Età antica · Antico Egitto
Il Nuovo Regno è il periodo di massima potenza dell’antico Egitto, dalla XVIII alla XX dinastia, all’incirca tra il 1550 e il 1070 avanti Cristo. È l’epoca dell’impero egiziano in Asia e in Nubia, della capitale religiosa Tebe, dei templi di Karnak e Luxor, della Valle dei Re. Ed è l’epoca dei faraoni più famosi: Hatshepsut, Thutmose III, Akhenaton, Tutankhamon, Ramesse II.
Se l’Antico Regno è l’Egitto dei costruttori e il Medio Regno quello degli amministratori, il Nuovo Regno è l’Egitto dei generali.
La cacciata degli Hyksos
Tutto parte da un’umiliazione. Alla fine del Medio Regno il nord del paese era passato sotto il controllo degli Hyksos, sovrani di origine asiatica con capitale ad Avaris, nel delta. I principi di Tebe, al sud, cominciarono la riscossa. Una mummia, quella del re Seqenenra Tao, mostra ferite terribili alla testa, probabilmente inferte in battaglia con armi di tipo asiatico.
Fu Ahmose, verso il 1550 a.C., a conquistare Avaris e a cacciare gli Hyksos fino in Palestina. Con lui inizia la XVIII dinastia. E l’Egitto ne esce cambiato: aveva imparato dal nemico a usare il carro da guerra e i cavalli, e aveva capito che il deserto e il mare non bastavano più a proteggerlo.
Un impero dalla Siria al Sudan
Per non farsi sorprendere di nuovo, i faraoni portano la guerra fuori dai confini. Il grande conquistatore è Thutmose III, che regna nel XV secolo a.C. e guida almeno diciassette campagne in Siria e Palestina. La più celebre è la battaglia di Megiddo, intorno al 1457 a.C.: Thutmose sceglie di far passare l’esercito per una gola stretta e pericolosa, contro il parere dei suoi generali, e prende i nemici alle spalle. I resoconti delle campagne furono incisi sulle pareti del tempio di Karnak.
A sud l’Egitto domina la Nubia fino alla quarta cateratta, ricavandone oro in quantità. Nelle lettere di Amarna, una raccolta di tavolette d’argilla del XIV secolo a.C. scritte in accadico, i re di Babilonia e di Mitanni chiedono al faraone oro, oro e ancora oro: “in Egitto è abbondante come la polvere”, scrive uno di loro.
Hatshepsut, la donna faraone
Tra i due grandi conquistatori c’è una donna. Hatshepsut, figlia di Thutmose I, era reggente per il giovane nipote Thutmose III. A un certo punto, intorno al 1479-1473 a.C., si fa proclamare faraone a tutti gli effetti. Nelle statue compare con la barba posticcia e il gonnellino regale, perché la carica era pensata al maschile.
Il suo regno fu pacifico e prospero. Organizzò una spedizione nel paese di Punt, raccontata nei rilievi del suo splendido tempio a terrazze di Deir el-Bahari, da cui le navi tornarono cariche di alberi d’incenso. Dopo la sua morte, molte sue immagini furono scalpellate e il suo nome cancellato. Per vendetta di Thutmose III? Gli storici oggi sono più cauti: la cancellazione avvenne anni dopo, forse per ragioni di successione dinastica.
Akhenaton e la rivoluzione religiosa
Verso la metà del XIV secolo a.C. sale al trono Amenhotep IV. Pochi anni dopo cambia nome in Akhenaton, “utile ad Aton”, e fa qualcosa di inaudito: mette al centro del culto un solo dio, Aton, il disco solare, e chiude o trascura i templi degli altri, compreso il potentissimo clero di Amon a Tebe. Fonda una nuova capitale in mezzo al deserto, Akhetaton, l’attuale Tell el-Amarna.
Anche l’arte cambia: il re è rappresentato con il volto allungato, la pancia sporgente, mentre gioca con le figlie accanto alla moglie Nefertiti. È stato il primo monoteismo della storia? Se ne discute ancora. Certo fu un esperimento breve. Sugli dèi tradizionali c’è la scheda sugli dèi egizi.
Tutankhamon: un re minore, una tomba famosissima
Il figlio di Akhenaton, Tutankhaton, cambiò nome in Tutankhamon, tornò al culto di Amon e abbandonò Amarna. Morì intorno ai diciotto anni, dopo un regno di circa dieci. Politicamente, quasi nulla.
Eppure è il faraone più famoso del mondo, per un motivo solo: il 4 novembre 1922 l’archeologo Howard Carter trovò la sua tomba nella Valle dei Re quasi intatta. Più di cinquemila oggetti, tra cui la maschera d’oro di circa dieci chili. Se la tomba di un re minore era così ricca, immaginate quelle dei grandi, saccheggiate già nell’antichità.
Ramesse II e la battaglia di Qadesh
Con la XIX dinastia arriva Ramesse II, che regna per sessantasei anni, dal 1279 al 1213 a.C. circa. Nel 1274 a.C. affronta gli Ittiti a Qadesh, in Siria, in una delle più grandi battaglie di carri dell’antichità. Nei suoi templi Ramesse la celebra come una vittoria personale strepitosa. In realtà finì più o meno in pareggio. Qualche anno dopo, nel 1259 a.C., Egitto e Ittiti firmarono un trattato di pace: è il più antico trattato internazionale di cui conosciamo il testo da entrambe le parti, e una sua copia è esposta alla sede dell’ONU a New York.
Ramesse fu anche un costruttore instancabile: i templi di Abu Simbel, scavati nella roccia in Nubia, con quattro colossi del re alti venti metri, furono smontati e spostati pezzo per pezzo negli anni Sessanta per salvarli dalle acque della diga di Assuan. Sui caratteri della regalità egizia trovate di più nella scheda sui faraoni.
Il declino: i Popoli del Mare e la fine del Nuovo Regno
Intorno al 1177 a.C. Ramesse III respinge l’attacco dei cosiddetti Popoli del Mare, gruppi di guerrieri e migranti che avevano messo in crisi tutto il Mediterraneo orientale. Lo racconta nei rilievi del tempio di Medinet Habu. L’Egitto si salva, ma è stremato. Pochi anni dopo, nel villaggio degli artigiani di Deir el-Medina, gli operai delle tombe reali incrociano le braccia perché non ricevono le razioni: è il primo sciopero documentato della storia.
Seguono corruzione, saccheggi di tombe, crisi economiche. Verso il 1070 a.C. il paese si divide di nuovo. Il Nuovo Regno è finito; l’Egitto resterà una grande civiltà, ma non più la prima potenza del Mediterraneo. Per lo stesso periodo in Mesopotamia vedete gli Assiri; per l’Esodo, la scheda sull’Esodo. Il percorso completo è nell’indice per la prima.
Fonti per approfondire
La voce “Nuovo Regno” di Wikipedia elenca dinastie, sovrani e date principali; per la regalità in generale, la voce “Faraone”.