rimase re dei morti, Horus re dei vivi. Il faraone, da vivo, era Horus; da morto, Osiride. E Iside, la madre devota che protegge il figlio, diventò una dea amatissima, venerata nell’epoca romana fino a Pompei, dove il suo tempio è ancora visibile.

Gli dèi da conoscere per la verifica

Una piccola galleria, in ordine sparso. Anubi, con la testa di sciacallo, protegge le necropoli e guida le anime. Thot, ibis o babbuino, è il dio della scrittura, della luna e della sapienza, patrono degli scribi. Ma’at, una donna con una piuma di struzzo in testa, è l’ordine e la giustizia del mondo. Hathor, dea della gioia, della musica e della maternità. Sekhmet, la leonessa, dea della guerra e delle epidemie, ma anche della guarigione. Sobek, il coccodrillo, legato al Nilo e alla fertilità. Bes, un nano barbuto con la lingua di fuori, buffo e un po’ spaventoso, protegge le case e le partorienti. Bastet, la gatta, dea della casa e della gioia: il suo centro di culto era Bubasti, nel delta, e in diversi siti egiziani sono stati trovati cimiteri con decine di migliaia di gatti mummificati.

Il giudizio dei morti e la pesatura del cuore

Qui la religione tocca tutti, non solo il re. Secondo le credenze del Nuovo Regno, il defunto arrivava davanti al tribunale di Osiride. Anubi metteva sulla bilancia il suo cuore, sede del pensiero e della memoria, e dall’altra parte la piuma di Ma’at. Thot registrava il risultato. Se il cuore era leggero, il morto entrava nei Campi di Iaru, un aldilà simile all’Egitto, ma con raccolti sempre abbondanti. Se era appesantito dalle colpe, veniva divorato da Ammit, un mostro con la testa di coccodrillo, il corpo di leone e le zampe posteriori di ippopotamo.

Per superare la prova si portava nella tomba il cosiddetto Libro dei morti, un rotolo di papiro con formule magiche e la “confessione negativa”: non ho rubato, non ho ucciso, non ho mentito, non ho tolto l’acqua ai campi del vicino. Un elenco che ci dice molto su ciò che gli Egiziani consideravano peccato.

Templi, sacerdoti e religione di tutti i giorni

Il tempio era la casa del dio, non un luogo dove la gente andava a pregare. Nel santuario più interno, al buio, stava la statua divina: ogni mattina i sacerdoti la svegliavano, la lavavano, la vestivano e le offrivano cibo. La gente comune vi entrava raramente; vedeva il dio soprattutto durante le feste, quando la statua usciva in processione su una barca sacra portata a spalla.

Nelle case, però, la religione era ovunque: amuleti, piccoli altari, preghiere a Bes e a Taweret per un parto felice. E una volta, per pochi anni, un faraone, Akhenaton, cercò di mettere tutto questo da parte per un solo dio, Aton: la storia è nella scheda sul Nuovo Regno. Sui monumenti funerari vedete le piramidi; sulla scrittura sacra, i geroglifici. Tutti gli argomenti sono nell’indice per la prima.

Fonti per approfondire

La voce “Religione egizia” di Wikipedia offre un panorama delle divinità e dei culti. Il Museo Egizio di Torino ha una delle più ricche collezioni al mondo di papiri del Libro dei morti, tra cui quello di Iuefankh, consultabile anche nel catalogo online delle collezioni.

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