Medio Regno

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Devi ripassare in fretta? Leggi Medio Regno egizio: riassunto breve, con date, cause e conseguenze. Qui sotto trovi invece la spiegazione completa.

Età antica · Antico Egitto

Il Medio Regno è il secondo grande periodo di unità dell’antico Egitto, all’incirca tra il 2055 e il 1650 avanti Cristo, che comprende soprattutto l’XI e la XII dinastia. Meno spettacolare dell’età delle piramidi, è considerato dagli stessi Egiziani di epoche successive l’età classica: quella della lingua e della letteratura “perfette”, che gli scolari copiavano ancora mille anni dopo.

Il mio modo di presentarlo in classe è semplice. L’Antico Regno ha costruito i monumenti. Il Medio Regno ha costruito lo Stato.

Dopo la crisi: la riunificazione di Mentuhotep II

Alla fine dell’Antico Regno il paese si era spezzato in poteri locali. Per più di un secolo, nel cosiddetto Primo Periodo Intermedio, si fronteggiarono due centri: Eracleopoli al nord e Tebe al sud. Vinse Tebe. Il suo principe, Mentuhotep II, verso il 2055 a.C. riunì le Due Terre sotto un solo re.

Per la prima volta la città di Tebe, l’attuale Luxor, entra nella grande storia. E con lei il suo dio, Amon, destinato a diventare il dio più potente d’Egitto. Mentuhotep si fece costruire a Deir el-Bahari un tempio funerario a terrazze, addossato alle rocce: la regina Hatshepsut, secoli dopo, lo prenderà a modello per il proprio, proprio lì accanto.

La XII dinastia: Amenemhat e Sesostri

Il cuore del Medio Regno è la XII dinastia, fondata intorno al 1985 a.C. da Amenemhat I, che era stato visir. Un cambio di dinastia senza sangue? Non proprio. Amenemhat spostò la capitale al nord, in una città nuova chiamata Itjtawy, “Colei che conquista le Due Terre”, vicino all’attuale el-Lisht, e morì probabilmente assassinato in una congiura di palazzo. Un testo attribuito a lui, l’Insegnamento di Amenemhat, mette in guardia il figlio: non fidarti di nessuno, nemmeno di un fratello.

Per assicurare la successione, i re della XII dinastia ebbero un’idea pratica: associare al trono il figlio quando il padre era ancora vivo, come co-reggente. Così si alternarono, per circa due secoli, sovrani di nome Amenemhat e Sesostri (in egiziano Senusret). I nomi si ripetono, e questo all’interrogazione non aiuta. Ricordatene due. Sesostri III e Amenemhat III.

Il faraone pastore: un nuovo modo di regnare

Il faraone del Medio Regno resta un dio. Ma la propaganda cambia tono. Nei testi il re si presenta come il “buon pastore” del suo popolo, che si preoccupa dei deboli e garantisce giustizia. Le statue di Sesostri III sono famose proprio per questo: invece del volto giovane e sereno dei re delle piramidi, mostrano un uomo stanco, con le palpebre pesanti e le rughe. Un sovrano che porta il peso del governo.

E governava davvero. Sesostri III ridusse il potere dei nomarchi, i governatori di provincia che nell’Antico Regno erano diventati quasi indipendenti: le grandi tombe provinciali scompaiono, segno che le famiglie locali avevano perso autonomia. L’amministrazione si riorganizzò attorno alla corte, con un esercito di scribi e funzionari. Sui caratteri generali del potere regio trovate la scheda sui faraoni.

Nubia, fortezze e commerci

A sud dell’Egitto, oltre la prima cateratta del Nilo, c’era la Nubia, ricca di oro, avorio, ebano e incenso. Sesostri III la conquistò fino alla seconda cateratta e fece costruire una catena di fortezze di mattoni crudi, con torri, fossati e feritoie: Buhen, Semna, Mirgissa. A Semna fece incidere una stele che vieta ai Nubiani di oltrepassare il confine, tranne che per commerciare. Molte di queste fortezze sono oggi sommerse dal lago Nasser, creato dalla diga di Assuan negli anni Sessanta.

Ci furono spedizioni anche verso il Sinai, per il turchese e il rame, e verso il misterioso paese di Punt, sulle coste del Mar Rosso, per l’incenso. Con Biblo, in Libano, si scambiava legno di cedro.

Il Fayyum: strappare terra alla palude

Una delle imprese meno note ma più concrete del Medio Regno è la bonifica del Fayyum, una grande depressione a ovest del Nilo con un lago e paludi. Con canali e dighe, i re della XII dinastia, Amenemhat III in particolare, regolarono l’afflusso dell’acqua e ottennero nuovi campi coltivabili. Amenemhat III si fece costruire a Hawara una piramide con un enorme tempio funerario, che lo storico greco Erodoto visitò e chiamò “labirinto”, giudicandolo più impressionante delle piramidi stesse. Oggi non ne resta quasi nulla.

L’età d’oro della letteratura

Qui il Medio Regno dà il meglio. È l’epoca della Storia di Sinuhe, un funzionario che fugge in Asia dopo la morte di Amenemhat I, vive per anni da straniero e alla fine, vecchio, chiede di tornare per essere sepolto in Egitto. È anche l’epoca della Satira dei mestieri, in cui un padre convince il figlio a diventare scriba descrivendo tutti gli altri lavori come orribili: il fabbro puzza come uova di pesce, il barbiere si consuma le braccia. Dopo trentotto secoli fa ancora sorridere.

Anche la religione si “allarga”. Le formule per l’aldilà, che nell’Antico Regno erano riservate al re nelle piramidi, ora vengono dipinte sui sarcofagi di funzionari e notabili: sono i Testi dei sarcofagi. L’eternità con Osiride non è più un privilegio del solo faraone.

La fine del Medio Regno e gli Hyksos

Con la XIII dinastia i re si succedono rapidamente, il potere si indebolisce. Nel delta si stabiliscono gruppi di origine asiatica, che a un certo punto prendono il potere da una capitale, Avaris. Gli Egiziani li chiamano heqa khasut, “sovrani dei paesi stranieri”: per noi sono gli Hyksos. Portano in Egitto il carro da guerra trainato da cavalli e l’arco composito. Comincia il Secondo Periodo Intermedio, che si chiuderà con la riscossa di Tebe e il Nuovo Regno.

Il percorso del primo anno è nell’indice per la prima.

Fonti per approfondire

La voce “Medio Regno” di Wikipedia ripercorre dinastie e sovrani; sul celebre racconto c’è la voce “Le avventure di Sinuhe”. Erodoto descrive il “labirinto” di Hawara nel libro II delle Storie.

Una sezione è l’inizio di un percorso.

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