Sumeri

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Devi ripassare in fretta? Leggi Sumeri: riassunto breve, con date, cause e conseguenze. Qui sotto trovi invece la spiegazione completa.

Età antica · Mesopotamia

I Sumeri sono il popolo che, tra il IV e il III millennio avanti Cristo, costruì nel sud della Mesopotamia, l’attuale Iraq meridionale, le prime città della storia e inventò la scrittura cuneiforme. Uruk, Ur, Lagash, Nippur, Eridu: nomi che oggi indicano colline di fango nel deserto, ma che cinquemila anni fa erano centri pieni di templi, magazzini, scribi e canali.

Curiosamente, “Sumeri” non è il nome che si davano loro. Lo usavano i loro vicini accadici. Loro chiamavano la propria terra Kengir e si definivano, con un’espressione che piace molto agli studenti, “le teste nere”.

Dove vivevano: una terra tra due fiumi

Mesopotamia, in greco, significa “terra tra i fiumi”: il Tigri e l’Eufrate. La parte meridionale, dove si insediarono i Sumeri, è una pianura piatta e caldissima, dove d’estate si superano i 45 gradi e piove pochissimo. Detto così, sembra il posto peggiore per un agricoltore.

Il trucco era l’acqua dei fiumi. Con canali e argini, scavati e mantenuti da centinaia di persone, si portava l’acqua nei campi di orzo, ai palmeti di datteri, agli orti. Il terreno, ricco di limo, dava raccolti abbondanti. Mancavano però pietra, legname buono e metalli: tutto questo doveva arrivare con il commercio, dall’Iran, dall’Anatolia, perfino dalla valle dell’Indo.

Le città-stato: Uruk, Ur, Lagash

Non esisteva uno “Stato sumero”. C’erano una dozzina di città-stato indipendenti, ciascuna con il suo dio protettore, il suo territorio agricolo e i suoi governanti, spesso in guerra tra loro per un canale o un confine. La disputa tra Lagash e Umma per una fascia di campi durò generazioni ed è documentata da iscrizioni.

Uruk è la più famosa. Intorno al 3000 a.C. era probabilmente la città più grande del mondo, con decine di migliaia di abitanti e quasi dieci chilometri di mura. Ur, più a sud, è celebre per le tombe reali scavate negli anni Venti dall’archeologo britannico Leonard Woolley: elmi d’oro, lire decorate, e decine di servitori sepolti insieme ai loro signori.

Il potere stava nel tempio e nel palazzo. All’inizio i sacerdoti amministravano raccolti e lavoro; poi emergono figure di capi militari e re, chiamati lugal, letteralmente “grande uomo”. Sul passaggio dai villaggi a questi centri c’è la scheda sulla nascita delle città.

La ziggurat: cos’era e a cosa serviva

Al centro di ogni città importante sorgeva la ziggurat, una grande piattaforma a gradoni fatta di mattoni crudi rivestiti di mattoni cotti, con in cima un piccolo tempio. Quella di Ur, voluta dal re Ur-Nammu verso il 2100 a.C., è ancora in parte in piedi ed è stata restaurata.

Non era una tomba, come le piramidi egizie: questo è l’errore più frequente nelle verifiche. Era la “casa” del dio, una montagna artificiale che avvicinava cielo e terra. Ai suoi piedi si trovavano magazzini e laboratori. Altri dettagli nella pagina sull’architettura mesopotamica.

L’invenzione della scrittura

Le tavolette più antiche, trovate proprio a Uruk e datate intorno al 3300-3200 a.C., non contengono poesie né leggi. Sono conti. Tanti sacchi d’orzo, tante pecore, tante razioni di birra per tanti lavoratori. La scrittura nasce dalla contabilità, e ogni volta che lo dico in classe qualcuno resta un po’ deluso.

All’inizio i segni erano piccoli disegni. Col tempo si semplificarono e diventarono gruppi di cunei, impressi sull’argilla fresca con uno stilo di canna: da qui il nome cuneiforme. Per imparare a scrivere servivano anni di scuola, nella “casa delle tavolette”. Gli scribi erano pochi e importanti. Sul significato più ampio di questa svolta, che segna la fine della preistoria, vedete la nascita della scrittura.

Che cosa hanno inventato i Sumeri?

Più che un elenco, una piccola visita al loro mondo. Usavano la ruota, prima al tornio del vasaio e poi sotto i carri, anche se è difficile dire se l’abbiano inventata loro. Contavano in base 60: è per questo che un’ora ha sessanta minuti e un cerchio 360 gradi. Lavoravano il bronzo, usavano l’aratro trainato da buoi, conoscevano la birra. Avevano leggi scritte: il codice di Ur-Nammu è più vecchio di quello di Hammurabi di circa tre secoli.

E raccontavano storie. L’Epopea di Gilgamesh, il re di Uruk che cerca invano l’immortalità dopo la morte dell’amico Enkidu, nasce da poemi sumerici e arriva a noi soprattutto in versione accadica. Dentro c’è anche il racconto di un diluvio, con un uomo che costruisce un’imbarcazione per salvarsi. Vi ricorda qualcosa?

La fine dei Sumeri

Verso il 2334 a.C. Sargon, un re di lingua semitica, unificò le città sotto il dominio di Akkad: sono gli Accadi, il primo impero della storia. Ci fu una breve rinascita con la terza dinastia di Ur, intorno al 2100 a.C., poi la lingua sumerica smise di essere parlata. Restò però per quasi duemila anni la lingua colta e religiosa della Mesopotamia, un po’ come il latino nell’Europa medievale.

Il resto dell’Età antica del primo anno lo trovate nell’indice per la prima.

Fonti per approfondire

La voce “Sumeri” dell’Enciclopedia Treccani offre un quadro sintetico e affidabile. In italiano è disponibile anche l’articolo “Sumeri: inventori della civiltà” della World History Encyclopedia, a firma di Joshua J. Mark.

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