Età antica · Ebrei
Il regno di Israele è lo Stato che, secondo la Bibbia, gli Ebrei fondarono intorno al 1000 avanti Cristo con i re Saul, Davide e Salomone, e che dopo la morte di Salomone, verso il 930 a.C., si divise in due: il regno di Israele al nord, con capitale Samaria, e il regno di Giuda al sud, con capitale Gerusalemme. Il primo fu distrutto dagli Assiri nel 722 a.C., il secondo dai Babilonesi nel 587-586 a.C.
Detta così sembra una cronologia lineare. In realtà è uno degli argomenti su cui archeologi e storici discutono di più, e conviene sapere perché.
Dalle tribù al re: Samuele e Saul
Dopo l’Esodo e l’insediamento in Canaan, racconta la Bibbia, le dodici tribù vivevano senza un re. In caso di pericolo si radunavano attorno a capi carismatici, i “giudici”, come Gedeone o Sansone, o la profetessa Debora. Ma la minaccia dei Filistei, un popolo della costa con armi di ferro, era troppo forte. Il popolo chiede un re “come tutte le nazioni”.
Il profeta Samuele è contrario: il re vi prenderà i figli per l’esercito, le figlie per la cucina, la decima parte dei raccolti. È una delle più antiche critiche al potere monarchico che conosciamo. Alla fine però unge re Saul, della tribù di Beniamino. Saul combatte con alterne fortune e muore in battaglia contro i Filistei sul monte Gelboe.
Davide: il pastore che diventa re
Davide è il personaggio più amato. Giovane pastore di Betlemme, abbatte con una fionda il gigante filisteo Golia: la scena che Michelangelo ha immortalato nel marmo, a Firenze. Diventa musicista alla corte di Saul, poi suo rivale, poi re. Conquista Gerusalemme, una città cananea in posizione strategica tra le tribù del nord e del sud, e ne fa la capitale. Vi porta l’Arca dell’Alleanza, il simbolo della presenza di Dio.
La Bibbia non lo santifica. Racconta anche come fece morire in battaglia un suo ufficiale, Uria, per sposarne la moglie Betsabea, e come affrontò la rivolta del figlio Assalonne. Un re grande e pieno di colpe. Il fatto che i suoi stessi sostenitori abbiano conservato questi episodi è, per gli storici, un dettaglio interessante.
Salomone e il Tempio di Gerusalemme
Il figlio di Davide, Salomone, è il re della pace e della saggezza. È famoso il giudizio di Salomone: due donne si contendono un neonato, il re ordina di tagliarlo a metà, e la vera madre si riconosce perché rinuncia pur di salvarlo. Secondo la Bibbia fece costruire il Tempio di Gerusalemme, con legno di cedro fornito dal re fenicio Hiram di Tiro, e strinse rapporti commerciali in tutto il Vicino Oriente, fino alla misteriosa regina di Saba.
Ma la ricchezza costava. Tasse pesanti e lavori forzati scontentarono le tribù del nord.
Lo scisma: Israele e Giuda
Alla morte di Salomone, verso il 930 a.C., il figlio Roboamo rifiuta di alleggerire i tributi. Secondo il racconto risponde: mio padre vi ha castigato con le fruste, io vi castigherò con gli scorpioni. Le dieci tribù del nord si ribellano e scelgono come re Geroboamo. Nascono così due regni: Israele, più grande, più ricco e più popoloso, e Giuda, più piccolo, intorno a Gerusalemme e alla dinastia di Davide.
Il regno del nord ha una storia agitata, con colpi di Stato e dinastie che si succedono. La più forte è quella di Omri, che verso l’880 a.C. fonda la capitale Samaria. Suo figlio Acab, con la moglie fenicia Gezabele, è il re che i profeti, come Elia, accusano di adorare il dio Baal.
Che cosa dice l’archeologia
Qui arriva la parte delicata. Per il regno unito di Davide e Salomone non ci sono iscrizioni contemporanee che lo descrivano; gli scavi a Gerusalemme sono difficili, perché la città è abitata da tremila anni, e i risultati sono discussi. Alcuni archeologi, come l’israeliano Israel Finkelstein, pensano che la Gerusalemme del X secolo fosse un piccolo centro e il “grande regno” un’idealizzazione posteriore. Altri, come Amihai Mazar, ritengono che sotto il racconto ci sia un regno reale, anche se più modesto di come lo descrive la Bibbia.
Dal IX secolo in poi le prove diventano solide. La stele di Tel Dan, scoperta nel 1993, menziona la “casa di Davide”: un re aramaico si vanta di aver sconfitto un re di Israele e uno della dinastia di Davide. La stele di Mesha, re di Moab, parla di Omri. Le iscrizioni assire citano Acab tra i nemici del re Salmanassar III nella battaglia di Qarqar, nell’853 a.C., con 2.000 carri. Il regno del nord, insomma, era una potenza regionale vera.
La fine dei due regni
Israele cade per primo. Dopo un lungo assedio, nel 722 a.C. Samaria viene presa dagli Assiri, e una parte della popolazione viene deportata in Mesopotamia, secondo la politica che conosciamo. Le “dieci tribù perdute” spariscono così dalla storia, mescolandosi ad altri popoli. Altri gruppi vengono portati in Samaria al loro posto: da qui, secondo la tradizione, nascono i Samaritani.
Giuda resiste più a lungo, pagando tributi e destreggiandosi tra Egitto e Assiria. Nel 701 a.C. Gerusalemme sopravvive all’assedio di Sennacherib. Ma nel 587-586 a.C. i Babilonesi di Nabucodonosor II la conquistano, distruggono il Tempio di Salomone e deportano a Babilonia la classe dirigente. Comincia l’esilio, e con lui la storia della diaspora.
Prima di tutto questo vengono i patriarchi. Il percorso completo è nell’indice per la prima.
Fonti per approfondire
I testi di riferimento sono i libri biblici di Samuele e dei Re. Per la discussione storica e archeologica, le voci di Wikipedia “Regno di Israele” e “Stele di Tel Dan”.